Progetto

SCI d’acqua - Miglioramento dello stato di conservazione delle Specie di Interesse Comunitario nell'area alto-appenninica e nella piana intorno a Prato

SCI d’acqua - Miglioramento dello stato di conservazione delle Specie di Interesse Comunitario nell'area alto-appenninica e nella piana intorno a Prato

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SCI d’acqua - Miglioramento dello stato di conservazione delle Specie di Interesse Comunitario nell'area alto-appenninica e nella piana intorno a Prato

DESCRIZIONE

Il progetto SCI d’acqua si è posto l’obiettivo di migliorare lo stato di conservazione di alcune specie faunistiche di Interesse Comunitario legate ad ambienti acquatici (aree umide e corsi d’acqua) esposte a diverse  minacce nell’area alto-appenninica e nella piana intorno a Prato. L’acronimo scelto per l’iniziativa fa riferimento sia alle specie di Interesse Comunitario (Species of Community Interest=SCI), sia al fatto che tutte le specie-obiettivo individuate (pesci, crostacei, anfibi, avifauna delle aree umide) necessitano dell’acqua in tutto o in parte del loro ciclo di vita.

Le aree progettuali ricadono all’interno del territorio delle Province di Prato e Bologna, tra la pianura circostante Prato e l’alto Appennino tosco-emiliano. In particolare, sono state prese in considerazione due zone di intervento:

  • il sistema di aree umide localizzate nella piana compresa tra i fiumi Arno e Ombrone Pistoiese;
  • alcuni corsi d’acqua della fascia sub-montana e montana dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Queste aree, dopo gli interventi di riqualificazione ambientale previsti da SCI d’acqua, sono state designate zone protette e ricomprese nella  ZPS “Stagni della Piana Fiorentina” (IT5140011) e nel SIC “Laghi Suviana e Brasimone” (IT4050020).
Le aree interessate subivano minacce di diverso tipo. In primo luogo la frammentazione e riduzione delle zone umide, l’attività agricola intensiva, ma anche l’invasione di specie animali e vegetali alloctone, le pratiche della caccia e della pesca, una inadeguata gestione della vegetazione fluviale e ripariale nonché la fruizione turistica. SCI d’Acqua ha risposto a tali minacce incrementando le superfici di aree umide, creando nuovi habitat per le specie in pericolo, riducendo l’impatto di alcune infrastrutture, promuovendo le aree a ZPS e approvando il Piano di gestione del sito ampliato per attivare gli interventi di conservazione . Le specie target su cui è intervenuto il progetto sono state 15 specie ornitiche protette dalla direttiva comunitaria “Uccelli” (79/409/CE)  e il tritone crestato Italiano (Triturus carnifex) incluso nell’allegato II della direttiva comunitaria Habitat (92/43/CE)  per quanto riguarda le aree umide della piana di Prato;   il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes) e il brocciolo (Cottus gobio), entrambi inclusi nell’allegato II della direttiva comunitaria Habitat, presenti nei torrenti dell’Appennino tosco-emiliano.

 

LE FASI DEL PROGETTO

Nel corso delle fasi preparatorie è stato sviluppato un protocollo standard per il monitoraggio tecnico-scientifico delle specie-obiettivo al fine di valutarne lo stato di conservazione durante il ciclo progettuale.

Le azioni concrete di conservazione previste sono state:

  • interventi di tutela dell’avifauna nell’area protetta di Cascine di Tavola con riqualificazione e ampliamento del Lago Bogaia e creazione di  microhabitat con caratteristiche idonee alle esigenze degli anfibi e dell’avifauna target;
  • bonifica e restauro ambientale del lago Pantanelle  con il fine di realizzare opere per la regimazione dei flussi idrici; di creare microhabitat per le esigenze degli anfibi e dell’avifauna target; di realizzare opere di mitigazione degli impatti causati dalla viabilità quali schermature con la messa a dimora di una fascia tampone di essenze vegetali arboree ed arbustive autoctone;
  • sistemazione delle sponde dei laghi Ombrone e Bogaia in favore delle specie target. La progettazione dell’intervento nel lago Ombrone ha avuto come obiettivo specifico la tutela e riqualificazione ambientale della porzione settentrionale dell’area umida;
  • miglioramento della capacità di dispersione delle specie target mediante la realizzazione di passaggi per pesci;
  • riproduzione ex-situ del brocciolo e del gambero di fiume per consolidarne le popolazioni  e migliorarne lo stato di conservazione nelle aree progettuali. A tal fine è stata prevista la realizzazione di un incubatoio ittico, una struttura prefabbrica dotata di 6 vasche in vetro resina per l’allevamento delle specie target alimentato da un pozzo realizzato ad hoc;
  • riproduzione in situ delle specie target con la messa  a punto di un protocollo operativo per favorire la riproduzione nel loro ambiente naturale del bròcciolo e del gambero di fiume. Previsti interventi di miglioramento tramite la risistemazione dei substrati naturali e la posa di microhabitat artificiali in alcuni tratti fluviali del territorio interessato dal progetto;
  • sperimentazione di metodi di controllo di specie alloctone invasive, nell’area dei laghi Pantanelle, Bogaia, Ombrone.

 

RISULTATI RAGGIUNTI

I risultati conseguiti con il progetto SCI d’acqua hanno determinato  effetti positivi sulle popolazioni delle specie di interesse comunitario considerate, come hanno certificato gli esiti dei monitoraggi biologici effettuati. Gli interventi hanno efficacemente ripristinato gli habitat idonei alla loro conservazione e incrementato i livelli di biodiversità delle aree interessate. Buoni risultati sono stati ottenuti anche in termini di contenimento delle specie animali e vegetali alloctone.

Tra i risultati ottenuti si evidenziano:

  • istituzione del Sito di Importanza Comunitaria “Appennino pratese” (SIC IT515003)
  • ampliamento di circa 574 ha della Zona di Protezione Speciale “Stagni della Piana fiorentina e pratese” (ZPS IT5140011);
  • riqualificazione di tre aree umide (Laghi Ombrone, Pantanelle e Bogaia)  e delle circostanti superfici per la conservazione di specie target di uccelli e anfibi attraverso la creazione di specifici micro habitat e l’impianto di specie arboree;
  • realizzazione di due passaggi per pesci che hanno migliorato la capacità di dispersione delle specie target, in particolare del bròcciolo. L’intervento ha consentito di ripristinare la continuità fluviale di due tratti di corsi d’acqua appenninici (torrente Trogola-Alto Bisenzio e rio Ceppeta);
  • 94 specie di uccelli rilevate (72 presso il lago Pantanelle, 66 presso il lago Ombrone e 40 nel lago Bogaia);
  • contenimento delle specie alloctone invasive. Fra i risultati più eclatanti, la rimozione di 972 esemplari di gambero rosso della Lousiana nel lago Pantanelle e di 394 esemplari di bambù nell’intera area;
  • realizzazione di un incubatoio ittico per le specie target;
  • produzione di quantitativi di novellame da semina. Le tecniche di allevamento ex situ hanno consentito la produzione e re immissione in natura di 1443 di avannotti di bròcciolo. Per quanto riguarda il gambero di fiume, dalla biologia riproduttiva molto complessa, gli individui sono stati 54.
  • approvazione dei Piani di Azione per la conservazione del bròcciolo e del gambero di fiume nel territorio appenninico;
  • redazione del Piano di gestione Natura 2000 della ZPS ampliata (Piana fiorentina e pratese) al fine di garantire l'impegno di lungo periodo nei confronti degli obiettivi di conservazione, approvato con D.C.P. n. 50/2012
  • realizzazione della pubblicazione dal titolo “Seguendo il percorso dell’acqua - Il progetto LIFE “SCI d’acqua” per la conservazione di Specie di Interesse Comunitario nella piana dell’Arno e sull’Appennino tosco-emiliano
  • Avvio del processo di valutazione integrata del Piano di Gestione
  • accresciuta consapevolezza da parte dell’opinione pubblica dell’importanza delle aree umide residue della piana intorno a Prato e dei corsi d'acqua alto appenninici ai fini della conservazione delle Specie di Interesse Comunitario.
Beneficiario coordinatore 
Provincia di Prato
Budget 
1.148.535,00
Contributo EU 
574.268,00
Anno Call 
2007
Anno di inizio 
2009
Anno di chiusura 
2014