Progetto

SAVE THE FLYERS - Misure per la conservazione della chirotterofauna e dell’avifauna nell’Italia centrale

SAVE THE FLYERS - Misure per la conservazione della chirotterofauna e dell’avifauna nell’Italia centrale

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SAVE THE FLYERS - Misure per la conservazione della chirotterofauna e dell’avifauna nell’Italia centrale

DESCRIZIONE

Il progetto LIFE SAVE THE FLYERS è stato realizzato in due aree dell’Italia centrale, l’area amiatina in Toscana meridionale e il Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi localizzato nella porzione centrale appenninica delle Marche. Si tratta di zone caratterizzate da una flora ricchissima, da cavità e grotte che ospitano pipistrelli e da una grande varietà di uccelli, fra cui molti rapaci. In Toscana sono stati coinvolti i SIC Cono Vulcanico del Monte Amiata (IT51A0017) e Monte Penna Bosco della Fonte e Monte Civitella (IT51A0020) ed i SIC/ZPS Monte Labbro e Alta Valle dell’Albegna (IT51A0018) ed Alto corso del fiume Fiora (IT51A0019); nelle Marche sono stati interessati i SIC Gola di Frasassi (IT5320003), Gola della Rossa (IT5320004), Valle della Vite e Valle dell’Acquarella (IT5320012) e Valle Scappuccia (IT5320002) e le ZPS Gola della Rossa e di Frasassi (IT320017) e Vale Scappuccia (IT5320016).
Il progetto si prefiggeva tre obiettivi principali: favorire la conservazione delle popolazioni di chirotteri che frequentano le aree di progetto, consentire l’insediamento di due popolazioni autosufficienti di nibbio reale e diminuire in modo significativo il rischio di morte per folgorazione (elettrocuzione) per il nibbio reale ed altre specie di rapaci elencate nell’Allegato I della Direttiva Uccelli.
L’iniziativa ha puntato a ridurre le minacce più rilevanti alle quali erano esposti i pipistrelli nelle due aree progettuali tra cui l’accesso incontrollato di persone a cavità ipogee che ospitano i chirotteri nelle fasi di riproduzione o svernamento; la perdita di aree di foraggiamento a causa della colonizzazione da parte di vegetazione arbustiva; la scarsa presenza di alberi abbastanza vecchi dotati di cavità e fessure idonee al rifugio dei chirotteri.
Altra finalità perseguita dal progetto era il consolidamento di due popolazioni preesistenti di nibbio reale introdotte nel 2007 grazie ad un altro progetto LIFE, Biarmicus (LIFE04 NAT/IT/000173) premiato come LIFE Best Nature project 2009. Lo IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) ha inserito il nibbio reale tra le specie che versano in uno sfavorevole stato di conservazione in Europa, continente che ospita il 95% della popolazione nidificante; a livello nazionale, invece, questo rapace figura tra le specie “vulnerabili” della Lista Rossa dei vertebrati italiani.
In entrambe le aree progettuali la presenza di linee elettriche a media tensione, strutturate in maniera tale da poter causare l’elettrocuzione degli uccelli in prossimità dei supporti non isolati, risultava impattante su varie specie di rapaci e, in particolare nell’area Amiatina, sulla popolazione di nibbio reale appena reintrodotta.
Le zone di applicazione del progetto sono caratterizzate da vaste superfici dedicate ad attività agro-silvo-pastorali e, soprattutto in quella toscana, l’allevamento estensivo di ovini risulta una pratica estremamente diffusa. Numerose sono anche le aziende agrituristiche diffuse su tutto il territorio target.

 

LE FASI DEL PROGETTO

Nel corso delle prime fasi del progetto  è stato condotto uno studio sulla chirotterofauna dell’area amiatina e del Parco di Frasassi.
Il cuore del progetto è consistito in azioni di conservazione in favore dei pipistrelli fra le quali:

  • protezione di grotte che ospitano colonie di chirotteri troglofili con istallazione di cancellate per regolarne l’accesso ai visitatori;
  • riqualificazione delle aree di foraggiamento dei chirotteri nell’area amiatina e nel Parco di Frasassi;
  • interventi forestali finalizzati alla conservazione dei chirotteri;
  • creazione/riqualificazione di piccole aree umide;
  • installazione di bat-box per chirotteri forestali;
  • installazione di bat-board per chirotteri non forestali.

Per quanto riguarda i rapaci le azioni sono state sostanzialmente due:

  • stabilizzazione delle popolazioni di nibbio reale attraverso il rilascio di esemplari provenienti da paesi donatori;
  • messa in sicurezza di linee elettriche pericolose per l’avifauna.

Per consolidare le due popolazioni di nibbio reale, già presenti nelle due aree di progetto, è stata adottata una metodologia già impiegata con successo in varie regioni della Gran Bretagna. Il protocollo prevedeva la traslocazione di giovani individui di nibbio reale dalla Francia (Corsica) e dalla Svizzera (Cantone di Friburgo), la loro permanenza in voliera per circa due mesi e, quindi, la loro liberazione supportata dal rifornimento in piattaforme-mangiatoia. L’area di rilascio è stata il CERM (Centro Rapaci Minacciati) di Rocchette di Fazio (GR), presso il quale sono state posizionate due mangiatoie ed attivato un piccolo osservatorio. I nibbi rilasciati sono stati dotati anche di dispositivi di monitoraggio a distanza.
Il progetto si è sviluppato ulteriormente attraverso attività di sensibilizzazione e divulgazione per favorire la conoscenza della chirotterofauna e del nibbio reale. 

 

RISULTATI RAGGIUNTI

Il progetto LIFE SAVE THE FLYERS ha fornito indicazioni importanti per quanto concerne i metodi di isolamento delle linee elettriche contro la morte per folgorazione degli uccelli. In Italia, prima dell’iniziativa, gli interventi risultavano estremamente costosi sia per gli accorgimenti tecnici adottati che per i lunghi tempi necessari alla loro messa in atto.
Grazie a SAVE THE FLYERS, ENEL partner del progetto, ha inaugurato un nuovo metodo consistente essenzialmente nell’isolamento dei conduttori nudi in prossimità dei sostegni con guaine e nastro auto agglomerante, una scelta che si è rivelata vincente fornendo ottimi risultati con costi assai più contenuti rispetto ad altre tipologie di intervento.
Tra le azioni concrete e di conservazione che hanno sortito risultati evidenti figurano la chiusura di alcune grotte con delle cancellate, che ha garantito la necessaria tranquillità alle popolazioni di pipistrelli riproduttive e svernanti; la ripulitura delle praterie ed il diradamento di superfici forestali, che hanno reso disponibili nuove aree di foraggiamento per i chirotteri; il ripopolamento del nibbio reale nell’area amiatina, che ha consentito l’insediamento di una nuova popolazione e, infine, la messa in sicurezza delle linee elettriche, che ha evitato danni al nibbio reale ed altre specie di uccelli.
Da rimarcare l’importanza delle azioni di monitoraggio sulle specie sensibili per individuare i tratti di linee elettriche più a rischio in modo da poter effettuare “zonizzazioni” che hanno consentito di ottimizzare le risorse disponibili.

I risultati concreti del progetto sono stati:

  • installazione di 9 cancellate all’imboccatura di grotte per regolamentare l’accesso delle persone, ma praticabili per i chirotteri;
  • ripulitura di 34 ettari di praterie nell’area amiatina e 113 ettari nel Parco di Frasassi;
  • diradamento di rimboschimenti di conifere esotiche e di boschi cedui in 63 ettari dell’area amiatina e 10 ettari nel Parco di Frasassi. Questi interventi hanno reso disponibili nuove aree di cattura per i chirotteri e ne hanno garantito la conservazione per i prossimi anni;
  • creazione/riqualificazione di 20 zone umide nell’area amiatina e 2 nel Parco di Frasassi. Ciò ha assicurato la disponibilità di punti di abbeverata e di foraggiamento, nonché ha favorito l’attività di pascolo contribuendo al mantenimento di aree aperte e allo sviluppo di popolazioni di invertebrati, prede idonee per i chirotteri;
  • installazione di 1197 bat box nell’area amiatina e di 71 bat box nel Parco di Frasassi, con un tasso di utilizzo, già nel 2014, rispettivamente del 52% e del 57%. In tal modo si è fronteggiata la scarsità di cavità e fessure dovuta dalla giovane età dei boschi. Quella toscana si è configurata come la più vasta campagna di questo tipo;
  • installazione di 91 bat board nell’area amiatina e di 77 nel Parco di Frasassi;
  • rilascio di 60 giovani esemplari di nibbio reale nell’area amiatina e di 33 nel Parco di Frasassi. Il monitoraggio dei rilasci nell’area amiantina ha registrato, fra il 2011 e il 2014, la nascita di 21 pulli e l’involo di 20 giovani, con un numero di 19-24 coppie riproduttive stimato tra aprile-maggio 2014. I monitoraggi sono stati effettuati sulla base dell’attività riproduttiva, le visite in mangiatoia e il controllo degli spostamenti dei rapaci tramite radio VHS, radio satellitari e GPS datalogger;
  • interventi di messa in sicurezza di 74 km di linee elettriche (35,2 km nell'Area amiatina e 37,3 km nel Parco di Frasassi), contro i 30 km previsti inizialmente;
  • produzione di materiale divulgativo tra cui una guida sui chirotteri, una guida all’Area Amiantina e materiale didattico per le scuole come “Pipistrelli, se li conosci... li ami (Quaderno didattico) e “Bentornato nibbio reale” (Quaderno didattico)

Molte sono state le attività intraprese per promuovere la sensibilizzazione e il coinvolgimento della popolazione e degli stakeholder locali . E’ stata prevista una specifica campagna “porta a porta” che ha coinvolto circa 65 strutture per ciascuna area di progetto.

Beneficiario coordinatore 
Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana
Contatti 
Aldo Coppi
Budget 
3.332.876,00
Contributo EU 
1.661.43,00
Anno Call 
2008
Anno di inizio 
2010
Anno di chiusura 
2014