Progetto

RICOPRI - Ripristino e Conservazione delle Praterie aride dell’Italia centro-meridionale

RICOPRI - Ripristino e Conservazione delle Praterie aride dell’Italia centro-meridionale

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RICOPRI - Ripristino e Conservazione delle Praterie aride dell’Italia centro-meridionale

DESCRIZIONE

Il progetto RI.CO.PR.I. ha avuto come obiettivo principale il recupero e la conservazione di due habitat di praterie aride contraddistinti dai codici 6210 “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo” e 6220 “Percorsi sub steppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea”. La tutela di questi ambienti dipende da una razionale gestione delle attività agro-pastorali ed è per questo che molti degli interventi previsti sono stati affidati direttamente agli allevatori.
Le azioni progettuali si sono svolte all’interno di tre siti di importanza comunitaria (SIC) ricadenti  nella Rete “Natura 2000” di cui due all’interno del territorio provinciale di Roma (SIC IT6030037 Monte Ruffi (versante SW) e SIC IT6030035 Monte Guadagnolo rispettivamente nel Comune di Cerreto Laziale e di Capranica Prenestina ed uno in Provincia di Potenza il SIC IT9210105: Dolomiti di Pietrapertosa all’interno del Parco naturale Regionale Gallipoli Cognato Dolomiti Lucane.
I pascoli rappresentano un importante serbatoio di biodiversità vegetale e animale. In particolare, i pascoli aridi mediterranei e montani costituiscono habitat in cui sono presenti il maggior numero di specie di vegetali e di invertebrati sia in termini assoluti che in termini di diversità e di specie rare e minacciate, come sottolineato dalla direttiva Natura 2000. Le praterie hanno lasciato il posto ad arbusti sempre più invasivi. Per questa ragione, in Europa, sono considerati tra gli ecosistemi maggiormente minacciati. In Italia, nel periodo compreso tra il 1970 e il 2000, la regressione è stata pari al  38%. Nel SIC Monti Ruffi le pseudo-steppe dell’habitat 6220 hanno subito una drastica riduzione passando dal 55% della superficie totale del sito nel 1995 a solo l’1%, come documentato dagli studi preparatori condotti nel 2012 nell’ambito del progetto.
Particolarmente allarmante anche la diminuzione del 60 %, osservata dal 1990 al 2009 in Europa, delle popolazioni di farfalle associate alle praterie aride di cui rappresentano un valido indicatore biologico. Ben 274 su 436 specie europee di questi lepidotteri dipendono dalle praterie aride.
Il progetto, realizzato su oltre 450 ettari, ha migliorato lo stato di conservazione dell’habitat obiettivo attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori interessati considerando il “sistema prateria” nella molteplicità dei suoi aspetti: habitat, specie floristiche rare/endemiche, specie invasive, lepidotteri, allevatori, prodotti locali, bestiame di razza autoctona, pascolo, turismo.

 

 LE FASI DEL PROGETTO

Il progetto si è articolato, in una prima fase, in attività preparatorie di monitoraggio ex ante delle praterie e delle popolazioni di lepidotteri ad esse connesse; nello studio dello stato e delle tipologie del pascolo; nell’elaborazione di piani di pascolamento.
L’azione centrale dell’iniziativa è stata sicuramente il miglioramento della gestione del pascolo tramite specifici Piani di pascolamento redatti in collaborazione con gli allevatori locali con il duplice scopo di razionalizzare il pascolo, evitando il sovra e sotto-pascolamento, e di raggiungere benefici sia per le popolazioni residenti che per le specie ed habitat presenti.
Per la corretta applicazione dei Piani è stato necessario realizzare alcune opere:

  • rimozione selettiva degli arbusti che avevano invaso le aree prative. L’intervento ha interessato complessivamente in tutti i tre siti circa 25 ha, con tagli attuati a macchia di leopardo;
  • eradicazione delle specie vegetali aliene e specie nitrofile ruderali su circa 20 ha;
  • interventi di ingegneria naturalistica e semina delle specie appartenenti ai due habitat;
  • raccolta e conservazione ex situ a lungo termine di sementi di specie strutturali delle praterie prioritarie con  creazione di una banca del germoplasma;
  • acquisto di bestiame.

Il monitoraggio delle specie di prateria è stato condotto con diverse modalità: realizzazione di quadrati permanenti per preservare le specie vegetali dal pascolo e studiare la vegetazione con o senza pascolamento; rilievi fito-sociologici nelle aree interessate dalla regolamentazione del pascolo e dagli interventi di recupero ambientale; mappatura di dettaglio degli habitat nei tre siti per evidenziare le dinamiche vegetazionali conseguenti agli interventi di recupero.
Nel corso del progetto sono stati effettuati studi sul cambiamento delle popolazioni di farfalle presenti nei tre SIC, sia perché le farfalle sono considerate bioindicatori dello stato di conservazione sia perché, in due dei tre siti progettuali  (Monti Ruffi e Monte Guaagnolo), era stata descritta la presenza di due specie di lepidotteri di interesse comunitario, Melanargia arge e Eriogaster catax.
L’ultima fase del progetto ha riguardato azioni di disseminazione ed educazione volte a diffondere fra le nuove generazioni la conoscenza degli ambienti coinvolti e degli interventi eseguiti. 

 

RISULTATI RAGGIUNTI

Il recupero delle praterie dei due habitat prioritari e delle diverse specie collegate, conseguito grazie al progetto RICOPRI, ha contribuito a contrastare la perdita di biodiversità dell’area. Per la riqualificazione ambientale sono state utilizzate piante provenienti dai semi di 20 specie raccolte negli habitat obiettivo. E’ stata realizzata una banca del germoplasma per la conservazione ex situ delle specie vegetali che caratterizzano queste praterie.
Da non sottovalutare l’aspetto socioeconomico del progetto in considerazione della “seminaturalità” di questi habitat  in quanto risultato anche di attività umane e pertanto produttivi. Il recupero delle praterie, infatti, è  stato necessariamente correlato al ripristino della pastorizia in linea con la Strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione.
Per contrastare l’abbandono della pastorizia e fornire un incentivo all’imprenditoria locale è stato anche acquistato un gregge di ovini di razza Sopravissana, reintroducendo il pascolo ovino in aree dove ormai questa tipologia di allevamento era quasi scomparsa  a favore dell’allevamento bovino provocando squilibri sul carico di pascolamento.
Un altro aspetto innovativo è stato l’uso dei quadrati permanenti nelle attività di monitoraggio delle praterie, poiché hanno fornito un semplice ma valido strumento di analisi dell’evoluzione e delle potenzialità dei diversi tipi di pascolo nel corso di alcuni anni di rilievi.
La superficie dei due habitat coinvolta dai Piani di pascolamenti dei tre siti (SIC Monte Guadagnolo, SIC Monte Ruffi, SIC-ZPS Dolomiti di Pietrapertosa) è più ampia di quella attesa in sede progettuale (420 ha), coinvolgendo complessivamente circa 456 ha (374 ha dell’habitat 6220* e 82 ha dell’habitat 6210*), che potranno quindi essere sottoposti all’uso razionale del pascolamento e preservati da sovrapascolamento e sottopascolamento. Il coinvolgimento diretto della comunità locale, e degli allevatori in particolare, nella realizzazione degli interventi di conservazione è stato sicuramente uno degli elementi di successo dell’intero progetto che,  per la maggior parte delle azioni, ha addirittura superato gli obiettivi prefissati.

Tra i risultati  conseguiti da RICOPRI  da menzionare i seguenti:

  • 27 ha di aree decespugliate, anche con interventi a macchia di leopardo;
  • 20 ha di aree interessate da eradicazione di specie aliene e nitrofile:
  • 3 quadrati permanenti (1 per SIC) e valutazione della fitomassa secca;
  • recupero di circa 2,5 ha da specie esotiche invasive;
  • recupero di circa 6.500 mq da ruderali nitrofile;
  • 14 punti di abbeverata ristrutturati (SIC Monti Ruffi, 5 fontanili ristrutturati; SIC Monte Guadagnolo, 2 fontanili; SIC Dolomiti di Pietrapertosa, 4 abbeveratoi costruiti e 2 adeguati)
  • acquisto di 51 ovini di razza Sopravissana;
  • Ripristino di circa 17.000 mq da fenomeni erosivi (SIC Monte Ruffi 6000 mq ripristinati; SIC Monte Guadagnolo, 350 mq; SIC Dolomiti di Pietrapertosa, 10.599,60 mq)
  • circa 200 specie censite nei rilievi floristici e vegetazionali;
  • circa 120 specie di lepidotteri censiti;
  • mappatura delle orchidee presenti nei tre SIC;
  • 3 cartografie delle tipologie di pascolo;
  • 1 cartografia delle aziende agricole e dei percorsi delle mandrie;
  • 1800 alunni coinvolti nelle attività di educazione ambientale.

Sono  state realizzate le Linee Guida per l’eradicazione di specie esotiche e ruderali e le Linee Guida per lo studio dello stato del pascolo e delle tipologie di pascolo.Tra i risultati raggiunti in relazione alle azioni di monitoraggio, è da segnalare anche il ritrovamento di altre specie di lepidotteri non segnalate, ma incluse in Allegato II della Direttiva Habitat:

  • Euplagia quadripunctaria nel SIC Monti Ruffi;
  • Euphydryas aurinia nel SIC Dolomiti di Pietrapertosa.

Il coinvolgimento diretto della comunità locale, e degli allevatori in particolare, nella realizzazione degli interventi di conservazione, è stato sicuramente uno degli elementi di pregio dell’intero progetto. Quasi tutte le attività di minore entità sono state svolte mediante l’ausilio di maestranze locali (taglio di arbusti e specie esotiche e ruderali sul SIC Dolomiti di Pietrapertosa), o affidate agli stessi allevatori che utilizzano il pascolo (rimozione di arbusti e semina su entrambi i siti laziali, rimozione di specie esotiche sul SIC Monti Ruffi, sistemazione delle recinzioni sui SIC Monte Guadagnolo e Dolomiti di Pietrapertosa). Inoltre, i proprietari dei fontanili oggetto di ripristino nel SIC Dolomiti di Pietrapertosa hanno sottoscritto con il Parco contratti di comodato gratuito, e pertanto potranno essere utilizzati in modo pubblico. E’ stato prodotto anche il Piano di conservazione ex post del progetto.

VIDEO: https://youtu.be/tUPzcYTg-Bk - https://youtu.be/eDU2o9CnGtY - https://youtu.be/-F-t4QoM6G4

Beneficiario coordinatore 
Provincia di Roma
Contatti 
Maria Vinci
Budget 
1.509.913,00
Contributo EU 
1.132.434,00
Anno Call 
2009
Anno di inizio 
2011
Anno di chiusura 
2015