Progetto

Re.S.C.We. - Ripristino degli ambienti umidi della fascia costiera della Sentina

Re.S.C.We. - Ripristino degli ambienti umidi della fascia costiera della Sentina

Logo Re.S.C.We.

Re.S.C.We. - Ripristino degli ambienti umidi della fascia costiera della Sentina

DESCRIZIONE

Il progetto LIFE Re.S.C.We prevedeva interventi di rinaturazione e conservazione finalizzati al ripristino degli ambienti umidi ed alla protezione delle forme dunali residuali presenti lungo la fascia costiera della Riserva Naturale Regionale Sentina (SIC IT5340001; ZPS IT54400022), nel comune di San Benedetto del Tronto. La Riserva della Sentina rappresenta la più piccola nonchè una tra le più giovani aree protette della Regione Marche. La Riserva Naturale Regionale Sentina è caratterizzata da circa 1700 metri di costa lungo la quale si sviluppa un piccolo sistema dunale con la presenza di vegetazione spontanea. Tale ambiente risulta fortemente a rischio a causa del fenomeno dell'erosione costiera che ne impedisce la sua naturale evoluzione. Gli interventi hanno interessato ambiti costieri caratterizzati da aspetti ecologici diversi e in parte riconducibili all’habitat prioritario 1150 Coastal lagoons (Lagune Costiere).
Negli anni ’80 queste aree hanno subito devastazioni antropiche che ne avevano compromesso la funzionalità e la biodiversità.
L’intervento, nel suo complesso, ha puntato a questi obiettivi:

  • recupero di biodiversità animale e vegetale;
  • incremento del potenziale naturalistico della Riserva anche ai fini della fruizione turistica dell’area e dell’educazione ambientale;
  • miglioramento della qualità delle acque;
  • mitigazione dei meccanismi di intrusione salina;
  • controllo dei meccanismi di invasione marina;
  • miglioramento della qualità ambientale dell’area;
  • recupero di resilienza della fascia costiera in relazione al possibile rischio di risalita del livello del mare.

La problematica dell’erosione costiera rappresentava uno dei principali fattori di minaccia degli ecosistemi della Riserva Sentina. Nonostante ciò, nelle zone più intatte, sono state censite diverse specie vegetali di notevole interesse conservazionistico, tra cui la Soldanella delle spiagge, il Poligono marittimo e l'Euforbia delle spiagge.
Oltre che per la vegetazione (il sito è stato dichiarato dalla Regione Marche “Area Floristica Protetta”), notevole è la sua importanza  per l’avifauna migratoria. La zona costituisce infatti uno dei pochissimi punti di sosta per gli uccelli migratori tra il Gargano e le zone umide emiliane, tanto da essere riconosciuta come Zona di Protezione Speciale(ZPS) e Sito di Importanza Comunitaria (SIC). La zona umida retrodunale è estremamente eterogenea, essendo caratterizzata da piccoli specchi d'acqua dolce o salmastra, perennemente presente o stagionale. Questa eterogeneità permette la vita di numerose specie di uccelli che qui si rifocillano durante i loro lunghi viaggi migratori; tra questi ricordiamo il Cavaliere d'Italia, simbolo della Riserva e prezioso frequentatore della Sentina. Ma è possibile annoverare moltissime altre specie tra cui gli aironi (Airone guardabuoi), il Martin pescatore e diverse specie di anatidi e passeriformi (Usignolo di fiume).

 

 LE FASI DEL PROGETTO

Nella prima fase, il progetto ha richiesto numerosi studi specialistici (geologici, idrologici, botanici, topografici) propedeutici alle successive azioni di conservazione.
I principali interventi di ripristino ambientale hanno interessato la ricostituzione di un eterogeneo sistema di zone umide costiere in grado di rappresentare ecosistemi ideali per la sosta, l’alimentazione e la riproduzione delle principali specie di avifauna che utilizzano la rotta migratoria Adriatica.
Il progetto prevedeva di incentrare l’azione di ripristino attraverso l’impostazione di un insieme articolato di ambienti interconnessi, integrati e funzionali l’uno all’altro, ciascuno dei quali costituisce di fatto una singola “azione di conservazione”:

  • uno stagno d’acqua dolce
  • un ambiente palustre retrodunale
  • sistemazione della rete irrigua presente e collegamento idrico tra i due ambienti acquatici
  • protezione dei depositi dunali costieri.

Sono state inoltre realizzate azioni specifiche mirate alla reintroduzione e al mantenimento nel medio-lungo periodo di specie vegetali ed animali autoctone oggi scomparse, ma originariamente presenti.
In particolare le specie vegetali sono quelle appartenenti ai generi Artemisia caerulescens, Limonium narbonense, Plantago cornuti, Erianthus ravennae, la tartaruga palustre europea per quanto riguarda, invece,  le specie animali. L'avifauna ha spontaneamente ricolonizzato l'area, grazie agli interventi realizzati, soprattutto nei periodi migratori, con particolare riferimento alle seguenti specie elencate nella direttiva 09/147/CE: Grus grus, Anser albifrons, Tadorna tadorna, Alcedo atthis, Riparia riparia, Aythya nyroca, Ardeola ralloides, Egretta garzetta, Circus aeroginosus, Anas crecca, Chlidonias niger, Phalacrocorax pygmeus, Plegadis falcinellus, Philomachus pugnax, Himantopus himantopus.
Un’ulteriore fase del progetto ha visto la realizzazione di un sistema di fruizione compatibile degli ambienti rinaturati, con specifico riferimento alla sentieristica e a strutture per il birdwatching.
Nell’ambito del progetto, grande importanza è stata data alle attività di educazione e sensibilizzazione dei giovani attraverso molteplici azioni mirate a divulgare le peculiarità della Riserva Sentina, grazie anche al supporto del CEA (Centro di Educazione Ambientale) “Torre sul Porto”, nato nel 2011 proprio durante lo svolgimento del Progetto LIFE. Sono stati organizzati, a tal fine, corsi di formazione per il personale delle Riserva e per le associazioni di volontariato ambientale che operano nell’area al fine di garantire un’adeguata gestione degli interventi realizzati.
Il progetto è stato accompagnato da attività di monitoraggio che hanno evidenziato gli effetti positivi legati al ripristino delle zone umide, con particolare riguardo alla fauna (anfibi e uccelli migratori). 

 

RISULTATI RAGGIUNTI

Il progetto RescWe ha permesso il ripristino dell’habitat 1150* Coastal lagoons e ha apportato numerosi benefici ad altri habitat tra cui 1310, 1410, 1420. 2120, 2240. Si ritiene che I maggiori benefici ambientali si siano riscontrati per gli habitat 1310 e 1150(*).L’habitat 1150 si era progressivamente ridotto, ma grazie al progetto è stato possibile recuperare un eterogeneo complesso di zone umide costiere, con evidenti conseguenze positive per gli anfibi e per l’avifauna migratoria, assicurando uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario. Ciò ha consentito la reintroduzione di specie vegetali ed animali estinte, ma anche la ricolonizzazione dell’area, soprattutto nei periodi migratori, da parte di specie di uccelli quali mestoloni, volpoche, gru e oche lombardelle. Non sono state rilevate nuove specie di anfibi rispetto a quelle già note ma nuove stazioni di presenza per il rospo smeraldino e la raganella italiana, che rivestono il maggior interesse conservazionistico. L’iniziativa ha contribuito a mitigare il fenomenno dell’intrusione di acqua marina - determinato dall’eccessivo fruttamento delle falde di acqua dolce, l’erosione costiera e la siccità – con l’apporto costante di acqua con un basso livello di salinità nel suolo e nella falda sotterranea, attraverso il sistema pensile di irrigazione per la realizzazione di specchi d'acqua retrodunali. Tale intervento permette, soprattutto nel periodo estivo soggetto a frequenti fenomeni di siccità, un continuo apporto di acqua con bassi livelli di salinità nel suolo e nella falda sotterranea.
L’incremento dell’eterogeneità degli habitat, con il conseguente aumento della biodiversità faunistica e floristica, ha aumentato la capacità di adattamento delle aree costiere ai nuovi possibili scenari.
Il progetto ha dimostrato come anche queste zone fortemente compromesse, circondate da antropizzazione massiccia e con habitat prioritari ridotti e danneggiati, possono essere oggetto di interventi specifici in grado di incrementare in modo significativo la qualità ambientale attraverso la buona pratica rappresentata dalla corretta gestione delle aree dunali.
Il progetto  Re.SC.We. ha prodotto, in particolare, i seguenti risultati:

  • realizzazione di zone umide di acqua dolce per una superficie di circa 11mila mq, con 7 isolotti di circa 50-100 mq ciascuno per la nidificazione dell’avifauna;
  • realizzazione di zone umide di acqua salmastra per una superficie di circa 19.650 mq;
  • ampliamento di zone umide retrodunali salmastre per una superficie di 4 mila mq;
  • realizzazione di piccoli stagni retrodunali per una superficie complessiva di circa 1000 mq;
  • smantellamento/interramento di oltre 900 metri lineari di linee elettriche e telefoniche;
  • ripristino di un sistema di alimentazione pensile delle zone umide e collegamento idrico tra i laghi; di nuova realizzazione per circa 600 metri; smantellamento di canalette pensili per circa 500 metri;
  • rinaturalizzazione di un fosso cementificato per un totale di 340 metri
  • interventi dunali su circa 1000 metri di area costiera;
  • reintroduzione di 4 specie vegetali (limonio, piantaggine, artemisia e canna di Ravenn) e 1 specie animale (Tartaruga palustre europea);
  • limitazione di una specie vegetale invasiva, l’Atriplex portulacoides che compete con altre specie rare quali la Salicornia patula;
  • sistemazione/realizzazione di circa 2500 metri di sentieristica;
  • organizzazione di 6 capanni per il birdwatching e circa 380 metri di schermature con cannucciato di bamboo; un sistema di bacheche informative;
  • redazione di un volume sull'Avifauna della Riserva Naturale Regionale Sentina con schede descrittive e fotografiche di oltre 170 specie di uccelli censiti nell'area protetta utilizzato per finalità di educazione ambientale e di promozione dell'area nel settore del turismo naturalistico;
  • produzione di un video naturalistico intitolato “Riserva Naturale Sentina-Visita zone ripristinate Giugno 2012” https://youtu.be/rekyjkxpobI
  • realizzazione di 3 pacchetti eco turistici
  • visite guidate per adulti e bambini con la partecipazione totale di circa 6.800 persone;

Le opere e le attività svolte nell'ambito del progetto hanno completamente invertito la situazione di degrado di un tempo: oggi l'area protetta è considerata parte integrante della città, è abitualmente frequentata da famiglie, da ciclisti, da appassionati di birdwatching. Tale consapevolezza da parte della cittadinanza e dei decision-makers, ha di fatto garantito la conservazione nel medio-lungo periodo dell’area.

Beneficiario coordinatore 
Città di San Benedetto del Tronto
Contatti 
Sergio Trevisani
Budget 
1.119.018,00
Contributo EU 
559.009,00
Anno Call 
2009
Anno di inizio 
2010
Anno di chiusura 
2013