Progetto

Pianura Parmense - Interventi per l’avifauna di interesse comunitario nei siti Natura 2000 della bassa pianura parmense

Pianura Parmense - Interventi per l’avifauna di interesse comunitario nei siti Natura 2000 della bassa pianura parmense

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Pianura Parmense - Interventi per l’avifauna di interesse comunitario nei siti Natura 2000 della bassa pianura parmense

 

DESCRIZIONE

La Bassa Pianura parmense ha caratteristiche di rilievo naturalistico nell’ambito padano con la presenza di importanti siti per la nidificazione dell’avifauna, l’incrocio tra le rotte migratorie rappresentate dai principali corsi d’acqua come il fiume Po e il Taro, i fontanili e il permanere di colture agricole di pregio come i prati stabili e medicai. Tuttavia, il territorio, pur conservando buone potenzialità naturalistiche, presenta diversi problemi legati all’antropizzazione, come ad esempio la prevalenza di un’agricoltura intensiva, una gestione della rete idraulica non compatibile con gli obiettivi di conservazione, la diffusione di specie invasive, un’espansione urbana con relative infrastrutture lineari e non, che comporta superfici naturali ridotte e/o frammentate.

Queste caratteristiche si traducono in una serie di emergenze naturalistiche legate alla presenza del Panzarolo nelle acque dei fontanili; le stazioni residue di piante rarissime come il Trifoglio acquatico; la nidificazione del Falco cuculo, quasi esclusiva rispetto al territorio italiano; le colonie di Grillaio, che qui trova l’estremo settentrionale di nidificazione per l’Italia; le quattro garzaie, dove si riproducono tutte le specie di ardeidi coloniali presenti in Europa; le colonie di Topino che concorrono a formare una delle popolazioni più numerose a livello nazionale.

Il progetto ha realizzato azioni finalizzate al miglioramento dello stato di conservazione di 13 specie target di avifauna e all’incremento degli habitat necessari alla loro sopravvivenza, interessando la fascia della provincia di Parma compresa tra l’autostrada A1 e il fiume Po, all’interno di sei siti della rete Natura 2000 quali: SIC/ZPS IT 4020022 Basso Taro; SIC/ZPS IT 4020025 Parma Morta; SIC/ZPS IT 4020017 Aree delle risorgive di Viarolo, Bacini di Torrile, fascia golenale del Po; ZPS IT 4020024 San Genesio; ZPS IT4020019 Golena del Po presso Zibello; ZPS IT 4020018 Prati e ripristini ambientali di Frescarolo e Samboseto; che occupano complessivamente una superficie di 580 km ed interessano 13 Comuni. Gli obiettivi del progetto sono stati:

  1. Migliorare lo stato di conservazione delle popolazioni presenti di Falco cuculo, Grillaio, Averla piccola e Averla cenerina, mediante il miglioramento della rete ecologica e l’adozione di misure gestionali specifiche.
  2. Migliorare lo stato di conservazione delle popolazioni di Ardeidi presenti e segnatamente di: Airone rosso, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Airone bianco maggiore, Garzetta, Tarabuso e Tarabusino mediante il miglioramento della rete ecologica e l’adozione di misure gestionali specifiche.
  3. Migliorare lo stato di conservazione delle popolazioni degli uccelli che nidificano in tunnel nelle scarpate sabbiose: Martin pescatore, Topino, Gruccione.
  4. Elaborare misure per la costruzione di una rete ecologica funzionale alle specie di interesse comunitario presenti sull’intero territorio della bassa pianura parmense.
  5. Realizzare interventi specifici a favore delle specie vegetali di elevato valore conservazionistico: Trifoglio acquatico (di interesse comunitario) e Campanella maggiore presenti o di recente estinzione nei siti della bassa pianura.
  6. Incrementare gli habitat (fra cui i seguenti di interesse comunitario: Laghi eutrofici naturali, Prati da sfalcio e Boschi ripariali di salici e pioppi) utili per le specie target e per altre specie di interesse conservazionistico.
  7. Divulgare i valori naturalistici dei siti e della Rete Natura 2000 e disseminare i risultati presso gli stakeholder perché diventino parte attiva nella conservazione delle specie e degli habitat, offrendo anche strumenti idonei (corsi e forum on-line).

 

LE FASI DEL PROGETTO

Gli obiettivi del progetto hanno riguardato sia il miglioramento dello stato di conservazione delle popolazioni delle specie target sia il miglioramento dello stato di conservazione delle popolazioni di Ardeidi presenti, mediante numerose azioni:

  • Pianificazione della rete ecologica.

Il progetto ha inteso realizzare una rete ecologica che rappresenta il supporto alla conservazione della biodiversità presente sia tra le aree protette che all’interno di esse, al fine di preservarne anche i flussi genici. Inoltre, tale pianificazione è stata considerata come supporto per le decisioni amministrative e di uso del territorio tanto da essere recepita nello strumento di pianificazione di area vasta, il P.T.C.P. La pianificazione della rete, oltre agli aspetti regolamentari (divieti, vincoli, ecc.), risulta essere funzionale anche alla realizzazione di futuri interventi per il miglioramento e la conservazione della biodiversità nella pianura parmense.    

  • Studio della zonizzazione ottimale dei siti Natura 2000.

Poiché i sei siti Natura 2000 considerati presentavano una distribuzione non omogenea degli elementi di maggior pregio, è stata elaborata una loro zonizzazione al fine di ottimizzare le azioni di conservazione e gestione; mantenere e migliorare il livello di biodiversità degli habitat e delle specie prioritarie di interesse comunitario; mantenere e/o ripristinare gli equilibri biologici alla base dei processi naturali; ridurre i fattori che possono causare la perdita o la frammentazione degli habitat all’interno del sito o nelle zone adiacenti ed infine le cause di declino delle specie rare o minacciate.

  • Acquisizione di terreni

La quasi totalità delle superfici nei siti Natura 2000 considerati erano di proprietà o in concessione a privati, ponendo problemi alla realizzazione di interventi di miglioramento ambientale da parte dell’Ente gestore. Per tale ragione, il progetto si è avvalso della possibilità di acquisire circa 12 ha di terreni per realizzarvi interventi destinati al mantenimento degli habitat presenti o alla creazione di nuovi.

  • Produzione ed impiego di sementi da specie ed ecotipi di piante erbacee dei prati stabili storici.

I prati stabili sono un habitat di importanza comunitaria e, in particolare nella pianura parmense, hanno un ruolo rilevante per il mantenimento di specie animali quali il Falco cuculo e il Grillaio e per la conservazione di un’elevata diversità floristica. L’azione ha consentito di sperimentare l’uso di sementi ottenute da prati permanenti nell’inerbimento di nuove superfici, verificandone la fattibilità tecnica e i costi economici. L’attività si è articolata attraverso: a) l’individuazione degli appezzamenti a prato destinati alla raccolta del seme e l’analisi della composizione floristica e della caratterizzazione fitosociologica; b) la raccolta della semente e la verifica della presenza delle specie riscontrate in campo e dei quantitativi di seme da impiegare per il ripristino; c) il ripristino delle superfici a prato di cinque appezzamenti, per una superficie complessiva di oltre 5 ha.

  • Reintroduzione del Trifoglio acquatico e della Campanella maggiore.

La reintroduzione delle due specie si è resa necessaria a causa del loro pessimo stato di conservazione e del loro forte isolamento. Per individuare la migliore localizzazione dell’intervento è stato realizzato uno specifico Studio per la reintroduzione o il rafforzamento ottimizzati di specie vegetali rare o scomparse nei sei siti di importanza comunitaria della Pianura Parmense, che ha tenuto conto di variabili ecologiche e antropiche.

  • Interventi per regolamentare gli accessi ai siti di nidificazione del Martin pescatore, del Gruccione e del Topino.

Le tre specie nidificano lungo le sponde fluviali scavando dei tunnel nelle scarpate sabbiose. Nel SIC/ZPS IT 4020022 Basso Taro, in particolare, tali specie sono state a lungo esposte al disturbo da parte di visitatori che accedevano in area golenale con mezzi motorizzati. L’azione ha voluto quindi definire la viabilità del sito Natura 2000, segnalare gli accessi non consentiti nel Basso Taro e concordare con i comuni interessati, i proprietari, gli agricoltori e le associazioni di pescatori, l’ubicazione e l’utilizzo di tre sbarre per limitare gli accessi ai soli mezzi a motore autorizzati, tutelando così i luoghi di nidificazione del Martin pescatore, del Gruccione e del Topino.  

  • Interventi di ampliamento e riqualificazione di una zona umida.

Gli interventi hanno riguardato il SIC/ZPS IT 4020025 Parma Morta, dove da alcuni decenni il principale problema è la mancanza di una fascia tampone perimetrale. Questa carenza ha impedito l’insediamento degli habitat (canneto, bosco ripariale, bosco planiziale o prato) tipici di un ambiente di questo tipo e ha esposto lo specchio d’acqua a un disturbo diretto da parte delle attività agricole e ad un progressivo interramento. Con il progetto è stato possibile aumentare in modo significativo la consistenza della fascia ripariale e realizzare i seguenti interventi per incrementarne la naturalità:

  • ampliamento della zona umida allagata in tre zone;
  • creazione di fasce ripariali arboreo-arbustive;
  • inerbimento con miscugli da prati stabili storici e realizzazione di macchie di alberi e arbusti;
  • creazione di superfici a canneto e piantumazione di elofite (Carex riparia, Iris pseudocorus, Typha angustifolia, Typha latifolia);
  • reintroduzione del Trifoglio acquatico;
  • creazione di una piccola lanca con impianto di canneto;
  • posa di recinzioni a difesa dalle nutrie.
  • Collocazione di nidi artificiali per Falco cuculo e Grillaio.

In particolare, sono stati collocati 60 nidi artificiali per Falco cuculo e 15 per Grillaio con l’obiettivo di incrementare il numero di siti riproduttivi idonei in aree già occupate dalle due specie e ritenute particolarmente adatte dal punto di vista ambientale.

  • Riqualificazione naturalistica del canale Lorno

I canali costituiscono uno degli elementi del paesaggio con maggiore potenzialità per la realizzazione della rete ecologica; pertanto si è inteso dimostrare che gli obiettivi di efficienza idraulica possono essere raggiunti contestualmente agli obiettivi di conservazione. Gli interventi realizzati, resi possibili grazie all’acquisizione di una fascia laterale, di un fontanile adiacente e di un terreno agricolo, sono stati, in particolare:

  • l’allargamento della sezione del canale con la creazione di una sponda distesa (a monte) e di una banca laterale (a valle) per un tratto complessivo di 800 m, per consentire l’insediamento di un canneto;
  • la creazione, a valle del tratto di canale allargato, di una siepe-filare ombreggiante di oltre 700 m di lunghezza per ridurre in futuro lo sviluppo della vegetazione in alveo e quindi la frequenza degli interventi di manutenzione;
  • la creazione di cinque varici laterali a deflusso più lento, per favorire l’insediamento di habitat legati ad acque a debole scorrimento;
  • la reintroduzione del Trifoglio acquatico  e della Campanella maggiore;
  • la recinzione del fontanile e di un tratto dell’asta di deflusso per evitare l’impatto delle nutrie;
  • la creazione di un prato con sementi di ecotipi locali, di una siepe e di due macchie di alberi e arbusti tra il fontanile e il Lorno.
  • Monitoraggio delle specie target

Il monitoraggio di falchi e averle ha compreso i periodi di nidificazione delle specie in tutta l’area di studio. Le colonie di Topino e di Martin Pescatore sono state cercate lungo le aste fluviali, le lanche, presso i bacini di cave ripristinate e all’interno di cave e frantoi. Per il monitoraggio degli ardeidi sono stati controllati i boschi igrofili e le zone umide. In quattro anni sono stati acquisiti dati dettagliati sullo status delle popolazioni parmensi e sono state migliorate le metodologie utilizzate, applicabili e ripetibili in contesti analoghi. Contestualmente al monitoraggio è stato avviato un programma di marcaggio e inanellamento su Falco cuculo, Topino e Grillaio.

 

RISULTATI RAGGIUNTI

I principali risultati raggiunti rispetto agli obiettivi previsti dal progetto sono stati:

  • Miglioramento dello stato di conservazione delle popolazioni presenti di Falco cuculo, Grillaio, Averla piccola e Averla cenerina. Il Falco cuculo ha dimostrato di apprezzare i nidi artificiali con un’occupazione del 60% delle cassette-nido ed un aumento della popolazione parmense di circa il 36% al 2012. La  popolazione di Grillaio, invece, si è dimostrata più diffidente all’occupazione delle cassette nido, con solo una nidificazione e due pulli involati, probabilmente per l’abbondanza di siti idonei nei sottotetti delle cascine. La specie Averla piccola è stata osservata in riproduzione nel corso del 2012, portando all’involo 2 giovani, mentre l’Averla cenerina ha subito un crollo numerico nel corso del 2010, a causa delle sfavorevoli condizioni metereologiche, ma è andata incontro ad un leggero incremento negli anni successivi.
  • Miglioramento dello stato di conservazione delle popolazioni di Ardeidi presenti e segnatamente di: Airone rosso, Nitticora, Sgarza ciuffetto, Airone bianco maggiore, Garzetta, Tarabuso e Tarabusino mediante il miglioramento della rete ecologica e l’adozione di misure gestionali specifiche. Sono state censite 986 coppie nidificanti di Ardeide; in particolare 147 coppie per la Nitticora e 114 per la Garzetta. Lo stato di salute di queste ultime due specie è rimasto buono, pur con un lieve calo dovuto all’inverno del 2012. Per il Tarabusino, al fine di consentire un importante incremento della popolazione negli anni a seguire, è stato ricreato e ampliato l’habitat utilizzato dalla specie, ovvero quello a copertura fitto canneto (fragmiteto), principalmente lungo il canale Lorno e nella Riserva regionale Parma Morta.
  • Miglioramento dello stato di conservazione delle popolazioni degli uccelli che nidificano in tunnel di scarpate sabbiose: Martin pescatore, Topino, Gruccione. Nel SIC/ZPS IT 4020022 Basso Taro, grazie all’installazione di 3 sbarre per la regolamentazione del passaggio di mezzi motorizzati, sono stati tutelati i luoghi di nidificazione del Martin Pescatore e del Topino, con ricadute dirette anche sul Gruccione. Dal monitoraggio è emerso che la popolazione di Martin Pescatore è rimasta pressoché costante, presentando una contrazione nel 2012 a causa delle avverse condizioni metereologiche invernali, e un recupero numerico nell’estate-autunno dello stesso anno. Per il Topino i monitoraggi eseguiti hanno fatto registrare l’assenza di colonie lungo i fiumi Taro e Po, con la quasi totalità delle coppie, oltre il 90%, che nidificava all’interno di aree estrattive. Pertanto, si è provveduto ad attivare un protocollo tra la Provincia di Parma e le ditte scavatrici perché rispettassero le nidificazioni e, ove possibile, le favorissero con la realizzazione di scarpate idonee.
  • Elaborazione di misure per la costruzione di una rete ecologica funzionale alle specie di interesse comunitario presenti sull’intero territorio della bassa pianura parmense. Lo studio di rete ecologica realizzato nell’ambito del progetto ha interessato inizialmente un’area di circa 80.000 ettari compresa tra la via Emilia e il fiume Po, ed è stato successivamente ampliato dal Po fino alla zona pede-collinare (132 mila ettari), con un aumento dell’area considerata del 40%. Questo ha permesso di progettare la rete ecologica per tutta la zona planiziale della provincia di Parma, senza costi aggiuntivi. La pianificazione della rete ecologica si è basata su un metodo che si fonda sull’analisi di matrici riferite all’intera porzione di territorio, superando i perimetri delle aree protette, nonché sull’utilizzo di modelli matematici che hanno consentito di individuare ogni elemento della rete come risultato finale della simulazione dell’uso del territorio da parte delle 75 specie di animali considerate (specie che riguardano tutti i gruppi tassonomici inclusi gli invertebrati). Attraverso questo metodo sono state stati proposti 504 interventi, ordinati per priorità, per il miglioramento della connettività ecologica, e sono stati individuati gli interventi che ciascuna amministrazione dovrebbe realizzare per riportare le condizioni di connettività ecologica a quelle dell’anno di designazione della maggior parte dei siti Natura 2000 della Bassa parmense. Al fine di rendere applicative e cogenti le indicazioni fornite dallo studio della rete ecologica oggetto del progetto, nella fase post-LIFE tali indicazioni sono state recepite dalla Giunta Provinciale nell’ambito del PTCP: cfr. la variante di integrazione al PTCP, dal titolo la Rete Ecologica della Pianura Parmense,  che ha l’obiettivo di garantire il mantenimento di un buono stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse conservazionistico presenti nella pianura parmense e di garantire il mantenimento e miglioramento delle condizioni generali di connettività degli elementi della rete ecologica. Con il progetto sono stati inoltre redatti i Piani d’Azione Locale per ciascuna delle 13 specie target. Questi piani sono strumenti di conoscenza e di pianificazione delle azioni necessarie per la tutela e la conservazione delle suddette specie nella bassa Pianura parmense. I contenuti dei Piani d’Azione, strumenti non obbligatori e non previsti dalla normativa, sono stati recepiti nelle Misure Specifiche di Conservazione dei siti Natura 2000 interessati, che rappresentano invece uno strumento obbligatorio di cui si devono dotare gli Enti gestori dei siti. Infine, nell’ambito delle attività after-LIFE del progetto sono state realizzati un modello di compensazione ecologica dell’impatto delle nuove infrastrutture sulle specie di uccelli, con particolare riferimento alle specie target LIFE e un modello di contabilità ambientale in grado di stimare il valore economico dei servizi eco sistemici offerti dagli elementi della rete ecologica.
  • Realizzazione di interventi specifici a favore delle specie vegetali di elevato valore conservazionistico:Trifoglio acquatico (di interesse comunitario) e Campanella maggiore presenti o di recente estinzione nei siti della bassa pianura. Mediante il metodo Maxent sono stati individuati 61 siti idonei alla reintroduzione del Trifoglio acquatico  e 30 siti idonei alla reintroduzione della Campanella maggiore. Sono state reintrodotte 4 popolazioni di Campanella maggiore, ognuna formata da 200 individui, e 6 popolazioni di Trifoglio acquatico, di cui non è stato possibile definire il numero degli individui che le compongono. La percentuale di attecchimento della Campanella maggiore è risultata compresa tra il 96% e il 98%, mentre il Trifoglio acquatico si è dimostrato specie più vulnerabile a fenomeni di perdurante siccità o prolungata sommersione. Complessivamente, sono oltre 1.500 gli esemplari di Campanella maggiore e di Trifoglio acquatico che risultano messi a dimora nei siti Natura 2000.
  • Incrementare gli habitat (fra cui i seguenti di interesse comunitario: Laghi eutrofici naturali, Prati da sfalcio e Boschi ripariali di salici e pioppi) utili per le specie target e per altre specie di interesse conservazionistico. Complessivamente gli interventi di ampliamento della zona umida Riserva Parma Morta hanno interessato un’area di 5 ha, con un raddoppio della superficie di proprietà pubblica e la piantumazione di 1.914 esemplari di specie arboree ed arbustive. L’ampliamento e il miglioramento della qualità ecologica del Canale Lorno hanno interessato una superficie complessiva di 1,5 ettari e comportato la posa a dimora di 1.361 esemplari di specie arboree e arbustive, delle quali è stato possibile osservare l’avviamento della successione ecologica che porterà alla formazione degli habitat attesi. La realizzazione di 5,6 ha di superficie a prato ha contribuito allo sviluppo di un habitat trofico (*6510 Praterie magre da fieno) funzionale al mantenimento delle specie target.
  • Divulgare i valori naturalistici dei siti e della Rete Natura 2000 e disseminare i risultati presso gli stakeholder perché diventino parte attiva nella conservazione delle specie e degli habitat, offrendo anche strumenti idonei (corsi e forum on-line). Le molteplici attività di divulgazione svolte hanno interessato circa 500 persone tra cittadini, tecnici e altri stakeholder locali. Particolarmente rilevante è stato il confronto con enti e associazioni di categoria che si è avuto nell’ambito dei 4 forum di concertazione partecipata (Agenda21 locale) realizzati. Tali forum hanno promosso il confronto sulla bozza di rete ecologica e di elaborare una serie di proposte utili alla messa a punto di un’adeguata strategie di conservazione di habitat e specie nei sei siti Natura 2000 interessati dal progetto.

Alla fine del progetto è stata realizzata la pubblicazione "Pianura Parmense. Voli in Corso!" sui risultati del progetto e le prospettive. 

 

Beneficiario coordinatore 
Provincia di Parma
Contatti 
Massimiliano Miselli
Budget 
1,144,900.00
Contributo EU 
572,450.00
Anno Call 
2007
Anno di inizio 
2009
Anno di chiusura 
2012