Progetto

P.A.R.C. - Lampreda di mare e ripristino della continuità fluviale

P.A.R.C. - Lampreda di mare e ripristino della continuità fluviale

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P.A.R.C. - Lampreda di mare e ripristino della continuità fluviale

DESCRIZIONE

La finalità del progetto P.A.R.C. è stata quella di assicurare il miglioramento dello stato di conservazione delle specie ittiche Lampreda di mare, Cheppia, Vairone, Rovella e Barbo nei fiumi Magra e Vara all’interno dell’areale del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra. Nei due corsi d’acqua spezzini sono presenti alcuni ostacoli artificiali che rendono difficili gli spostamenti di queste specie per la ricerca dei siti adatti per la riproduzione incidendo negativamente sull’entità delle popolazioni ittiche.

Tre gli obiettivi specifici individuati: il ripristino della continuità fluviale ed ecologica dei due fiumi; la sensibilizzazione delle popolazioni locali e il coinvolgimento delle associazioni di pesca nelle attività di sorveglianza; la sensibilizzazione delle amministrazioni locali che generano impatti diretti e indiretti sull’ecosistema fluviale.

L’iniziativa ha previsto azioni concrete volte al mantenimento e all’incremento delle specie ittiche, in particolare della Lampreda di mare, animale a rischio estinzione in tutta Italia. Sono stati realizzati interventi di miglioramento degli habitat fluviali e ripristinata la connettività fluviale ed ecologica dei fiumi Magra e Vara con specifici passaggi per i pesci. Per tutta la durata del progetto sono state costantemente monitorate le specie target.

P.A.R.C. ha avuto anche lo scopo di favorire la fruizione didattica e turistica dei fiumi, di tutelare il paesaggio e le risorse fluviali.

Notevole importanza hanno rivestito le azioni di comunicazione volte a diffondere una maggiore consapevolezza sulle problematiche legate alla conservazione delle specie target del progetto, della riserva naturale e della Rete Natura 2000.

L’area progettuale è il Parco della Magra-Vara, sito di interesse comunitario (SIC IT1343502) che si estende per oltre 2500 ettari nella Provincia della Spezia attraversando 15 comuni e coincidente, per gran parte, con il territorio del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra. Si tratta di un territorio altamente vulnerabile, sottoposto a forte pressione antropica, ma con ottime potenzialità per il ripristino ambientale ed è il solo sito italiano in cui sia stata accertata la riproduzione della lampreda di mare.

Il fiume Magra rappresenta, inoltre, l’unico corridoio ecologico fra la regione biogeografia mediterranea e quella continentale rivestendo quindi un ruolo essenziale per la conservazione della biodiversità del nord Italia.

 

LE FASI DEL PROGETTO

Il progetto ha previsto una fase iniziale di azioni preparatorie e di elaborazione di progetti esecutivi per il ripristino della continuità fluviale del Magra e del Vara, mentre le attività di monitoraggio delle specie sono state effettuate per tutta la durata del progetto registrando dati sia ante che post operam.

Le azioni del progetto sono state le seguenti:

  • progettazione esecutiva per interventi di realizzazione di passaggi per pesci lungo nove ostacoli critici che impedivano i movimenti migratori della fauna ittica a monte; sono state effettuate azioni di diversificazione ambientale che hanno introdotto elementi al fine di restituire la sinuosità del fiume e di variare la tessitura dell’alveo per ricreare l’habitat adatto alla riproduzione delle specie target;
  • realizzazione di aree di osservazione fluviale per la sensibilizzazione delle popolazioni e per le operazioni di monitoraggio e sorveglianza nelle località Battifollo, ponte Piana Battolla, Piani di Beverino, Ramello, Cà di Vara, Arsina, S. Remigio;
  • azioni di monitoraggio delle specie target con intensificazione delle attività di sorveglianza e contrasto del bracconaggio su pesci e ammoceti di lampreda (larve) e di altre attività antropiche dannose quali, per esempio, la distruzione, l’alterazione o il prelievo non autorizzato degli accumuli di sabbia all’interno dell’alveo dei fiumi;
  • interventi volti alla sensibilizzazione della popolazione locale e delle amministrazioni pubbliche, incentrati sulla realizzazione di percorsi natura. Da segnalare tra queste la campagna di disseminazione “Vivere il Parco”, attraverso cui informare i cittadini sulle problematiche ambientali di ogni comune dell’area e la pubblicazione “Le buone pratiche per la tutela del paesaggio e delle risorse fluviali. La gestione della biodiversità”, per far conoscere le esperienze virtuose in materia di gestione dei corsi d’acqua in area Rete Natura 2000 e nelle Aree Protette.

 

RISULTATI RAGGIUNTI

L’esito più significativo e innovativo del progetto è stato il ripristino della continuità longitudinale del bacino spezzino dei fiumi Magra e Vara ricreando, in tal modo, le condizioni riproduttive ottimali delle specie target.

Tra i risultati ottenuti si evidenziano:

  • realizzazione di 4 aree di osservazione fluviale attrezzate per la sensibilizzazione delle popolazioni locali e per le operazioni di monitoraggio e sorveglianza per un totale di  4.400 mq e di 1.870 km;
  • ricostituzione della continuità idraulica e biologica dei fiumi Magra e Vara tramite la realizzazione di 8 passaggi per pesci e dell’adeguamento dello sbarramento sito in località Madrignano (VR05), per una percorribilità complessiva di circa 50 km di corso d’acqua.
  • ampliamento dell’areale di risalita della cheppia;
  • aumento delle aree riproduttive (siti di frega) della lampreda di mare;  
  • diminuzione dei segni di alterazione habitat;
  • prevenzione di azioni di bracconaggio e di alterazione degli habitat
  • pubblicazione Le buone pratiche per la tutela del paesaggio e delle risorse fluviali. La gestione della biodiversità inviate alle Amministrazioni liguri deputate al governo del territorio e del fiume.

A riprova della “nuova” transitabilità biologica del bacino è stato possibile osservare il deciso ampliamento dell’area a disposizione per gli spostamenti della specie Cheppia che nell’arco di soli 3 anni è riuscita a sfruttare nuovamente un tratto di fiume lungo circa 19 km, posto a monte del doppio sbarramento sito in località Madrignano, barriera invalicabile per la specie fino al 2010. Per quanto riguarda la Lampreda, si è verificato un incremento sensibile della riproduzione e del numero dei siti riproduttivi nonostante gli effetti negativi causati dalle alluvioni che hanno colpito la zona a danno del numero degli esemplari meno giovani.

Le 4 aree per l’osservazione fluviale sono state dotate di pannelli illustrativi e arredi, finalizzati alla fruizione didattica e divulgativa, ma anche al supporto per le attività di monitoraggio e sorveglianza del territorio. Fra le attività di divulgazione da evidenziare anche uno specifico modulo di educazione ambientale destinato alle scuole di ogni ordine e grado che ha coinvolto 1219 alunni.

Beneficiario coordinatore 
Ente Parco di Montemarcello-Magra
Contatti 
Ing. Patrizio Scarpellini
Budget 
1.511.286,00
Contributo EU 
400.000,00
Anno Call 
2007
Anno di inizio 
2009
Anno di chiusura 
2012