Progetto

LIFE MONTI DELLA TOLFA - Interventi urgenti di conservazione della natura nella ZPS e nei SIC dell’area Tolfetano-Cerite-Manziate

LIFE MONTI DELLA TOLFA - Interventi urgenti di conservazione della natura nella ZPS e nei SIC dell’area Tolfetano-Cerite-Manziate

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LIFE MONTI DELLA TOLFA - Interventi urgenti di conservazione della natura nella ZPS e nei SIC dell’area Tolfetano-Cerite-Manziate

DESCRIZIONE

Il progetto LIFE MONTI DELLA TOLFA è stato finalizzato al recupero e la conservazione di alcuni habitat e specie, in particolare uccelli rari, a rischio di estinzione. L’iniziativa ha puntato anche a facilitare la coesistenza armoniosa tra attività umane e conservazione della natura, anche favorendo le pratiche tradizionali necessarie al mantenimento dell’ecosistema del comprensorio, nonché ad aumentare la consapevolezza di residenti e visitatori sull’importanza della biodiversità e del patrimonio ambientale dell’area anche dal punto di vista economico.
I Monti della Tolfa costituiscono un’area naturale di grande rilievo, a 50 km da Roma, con valori di biodiversità fra i più alti dell’Italia centrale, caratterizzata da pascoli e boschi mediterranei.
Molteplici sono le problematiche di tutela ambientale dell’area progettuale. Tra le più rilevanti, la lenta trasformazione dei pascoli aperti in aree cespugliate che ha provocato la diminuzione  delle zone di caccia per i rapaci e delle nicchie ecologiche utili a molte specie di passeriformi inseriti nella Direttiva Uccelli (79/409/CEE). In alcuni boschi si è registrato invece un deperimento delle formazioni forestali, dovuto anche ai cambiamenti climatici, che ha minacciato gli habitat non solo di molte specie di uccelli, ma anche di insetti, anfibi e mammiferi. Altre aree sono state soggette invece a un’eccessiva pressione di capi di bestiame che, liberi di spostarsi, degradavano il pascolo nelle zone più favorevoli. Un’area industriale abbandonata contenente fusti inquinanti ha costituito un’ulteriore minaccia per la salubrità della zona.
La scarsa conoscenza naturalistica, inoltre, sia tra i cittadini che tra i visitatori, ha rischiato di compromettere la tutela dell’area in cui le pratiche tradizionali hanno garantito per secoli la conservazione della biodiversità.

Il progetto ha interessato porzioni dei seguenti siti:

  • “Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate”, ZPS IT6030005, dove si conserva una ricca comunità di avifauna che utilizzano l’area per la nidificazione e lo svernamento;
  • “Boschi Mesofili di Allumiere” SIC IT6030003;
  • “Macchia Grande di Manziana SIC IT6030008;
  • “Medio Corso del Fiume Mignone” SIC IT6030001.

Nella ZPS l’iniziativa ha puntato al miglioramento degli habitat di rapaci (nibbio reale, nibbio bruno, biancone, falco pecchiaiolo e pellegrino) succiacapre, occhione, ghiandaia marina e passeriformi degli ambienti aperti (calandra, calandrella, tottavilla, calandro, averla piccola, averla cenerina).
Nel SIC Macchia di Manziana è stato interessato l’habitat 91MO “Foreste Pannonico-Balcaniche di cerro e rovere”, mentre nel SIC Boschi mesofili di Allumiere gli interventi hanno riguardato l’habitat prioritario 9210 “Faggete degli Appennini di Taxus e Ilex”. 

 

LE FASI DEL PROGETTO

Il progetto ha permesso di realizzare importanti azioni sul campo che hanno unito la tutela di habitat di specie di uccelli con la conservazione delle attività tradizionali dell’area che nel tempo hanno plasmato questi ambienti connotandosi, nel loro complesso, come un modello gestionale delle zone interessate.

Questi i principali interventi realizzati:

  • gestione naturalistica dei boschi maturi in 4 aree (Monteianni, Freddara, Quartaccio, Monte Angiano) per un totale di 74 ettari, nei territori di Allumiere, Tolfa e Canale Monterano con la conversione da ceduo oltre turno a ceduo composto (fustaia sopra ceduo) per coniugare la funzione ecologica e ambientale del bosco con le esigenze riproduttive delle specie ornitiche. Nel SIC “Macchia Grande di Manziana” è stato effettuato un “diradamento a buche” di 300 e 700 metri quadrati in due aree di venti ettari di superficie per favorire il rinnovamento arboreo. Previsti interventi di potatura, di controllo del pascolo e di supporto ai processi di rinnovo del bosco;
  • gestione e conservazione degli ambienti prativi volte da un lato a evitare il sovraccarico da parte del bestiame brado nelle aree degradate, dall’altro a fermare la progressiva copertura di cespugli negli ambienti aperti e la conseguente diminuzione delle specie di uccelli che si alimentano nei prati da pascolo. Nei territori di Manziana, Tolfa e Allumiere sono stati decespugliati pascoli per un’area di 160 ettari.  Le aree di pascolo sono state recintati con staccionate tradizionali “alla tolfetana” (pali di castagno e filo spinato).  Avviati anche interventi di manutenzione e costruzione di fontanili, ricostruzione di muretti a secco e di ripristino della viabilità rurale;  
  • creazione di 2 vivai temporanei con messa a dimora di semi autoctoni e la produzione di 8.500 piantine per i futuri interventi di forestazione;
  • miglioramento della fruibilità dei siti attraverso interventi di riqualificazione. Predisposti anche itinerari, pacchetti per turismo naturalistico e punti informativi. In tutte le aree sono stati tracciati e mappati circa 45 km di “sentieri LIFE”, che attraversano gli ambienti più caratteristici della ZPS e dei SIC.
    Una delle azioni più incisive è stata la bonifica della zona del sito minerario dismesso “Solfatara di Manziana-SOTEMI” situata nel SIC Macchia Grande di Manziana;
    Nella Riserva Naturale Regionale di Monterano è stato realizzato un carnaio per rapaci con un capanno di osservazione, ed è stato restaurato un fontanile con pozze per anfibi anche a scopo didattico;
  • monitoraggio degli ambienti e della fauna di interesse comunitario oggetto delle azioni di conservazione al fine di verificare gli eventuali cambiamenti nello stato delle popolazioni di rapaci (nibbio reale e biancone) e altre di specie di uccelli (occhione, ghiandaia marina), ma anche di insetti di interesse comunitario (come la rosalia alpina) e della salute degli ambienti (boschi, pascoli e seminativi) interessati dagli interventi. Il monitoraggio è durato 4 anni;
  • attività di comunicazione e sensibilizzazione volte ad una fruizione sostenibile del territorio, in particolare piani di educative nelle scuole, realizzazione di percorsi naturalistici e pacchetti turistici.

 

RISULTATI RAGGIUNTI

Il valore innovativo e dimostrativo del progetto risiede in diversi aspetti. In primo luogo nel miglioramento della fruizione eco-turistica che mostra come sia possibile, anche fuori dai parchi, coordinare gli sforzi di amministrazioni pubbliche a vari livelli per tutelare la natura realizzando un ampio ventaglio di attività, prodotti e servizi.
Il progetto LIFE-MONTI DELLA TOLFA ha rappresentato un’iniziativa importantissima per la gestione dei siti Natura 2000 coinvolti, contribuendo in modo rilevante a ridurre i fattori di minaccia per gli habitat e le specie target e a rivalorizzare le pratiche tradizionali essenziali per il mantenimento degli ambienti seminaturali.  A conclusione delle attività progettuali è stato registrato un aumento del numero di coppie di uccelli delle specie target. Pellegrino, occhione e tottavilla sono state quelle che hanno mostrato variazioni più marcate.

I principali risultati progettuali sono stati:

  • il recupero di circa 96 ettari di habitat forestali  (con 22 foreste avviate ad alto fusto e 54 a ceduo composto) e 146 ettari di pascoli per la nidificazione e la vita di uccelli di interesse europeo;
  • risistemazione di 34.700 ml di strade rurali e di 3830 ml di muretti a secco;   
  • una migliore gestione dei pascoli e dell’allevamento brado con la compartimentazione di 10 comparti attraverso la realizzazione di 31,7 km di recinzioni tradizionali per un totale di 3.383 ha e il recupero di 22 fontanili  contro i 15 previsti;
  • smaltiti 30 bidoni inquinanti e 1.000 m2 di superficie  con amianto;
  • oltre 1500 allievi delle scuole informati sulla ZPS, sui SIC e sul progetto;
  • una maggiore conoscenza sullo stato delle popolazioni di specie e habitat di interesse comunitari.

Il Piano della Comunicazione del progetto si è rivelato molto utile per promuovere l’aumento della consapevolezza, soprattutto della popolazione residente nell'area del progetto, sull'importanza di tutelare e valorizzare adeguatamente la biodiversità dell’area. Grazie all’iniziativa, inoltre, è aumentata la potenzialità di sviluppo dell’ecoturismo come mezzo per valorizzare e proteggere gli habitat e le specie in quanto fonte di sviluppo locale.

Beneficiario coordinatore 
Comune di Manziana
Contatti 
Bruno Bruni e Stefano Picchi
Budget 
3.929.727,00
Contributo EU 
1.789.243,00
Anno Call 
2008
Anno di inizio 
2010
Anno di chiusura 
2015