Progetto

ARUPA - Azioni urgenti di salvaguardia degli anfibi e rettili della Gravina di Matera

ARUPA - Azioni urgenti di salvaguardia degli anfibi e rettili della Gravina di Matera

ARUPA

ARUPA - Azioni urgenti di salvaguardia degli anfibi e rettili della Gravina di Matera

DESCRIZIONE

Il progetto ARUPA ha avuto come obiettivo generale quello di garantire la sopravvivenza e l’incremento di alcune specie di anfibi e rettili nella Gravina di Matera che dal 1995 è inclusa nel sito SIC IT9229135 e nello  ZPS “Gravine di Matera”. Obiettivi specifici sono stati la conservazione della fauna anfibia e dei rettili, la mitigazione dei fattori di minaccia, l’analisi approfondita e puntuale delle conoscenze territoriali ottenute dal SIT (Sistema Informativo Territoriale) realizzato nell’ambito del progetto, nonché studi sugli habitat associati alle attività di monitoraggio e di analisi delle acque.
Il SIC della Gravina di Matera costituisce un territorio di grande interesse naturalistico e paesaggistico, notevolmente diversificato dal punto di vista ambientale. Oltre a numerose specie floristiche di notevole interesse conservazionistico, il sito presenta anche una ricca comunità di rettili ed anfibi tra cui alcune specie di interesse comunitario come la testuggine comune, il cervone, il colubro leopardiano, l’ululone appenninico e il tritone crestato che hanno rappresentato le specie target di ARUPA. L’erpetofauna rappresenta uno dei gruppi di vertebrati a maggior rischio di estinzione in tutta Europa. Negli ultimi decenni sono infatti diminuiti rapidamente sia in termini di numero che di specie, a causa del cambiamento climatico, dell’uccisione diretta, dell’introduzione di specie aliene e del cambiamento dei loro habitat naturali provocato dallo sviluppo edilizio, dalla silvicoltura, dall’agricoltura intensiva e dall’estrazione di minerali. Nell’ambito del progetto ARUPA è stata effettuata una reintroduzione del tritone crestato e del tritone italico. Il territorio del SIC IT9220135 “Gravine di Matera” si colloca a sud-est della Città di Matera nella porzione della Murgia denominata di Matera-Laterza (Murgia materana) e si configura come un altopiano interposto tra i territori di Puglia e Basilicata. L’area del SIC è quasi coincidente con il territorio del Parco Regionale delle Chiese Rupestri.

 

LE FASI DEL PROGETTO

Il progetto ARUPA ha realizzato una serie di interventi di salvaguardia diretti a fronteggiare le minacce esistenti. Sono state realizzate iniziative volte a garantire la sopravvivenza delle popolazioni mediante interventi di rinaturalizzazione dell’alveo, rimboschimenti, ripristino di muretti a secco, realizzazione di vivai forestali e ambienti artificiali per l’accrescimento e la moltiplicazione di anfibi e rettili, la sensibilizzazione degli stakeholder riguardo all’importanza della conservazione di queste specie ed habitat ponendo l’attenzione sul livello di degrado ambientale raggiunto dal Torrente Gravina.. ARUPA ha puntato a rinaturalizzare l’ambiente originale della Gravina di Matera contrastando le cause di degrado e di inquinamento in modo che la naturale erpetofauna potesse riprodursi spontaneamente. A tal fine le azioni messe in campo hanno puntato a creare nuovi ambienti artificiali, inseriti nel particolare contesto ambientale, per la salvaguardia, l’accrescimento e la moltiplicazione di anfibi e rettili; a riprodurre in cattività gli individui minacciati, con l’obiettivo di incrementarne la popolazione nell’ambito della Gravina di Matera. La prima fase del progetto è stata dedicata ad azioni preparatorie tra cui la messa a punto di un SIT (Sistema Informativo Territoriale) realizzato con la piattaforma GIS sviluppata dall’Università degli Studi della Basilicata, che ha permesso di analizzare ed interpretare le informazioni di tipo scientifico, geografico ed amministrativo dell’area progettuale. Sono stati poi effettuati studi sugli habitat e sulle specie target.

Le principali azioni concrete di conservazione sono state:

  • recinzione e ripristino di muretti a secco;
  • interventi di piantumazione per il ripristino della vegetazione ripariale e la realizzazione di moduli vegetazionali;
  • costruzione di un vivaio di ecotipi locali in Masseria Radogna (Matera);
  • costruzione di un Centro di allevamento temporaneo anfibi in località Pianelle, Agro di Montescaglioso (Matera);
  • riattivazione di zone umide minori per la riproduzione di anfibi e rettili con creazione di micro habitat per le specie;
  • ripristino di una cisterna a cielo aperto;
  • realizzazione di una vasca con funzione di habitat riproduttivo e trofico per le specie interessate.

Le azioni di comunicazione e diffusione di risultati hanno costituito una parte fondamentale del progetto garantendo la visibilità dell’iniziativa, promuovendo  gli obiettivi, le attività, i risultati e i prodotti tramite la più larga diffusione possibile di informazioni tra tutti i soggetti portatori d’interesse. 

 

RISULTATI RAGGIUNTI

Per la prima volta, in Basilicata, sono stati realizzati interventi attivi nei confronti degli anfibi e dei rettili. Con il ripristino delle zone umide minori, mediante l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica associate a moderni materiali per costruzioni bio-compatibili, sono state coniugate le esigenze di salvaguardia del paesaggio e dei relativi aspetti storico-culturali con quelle di conservazione delle specie. Gli interventi realizzati hanno determinato un incremento di oltre il 200% della superficie attualmente occupata da questo habitat. I monitoraggi effettuati hanno fatto registrare un incremento delle popolazioni di ululone appenninico, con il censimento di 8 siti riproduttivi e 124 individui stimati. Centinaia sono stati gli individui allevati nel Centro di allevamento e poi  liberati nei siti realizzati nell’ambito del progetto. Le specie tritone crestato e tritone italico sono apparse in ripresa rispetto al periodo pre-progetto quando risultavano rarefatte e con popolazioni del tutto o in parte isolate fra loro.

I risultati concreti possono essere così sintetizzati:

  • costruzione di circa 2000 metri lineari di muretti a secco e installazione di 5111 metri lineari di recinzioni per proteggere gli interventi di ripristino della vegetazione ripariale;
  • realizzazione di 1 vivaio forestale di ecotipi locali presso Masseria Radogna con produzione di 22.500 piantine tra specie arboree e arbustive;
  • realizzazione ex novo di 17 ha di vegetazione ripariale;
  • messa a dimora di circa 12.500 piantine;
  • piantumazione per 4433 metri di filari di alberi per la realizzazione di moduli vegetazionali;
  • creazione di 1 Centro di Allevamento di anfibi e rettili dedicato all’allevamento delle specie, all’educazione ambientale e alla divulgazione didattica in ambito naturalistico. IL centro ha consentito attività di restocking con produzione e rilascio di 5459 individui (600 raganella, 2mila ululone appenninico, 2mila tritone italico, 800 tritone crestato, 59 testuggine di Harmann);
  • realizzazione del Protocollo di allevamento degli anfibi e rettili oggetto delle azioni di conservazione;
  • realizzazione/ripristino di 4 zone umide minori ubicate in località Pianelle di Montescaglioso, località Murgecchia e Bosco del Comune di Matera, per aumentare la disponibilità di aree idonee alle specie;
  • realizzazione di 2 cisterne/piscine a cielo aperto;
  • incremento delle popolazioni di ululone appenninico presenti all’interno del SIC/ZPS Gravina di Matera;
  • incremento dei corridoi ecologici e degli habitat presenti nell’ambito della Gravina di Matera;
  • censimento di otto siti riproduttivi di ululone all’interno della forra calcarea antistante la città di Matera;
  • incremento della popolazione di tritone italico e tritone crestato.

Nel contesto regionale le azioni concrete di conservazione messe in campo dal progetto hanno determinato il recupero della percezione della naturalità dei siti, poiché sono state realizzate in prossimità della conclusione del progetto i risultati concreti saranno valutabili nel corso dei prossimi anni. 

Beneficiario coordinatore 
Provincia di Matera
Contatti 
Enrico De Capua
Budget 
1.542.061,00
Contributo EU 
769.642,00
Anno Call 
2008
Anno di inizio 
2010
Anno di chiusura 
2015