Progetto

ANTIDOTO - Una nuova strategia contro l’avvelenamento dei grandi carnivori e dei rapaci necrofagi

ANTIDOTO - Una nuova strategia contro l’avvelenamento dei grandi carnivori e dei rapaci necrofagi

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ANTIDOTO - Una nuova strategia contro l’avvelenamento dei grandi carnivori e dei rapaci necrofagi

DESCRIZIONE

Il progetto ANTITODO, realizzato in tre aree europee, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (Italia), l’Andalusia e l’Aragona (Spagna), ha avuto l’obiettivo di favorire la conservazione dei grandi carnivori e dei rapaci necrofagi attraverso la diffusione di misure innovative per prevenire e contrastare l’uso illegale del veleno utilizzato per proteggere il bestiame domestico. Si tratta di una pratica illegale e scorretta, molto diffusa in Europa, che ogni anno provoca la morte di un numero significativo di animali selvatici. Carcasse di animali e bocconi avvelenati vengono abbandonati sul terreno per difendere il bestiame domestico e gli animali cacciabili dai predatori. Alcune fra le specie colpite, bersaglio diretto del veleno (come i grandi carnivori) o vittime collaterali (come i rapaci necrofagi), sono molto rare o a rischio estinzione. Tra queste il lupo, l’orso e numerosi rapaci quali il nibbio reale, il gipeto e il capovaccaio. La pratica dell’avvelenamento aggrava ulteriormente la loro sopravvivenza.

In tale contesto, una delle azioni chiave del progetto è stata la formazione e l’impiego di Nuclei Cinofili Antiveleno (NCA) costituiti da conduttori o da agenti forestali e cani addestrati in grado di perlustrare il territorio e di individuare eventuali bocconi avvelenati o cadaveri di animali, morti per sospetto avvelenamento. 

 

LE FASI DEL PROGETTO

Il progetto è stato articolato in 3 direttrici principali:

  • Impiego di Nuclei Cinofili Antiveleno (NCA). Sono stati formati 3 NCA, due nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e uno in Aragon. I nuclei hanno effettuato sopralluoghi periodici a scopo preventivo ed ispezioni di urgenza, a seguito del rinvenimento di bocconi e carcasse sospettate di essere avvelenati. Sia in Italia che in Spagna, l’azione degli NCA è stata affiancata da un’attività diagnostica sui bocconi e sulle carcasse rinvenute, con l’analisi dei campioni, l’esame necroscopico degli animali morti per sospetta ingestione di veleno e, dove necessario, con esami di laboratorio.
  • Formazione del personale di polizia e del personale veterinario. Un’attività importante in quanto l’utilizzo di adeguati protocolli utilizzati nei casi di ritrovamento di carcasse o bocconi avvelenati da parte del personale di polizia e del personale veterinario è essenziale per il buon esito di successive bonifiche ed indagini.
  • Sensibilizzazione degli stakeholders e della popolazione in generale al fine di prevenire l’uso del veleno e far conoscere l’attività di presidio del territorio svolta dai Nuclei Cinofili Antiveleno e dal personale di vigilanza. In Italia è stata attivata una specifica campagna per promuovere la “Strategia contro l’uso del veleno in Italia”, elaborata per fornire un quadro del fenomeno e proporre misure idonee di prevenzione.

 

RISULTATI RAGGIUNTI

Identificare “a vista” carcasse e bocconi avvelenati in un ambiente naturale è quasi impossibile, ma con l’attivazione dei Nuclei Cinofili Antiveleno del progetto ANTIDOTO si è riusciti a mettere in campo uno strumento risultato molto efficace sia per la deterrenza dell’uso del veleno che sul fronte della bonifica del territorio e della prevenzione di decessi. I cani addestrati, sotto la guida di un esperto conduttore, sono in grado di ispezionare con l’olfatto ampie superfici in maniera rapida ed efficace, di recuperare il materiale avvelenato e di segnalare elementi venuti a contatto con la sostanza nociva. Pertanto, gli NCA possono ricoprire un ruolo determinante non solo per evitare la morte di molti animali ma anche contribuendo alle indagini di polizia.

I principali risultati raggiunti possono essere così sintetizzati:

  • Attivazione di 2 Nuclei Cinofili Antiveleno (NCA) nel Parco Gran Sasso-Laga, uno formato da un conduttore del parco e da tre cani e un altro composto da un conduttore del Corpo Forestale dello Stato e da due cani. Gli NCA hanno effettuato, tra agosto 2010 e marzo 2014, 133 ispezioni periodiche e 76 con carattere di urgenza. 31 delle ispezioni urgenti sono state effettuate in altre aree protette dell’Abruzzo o in aree contigue al parco, dove l’uso del veleno è una pratica piuttosto diffusa. In 14 casi urgenti fuori dall’area progettuale, gli NCA hanno individuato bocconi e carcasse e altri elementi di possibile interesse per le indagini. Nel complesso i nuclei cinofili hanno rinvenuto 35 bocconi e 12 carcasse avvelenate.

Grazie all’istituzione degli NCA negli ultimi cinque anni non sono stati registrati casi di avvelenamento in quest’area.

  • Attivazione di  1 Nucleo Cinofilo Antiveleno nell’Aragona, composto da un conduttore e da cinque cani. Il nucleo ha effettuato, da ottobre 2011 a dicembre 2013, 94 ispezioni periodiche e 62 ispezioni di urgenza. In 59 casi sono stati rinvenuti possibili indizi mentre in due ispezioni l’avvelenamento è stato confermato dalle analisi effettuate in laboratorio.
  • Stipula di un protocollo d’intesa con il Corpo Forestale dello Stato per la gestione congiunta di un Nucleo Cinofilo Antiveleno e per la collaborazione ad altre attività di ANTIDOTO.
  • Elaborazione di un Manuale operativo per la gestione veterinaria dei casi di sospetto avvelenamento della fauna selvatica e domestica (versioni in lingua italiana e spagnola).
  • Pubblicazione della Strategia contro l’uso del veleno in Italia.
  • Nel Parco Gran Sasso-Laga sono state realizzate numerose attività per la diffusione del progetto rivolte a specifici gruppi target in particolare una serie di meeting in 8 aziende zootecniche, 37 incontri con gli operatori turistici, attività didattica nelle scuole con il coinvolgimento di 330 studenti. In Andalusia è stata svolta una lunga e capillare attività di sensibilizzazione presso le categorie coinvolte (cacciatori, allevatori, personale di aziende venatorie ecc.) con 805 incontri nelle aree maggiormente interessate dall’uso del veleno e frequentate da rare specie di rapaci necrofagi. In Aragona sono stati realizzati 37 incontri in 31 diverse aree rurali che hanno coinvolto 622 persone tra le quali agenti del Servizio di protezione della natura (SEPRONA) e guardiacaccia.
  • In Italia è stata realizzata un’ampia campagna di diffusione sui temi del progetto ANTITODO che ha registrato un notevole riscontro. Ai 5 eventi (convegni e corsi) organizzati dal parco sul tema dell’avvelenamento della fauna hanno partecipato oltre 560 persone, in particolare personale di corpi di polizia e addetti alla vigilanza di parchi regionali e nazionali, veterinari ecc. Attraverso diverse iniziative ed occasioni di sensibilizzazione e formazione, sono inoltre stati incoraggiati enti ed istituzioni ad occuparsi del problema dell’uso illegale del veleno, fornendo strumenti e strategie.
  • I temi legati all’uso illegale del veleno ed alle sue conseguenze sulla fauna selvatica sono stati oggetto di interventi dello staff di progetto nell’ambito di 9 convegni e di 17 corsi organizzati a livello italiano ed europeo. 
Beneficiario coordinatore 
Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (PNGSML)
Contatti 
Monica Di Francesco
Budget 
1.411.144,00
Contributo EU 
705.572,00
Anno Call 
2007
Anno di inizio 
2009
Anno di chiusura 
2014