Online il primo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia

15 Maggio - E’ stato pubblicato dal Ministero dell’Ambiente il primo rapporto sullo stato del Capitale Naturale, che comprende l’intero stock di beni naturali (organismi viventi, aria, acqua, suolo e risorse geologiche) che contribuiscono a fornire beni e servizi all’uomo e che al contempo sono necessari per la sopravvivenza dell’ambiente stesso da cui sono generati. Il documento, previsto dal Collegato Ambientale, affronta il legame che intercorre tra lo stato degli ecosistemi, il benessere sociale e le prospettive economiche, mettendo al centro dello studio proprio il capitale naturale. L’analisi è stata inquadrata in cinque ecoregioni terrestri (alpina, padana, appenninica, mediterranea tirrenica e mediterranea adriatica) e nelle ecoregioni marine del Mediterraneo che interessano l’Italia (il mare Adriatico, il mar Ionio e il Mediterraneo occidentale). I risultati evidenziano che l’Italia è tra i Paesi più ricchi di biodiversità terrestre e marina, che al contempo questa risulta essere minacciata da molti fattori di origine antropica, come i cambiamenti climatici, l’inquinamento, i rifiuti, il consumo di suolo e l’abusivismo edilizio, lo spreco d’acqua, ecc.. In termini numerici, 19 sono gli ecosistemi considerati ad alto stato di conservazione, 18 a medio e 36 a basso stato. L’approccio utilizzato nel Rapporto per la contabilità e la valutazione economica del Capitale Naturale è finalizzato a fornire un primo quadro sulle metodologie di stima ed attribuzione di un valore monetario al Capitale Naturale; inoltre, il riferimento a diversi casi studio favorisce la possibilità di avere una visione, seppur limitata, sull’importanza che il Capitale Naturale può avere in termini economici e di benessere per l’uomo. L’obiettivo non è quello di trasformare la natura in “merce” ma di riconoscerle un valore, per affiancare al Capitale Investito, al Capitale Umano e al Capitale Sociale, anche il quarto capitale, quello Naturale.

Il Rapporto è frutto del lavoro del Comitato per il capitale naturale, composto da nove ministeri, cinque istituzioni pubbliche di ricerca, Regioni, Comuni e nove esperti scientifici. Il Comitato ha infine indicato una serie di raccomandazioni, con obiettivi da raggiungere nel breve e medio periodo, per l’adozione di un Piano d’azione per il Capitale Naturale.

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