Nuovi Criteri Ambientali per l’edilizia, i prodotti tessili e gli arredi per interni

15 Marzo - Il 28 gennaio è stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 23, il Decreto dell’11 gennaio del Ministero dell’Ambiente, che prevede: l’“Adozione dei criteri ambientali minimi per gli arredi per interni, per l’edilizia e per i prodotti tessili”.

Il nuovo Decreto adotta, con riferimento all’articolo 2 del decreto interministeriale 11 aprile 2008, “i criteri ambientali minimi, … , di prodotti/servizi” per i settori di Fornitura e il servizio di noleggio di arredi per interni (Allegato 1), di Affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici (Allegato 2) e di Forniture di prodotti tessili (Allegato 3).

Per il primo dei tre settori sono stati aggiornati i criteri per le sostanze chimiche (mobili per ufficio, arredi scolastici o archivi) e ne sono stati introdotti di nuovi per la “progettazione ecocompatibile” sopratutto per la riparazione e l’assemblaggio/disassemblaggio degli arredi per un loro possibile riutilizzo in altri ambienti di lavoro, mentre un discorso a parte viene dedicato al noleggio degli arredi in un’ottica di riuso dei prodotti già esistenti, pratica che, oggi, in Italia non è ancora molto diffusa.

Il secondo dei tre riguarda l’affidamento dei servizi per la progettazione e per i lavori di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici per la gestione dei cantieri della PA che, già regolamentato dal precedente Decreto ministeriale del 24 dicembre 2015, viene, nel citato nuovo Decreto, adeguato al nuovo Codice degli Appalti (D. Lgs. 50/2016) inserendo i riferimenti agli ultimi decreti attuativi e al nuovo Conto Termico.

Infine, il terzo settore, relativo all’acquisto di prodotti tessili introduce nuovi criteri, tra cui quelli ‘sociali’ per i quali si garantisce che, lungo tutta la filiera della produzione di tali beni, vengano osservate migliori condizioni di lavoro nel rispetto dei diritti umani e dei lavoratori e requisiti prestazionali di durabilità (resistenza alla lacerazione, variabilità della dimensione dopo il lavaggio e solidità dei colori), che pur se indirettamente, determinano sull’ambiente un effetto positivo grazie ad una riduzione dei nuovi acquisti e una conseguente attenuazione di produzione di nuovi rifiuti. Altro criterio innovativo è l’introduzione dell’”ecodesign” che guarda, insieme all’uso di materiali riciclati e al riuso di materie prime-seconde, ad un processo di controllo del “ciclo di vita del prodotto” secondo un sistema di eco-progettazione che mira ad un modello di produzione e consumo “a rifiuti 0” verso un’economia sempre più “circolare”.

Significativo contributo è stato, in ultimo, apportato alla ridefinizione dei nuovi CAM dalla Direzione Generale per il Clima e l’Energia del Ministero dell’Ambiente e dalla Direzione competente del Ministero dello Sviluppo Economico che hanno partecipato ai lavori del Comitato di gestione del Piano d’Azione per la sostenibilità dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione (PAN GPP).

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