Progetto

Montecristo 2010 - eradicazione di componenti floro-faunistiche aliene invasive e tutela di specie e habitat nell’Arcipelago Toscano

Montecristo 2010 - eradicazione di componenti floro-faunistiche aliene invasive e tutela di specie e habitat nell’Arcipelago Toscano

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Montecristo 2010 - eradicazione di componenti floro-faunistiche aliene invasive e tutela di specie e habitat nell’Arcipelago Toscano

 

DESCRIZIONE

Gli ecosistemi delle isole di Montecristo e Pianosa, santuari naturali protetti situati nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, sono stati profondamente modificati dalla presenza di alcune specie aliene invasive introdotte nel corso dei secoli, volontariamente o in modo accidentale, da abitanti e visitatori. 

Il progetto MONTECRISTO si prefiggeva di eradicare dall’isola il ratto nero e l’ailanto, due delle tre specie aliene invasive che minacciavano la biodiversità dell’area. Per la terza specie aliena, un ceppo molto vicino alla capra selvatica, il progetto non prevedeva l’eliminazione, ma il suo contenimento. Ciò in virtù del valore storico-culturale di questa antica popolazione animale la cui conservazione costituisce uno dei requisiti per il rilascio del “Diploma europeo per le aree protette”attribuito alla riserva di Montecristo nel 1988. La capra selvatica, introdotta anticamente, è determinante per la rinnovazione di qualsiasi specie vegetale che entri nella sua dieta.

Per Pianosa, invece, il progetto è stato finalizzato all’eradicazione di 4 specie vegetali invasive, il fico degli ottentotti, le acacie, il senecio e l’ailanto (Ailanthus altissima), diffusesi sull’isola e alla salvaguardia dei preziosi ginepreti costieri, invasi la delle piante di pino d’Aleppo introdotte intenzionalmente come specie forestale in grado di dare formazioni stabili e resistenti.

L’isola di Montecristo è una riserva naturale statale, compresa nel Parco Nazionale dell’arcipelago Toscano, sito di Importanza Comunitaria (SIC IT5160014) che è stato designato Zona speciale di conservazione e di una Zona di Protezione Speciale (ZPS IT5160017).

L’isola di Pianosa è caratterizzata da una bassa pressione antropica, con un passato da colonia agricola che ne ha profondamente modificato l’ambiente. Anch’essa si configura come ZSC (IT5160013) e ZPS (IT5160016).

Il progetto è stato realizzato per proteggere la fauna e gli habitat originari di queste due isole dalle specie aliene invasive, ovvero piante e animali che, introdotti dall’uomo al di fuori del loro areale naturale, hanno conquistato spazi a spese degli organismi autoctoni. Le specie aliene sono considerate dalla comunità scientifica internazionale la seconda causa di perdita di biodiversità a livello mondiale. Il loro effetto negativo sugli ecosistemi è amplificato nei contesti insulari a causa del loro isolamento.

 

LE FASI DEL PROGETTO

Il progetto MONTECRISTO ha raggiunto i suoi obiettivi attraverso una serie articolata di azioni, a partire da quelle preliminari finalizzate all’eradicazione del ratto nero mediante trappolamenti per valutarne la numerosità. Nelle fasi iniziali sono state effettuate anche alcune indagini per cartografare il territorio interessato dalla presenza di ailanto. Sono state redatte delle carte di distribuzione che hanno evidenziato l’estensione della pianta su una superficie pari a 183 ha a Montecristo e 25 a Pianosa.

Le azioni più importanti del progetto sono state:

  • eradicazione del ratto nero a Montecristo, attraverso la distribuzione, anche aerea, di esche rodenticide;
  • eradicazione dell’ailanto a Montecristo mediante diverse modalità di trattamento, anche sperimentali, quali la tecnica chiamata “taglia e spennella” che consiste nel taglio alla base del fusto e lo spennellamento della superficie con una miscela erbicida a bassa persistenza; nebulizzazione di una miscela a base di Gliphosate diluito sulle foglie delle piante più piccole; ”buca e inietta” con l’iniezione profonda di erbicida nel fusto delle piante più grandi e riproduttive;
  • eliminazione di flora esotica con recupero e ampliamento delle boscaglie di ginepro nell’Isola di Pianosa. L’attività ha interessato varie specie tra cui acacie, senecio, fico degli Ottentotti, e l’ailanto;
  • tutela della popolazione di capre dell’Isola di Montecristo da potenziali rischi derivanti dalla eradicazione del ratto nero. Gli interventi hanno riguardato la messa in sicurezza di un nucleo consistente di capre, il trasferimento di alcuni animali al Bioparco di Roma, il monitoraggio della consistenza della popolazione; le analisi mirate a verificare la compatibilità genetica dei nuclei presenti ex situ;
  • ampliamento e recupero di habitat a Montecristo mediante raccolta di germoplasma di specie autoctone (semi, spore o parti di piante), produzione e messa a dimora di piantine in aree preventivamente individuate e protette con recinzioni.

 

RISULTATI RAGGIUNTI

Le azioni messe in campo hanno avuto un immediato effetto positivo sulle specie e gli habitat target.

Degne di nota le modalità di rimozione dei ratti, inedite nel panorama italiano, europeo e mediterraneo sia per quanto riguarda la tecnica di distribuzione aerea del rodenticida che per l’estensione dell’area oggetto di intervento, coincidente con l’intera isola. L’operazione ha avuto carattere dimostrativo anche perché, in particolare a Montecristo, ha riguardato l’eradicazione contemporanea di due diverse specie, il ratto e l’ailanto.

I principali risultati conseguiti sono stati :

  • completa eradicazione del ratto nero. A due anni dall’intervento non sono state trovate tracce dell’animale e Montecristo sembra avviarsi ad essere la più grande isola del Mediterraneo senza questo roditore. L’utilizzo di apparecchiature sofisticate per monitorare in tempo reale la capillare distribuzione delle esche sul territorio ha consentito di ottimizzare tempo e quantità di materiale;
  • 5 specie aliene eradicate: ailanto, fico degli Ottentotti , acacie (Acacia saligna, Acacia pycnantha) e il senecio rampicante.
  • recupero e tutela delle macchie costiere di ginepreti di Pianosa attraverso il taglio dei pini di Aleppo, nonché di alcune leccete relittuali;
  • incremento del 10% delle coppie nidificanti di berta minore a Montecristo come conseguenza dell’eliminazione dei ratti. Già dal primo anno il 95% dei pulli lasciavano il nido illesi. Anche altre specie ornitiche, tra cui molti uccelli migratori, hanno tratto giovamento dalla eliminazione dei ratti. È stato il caso della berta maggiore, la cui presenza sull’isola è stata accertata in occasione del progetto, e del succiacapre. Ma anche di un geco, il tarantolino europeo;
  • tutela della popolazione di capre dai rischi derivanti dalla distribuzione del rodenticida. Ciò ha consentito un’ulteriore e più rapida ripresa della popolazione ircina e al contempo, tramite marcaggio degli individui catturati, è stato possibile valutare con più accuratezza mortalità e produttività della popolazione;
  • circa 250 ettari di habitat protetti hanno tratto beneficio a Montecristo dall’eliminazione della concorrenza dell’ailanto. Tra questi, soprattutto i mosaici formati dai piccoli stagni temporanei mediterranei e dalle praterie sub steppiche. Effetti positivi sono stati determinati dalla rimozione dei ratti che predavano i semi e, grazie alla recinzioni, della brucatura da parte delle capre;
  • a Pianosa circa 10 ettari di macchie a ginepro fenicio sono state favorite dall’eliminazione di piante aliene e di numerosi pini d’Aleppo. Infine, alcune formazioni di duna hanno tratto beneficio dall’eliminazione del fico degli Ottentotti;
  • elaborazione di Piani di eradicazione per il ratto nero, l’Ailanto e le specie invasive dell’isola di Pianosa;
  • Elaborazione manuale sui metodi utilizzati e i risultati ottenuti nei test sperimentali finalizzati all’eradicazione dell’Ailanto;
  • per preservare dal pascolo della capra gli ericeti, la macchia mediterranea e alcuni lecci secolari, sono stati recintati a Montecristo, circa 27 ettari di territorio. All’interno, per favorire la ricostituzione delle formazioni vegetali originarie, sono state messe a dimora 1730 piante di leccio e mirto.
Beneficiario coordinatore 
Corpo Forestale dello Stato
Contatti 
Stefano Vagniluca
Budget 
1.584.856,00
Contributo EU 
792.428,00
Anno Call 
2008
Anno di inizio 
2010
Anno di chiusura 
2014