Progetto

LIFE T.E.N. - Trentino Ecological Network: a focal point for a Pan-Alpine Ecological Network

LIFE T.E.N. - Trentino Ecological Network: a focal point for a Pan-Alpine Ecological Network

Logo LIFE TEN

LIFE T.E.N. - Trentino Ecological Network: a focal point for a Pan-Alpine Ecological Network

 

DESCRIZIONE

La Provincia autonoma di Trento conta nel proprio territorio numerose aree protette tra cui: il versante trentino del Parco Nazionale dello Stelvio, 2 Parchi naturali provinciali, 75 Riserve naturali provinciali, 223 Riserve locali, e 155 Siti della Rete Natura 2000. In Trentino la Rete Natura 2000 è caratterizzata da un’estensione di circa 176.219 ha, con 135 Zone Speciali di Conservazione (ZSC), 1 Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e 19 Zone di Protezione Speciale (ZPS), e complessivamente copre circa il 30% del territorio dell’intera Provincia.

La gestione centralizzata di questa ampia rete di aree protette richiede alla Provincia un grande impegno nel dare attuazione alla politica di tutela attiva attraverso le misure di conservazione sito specifiche per le ZSC – approvate nel 2010 dalla Giunta provinciale – ed individuate come indispensabili per una corretta gestione.  Inoltre, anche per le modalità poco partecipate con cui i siti sono stati individuati, l’accettazione sociale di Natura 2000 a livello locale è stata in passato molto scarsa: Natura 2000 viene percepita prevalentemente come vincolo e limitazione. Per superare questa difficile situazione la Provincia autonoma di Trento ha rovesciato l’approccio alla conservazione della natura, tradizionalmente top-down, attraverso un reale coinvolgimento delle comunità locali. Ciò richiede una strategia complessa ed articolata che non può prescindere dalla partecipazione e collaborazione, dal consenso e dalla complicità delle comunità che vivono il territorio.

L’obiettivo generale del progetto TEN (Trentino Ecological Network) è stato la realizzazione di una Rete Ecologica Polivalente, in quanto unisce alle funzioni di tutela della biodiversità l’obiettivo di valorizzare i servizi ecosistemici resi al territorio, basata sull’istituzione di “Reti di riserve” previste dalla L.P. del 23 maggio 2007 N.11, e la definizione di una nuova strategia gestionale della Rete Natura 2000 del Trentino con l’implementazione di un programma concreto di attività.

É bene sottolineare che la Rete di Riserve non è una nuova tipologia di area protetta, ma un modo diverso di gestire le aree protette già esistenti, in particolare la Rete Natura 2000, facendo leva sul coinvolgimento delle amministrazioni e delle comunità locali nel quadro di un Accordo di programma di durata limitata triennale, rinnovabile, in base al principio della sussidiarietà responsabile già introdotto dal nuovo Piano urbanistico provinciale. L’implementazione di questa strategia ha di fatto messo in pratica una gestione più efficace della Rete ecologica grazie al coinvolgimento, sotto la regia della Provincia, degli Enti Locali e delle parti interessate di diversi settori, in grado di elaborare Piani di gestione integrati in cui le politiche di conservazione dialogano con l’agricoltura, il turismo e di promuovere una valorizzazione socio economica compatibile. La pianificazione di un sistema di gestione integrato di habitat e specie a lungo termine unito ad un programma di ripristino della connettività ecologica ha permesso di realizzare l’aggiornamento del PAF (Priorized Action Framework) di livello provinciale, in linea con quanto previsto dall’art. 8 della Direttiva Habitat.

 

LE FASI DEL PROGETTO

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo gestionale della Rete Ecologica Polivalente, il progetto ha previsto 39 azioni suddivise in: 8 azioni preparatorie; 20 azioni concrete di conservazione; 2 azioni di monitoraggio; 5 azioni di comunicazione; 4 azioni relative alla gestione/amministrazione di progetto.

Le principali azioni sono state dedicate a:

  1. migliorare la conoscenza dello stato ecologico del territorio e delle principali minacce cui sono soggette le specie target, come base per l’impostazione della rete ecologica e la pianificazione di interventi specifici di conservazione e tutela;
  2. sviluppare una banca dati ed un sistema web GIS che consenta la consultazione di dati su specie e habitat necessario per l’elaborazione dell’Inventario Generale e preparare diverse linee guida a livello provinciale per la conservazione delle specie e degli habitat.
  3. sviluppare un nuovo e più efficace modello per la conservazione ambientale, identificando 14 “Ambienti Territoriali Omogenei” (ATO) con caratteristiche ecologiche ed amministrative simili, per ottimizzare la gestione e il collegamento in rete dei siti Natura 2000 e costituire la base territoriale per la creazione e la gestione della Rete ecologica polivalente.
  4. integrare le azioni di conservazione con le politiche di sviluppo come presupposto per gestire la Rete Natura 2000 attraverso la “sussidiarietà responsabile”, in particolare istituendo le “Reti di riserve” con la partecipazione delle istituzioni e delle comunità locali;
  5. istituzionalizzare un “tavolo di lavoro” a livello provinciale con il settore agricolo e turistico per la definizione di strategie e misure agroambientali del Programma di Sviluppo Rurale della Provincia Autonoma di Trento 2014-2020;
  6. istituzionalizzare “tavoli di lavoro” con le Regioni limitrofe per la collaborazione gestionale tra i siti trentini della Rete Natura2000 ed i siti extra provinciali confinanti.
  7. incrementare la partecipazione di amministratori, parti interessate e cittadini tanto nel processo di conservazione quanto nella progettazione dello sviluppo sostenibile del territorio;
  8. produrre un Inventario Generale che fornisca una panoramica delle azioni per il ripristino degli habitat e della connettività ecologica a medio-lungo termine e realizzando l’aggiornamento del PAF.
  9. implementare interventi sperimentali e di dimostrazione per la tutela attiva di specie e habitat prioritari e per il contrasto alle specie alloctone.
  10. monitorare l’efficacia degli interventi progettuali e il loro impatto socio-economico.
  11. massimizzare la diffusione delle informazioni coinvolgendo operatori locali, istituzioni, turisti e il pubblico generico nel processo di tutela proposto da T.E.N.

 

RISULTATI RAGGIUNTI

Di seguito sono riportati alcuni dei più significativi risultati raggiunti nell’ambito delle azioni progettuali sviluppate da LIFE T.E.N.:

  • Realizzazione di una banca dati faunistico/floristica unitaria (rif. Azione A1), consultabile on line, di interesse comunitario presenti nella Provincia di Trento, accessibile al pubblico ed agli enti competenti in materia di tutela e valorizzazione del grande patrimonio faunistico e floristico. Con l'utilizzo di software completamente Open Source (PostgreSQL e PostGIS), il lavoro ha unificato ed uniformato in un’unica sorgente molti set di dati estremamente variegati ed eterogenei, rifacendosi nel processo a standard consolidati (Darwin Core) mirati a rendere il prodotto finale pienamente compatibile con database della biodiversità internazionali (GBIF, Catalogue of Life). Il database è utile anche a supporto delle decisioni nella gestione delle aree protette e nei pareri di Valutazione d’Incidenza Ambientale (VincA). È stato inoltre implementato e sottoscritto da tutti i fornitori dei dati un protocollo per la condisione dei dati e l’aggiornamento della banca dati stessa,
  • Sviluppo di “WebGIS” open source (Mapserver, OpenLayers e Django) per la consultazione grafica del database (rif. Azione A1), attraverso il quale le osservazioni catalogate sono liberamente visibili e scaricabili in modo da favorire un'ampia diffusione delle informazioni in essa contenute e nel contempo sviluppare nella pubblica opinione la consapevolezza del valore e dell'importanza delle specie e degli habitat di interesse comunitario. La sensibilità del dato è stata altrettanto considerata, differenziando la risoluzione di visualizzazione del dato a seconda della sensibilità della specie e della tipologia d'utente che effettua l'accesso alla piattaforma.
  • Individuazione delle priorità di conservazione per specie e habitat (rif. Aziona A2) sulle quali incombono i maggiori rischi conservazionistici a livello europeo e locale e sulle quali sono state individuate successivamente le priorità di intervento. Il grado di priorità è stato calcolato incrociando le minacce che incombono sulle specie di interesse comunitario con il loro valore conservazionistico a scala provinciale, alpina e continentale.
  • Individuazione della connettività e della frammentazione ecologica (rif. Aziona A3) a livello provinciale e verso i territori limitrofi con un’approfondita analisi territoriale e sviluppo di modelli di distribuzione e di abbondanza per le specie di maggior valore o di specie esotiche invasive.
  • Definizione di “Linee Guida provinciali” per la redazione omogenea dei Piani di gestione delle Reti di riserve (rif. Azione A4). Le Reti di riserve istituite ai sensi della LP 11/2007 rappresentano gli strumenti per la gestione dei siti natura 2000. Ogni Rete di riserve si è dotata di uno specifico Piano di gestione che comprende sia gli interventi di gestione attiva e di ricostruzione della connettività, coerenti con le misure di conservazione dei siti di Rete Natura 2000,  sia la valorizzazione socio-economica del territorio attuata attraverso progetti partecipati di sviluppo locale integrato e sostenibile.
  • Definizione di “Linee guida provinciali” per l’attuazione dei monitoraggi nei siti trentini della rete Natura 2000 (rif. Azione A5). Tali tecniche rispondono alle esigenze delle Direttive comunitarie e nel contempo si interfacciano con la banca dati webGIS così da mantenerla costantemente aggiornata.
  • Definizione di  “Linee guida” per la gestione degli habitat di interesse comunitario presenti sul territorio trentino sia all’interno dei siti della Rete Natura 2000 che, più in generale, sull’intero territorio provinciale (rif. Azione A6).
  • Definizione di “Linee guida provinciali” per la gestione dei boschi umidi (91E0) e della vegetazione in alveo in Trentino (rif. Azione A7) e redazione del Piano di Gestione della ZSC IT3120053 “Foci dell’Avisio” e IT3120061 “La Rocchetta”. I boschi umidi, e più in generale la vegetazione igrofila che caratterizza i corsi d’acqua, sono tra le tipologie ambientali che meritano particolari attenzioni  per il loro valore conservazionistico e nel contempo per la loro rarità sul territorio provinciale.
  • Definizione di “Linee guida provinciali” per la gestione di specie focali di interesse comunitario (rif. Azione A8) quali: Anfibi, Chirotteri, Gambero di fiume, Trota marmorata, Specie Ornitiche degli ambienti d'Alta Quota, Specie Ornitiche degli ambienti Forestali, Specie Ornitiche degli ambienti Prativi, Specie Ornitiche delle Zone Umide. Per ciascuna di esse è state realizzate specifiche linee guida che definiscono  la strategia da attuare per garantire la loro tutela. 
  • Progettazione della Rete Ecologica Polivalente del Trentino (rif. Azione C1) attraverso l’identificazione di 14 “Ambiti Territoriali Omogenei” (ATO), potenziali precursori di altrettante Reti di Riserve, nuovo strumento per la gestione dei siti di natura 2000.
  • Definizione degli Inventari delle azioni di tutela attiva e di ricostruzione della connettività nei sistemi territoriali omogenei (rif. Azione C2). L’Inventario riunisce in un unico documento sia le informazioni e i dati che sono contenuti nei diversi Inventari, sia le azioni di tutela attiva e di ricostruzione della connettività proposte e le relative strategie di monitoraggio. L’Inventario Generale è valido 12 anni e costituisce in ultima analisi l’aggiornamento del PAF a livello provinciale, in linea con l’art.8 della direttiva “Habitat” 92/43/CE.
  • Costituzione di 10 “Reti di riserve” che concretizzano la Rete Ecologica Polivalente del Trentino. (rif. Azione C3). Le “Reti di riserve” (RR) istituite sono: RR Parco Naturale Locale “Monte Baldo”, RR Bondone, RR Alta Val di Cembra - Avisio, RR Sarca Basso Corso, RR Sarca Medio-Alto Corso, RR Alpi Ledrensi, RR Fiemme - Destra Avisio, RR Alto Noce, RR Val di Fassa - Cordanza per l patrimonie naturèl de Fascia, RR Valle del Chiese, RR Brenta.
  • Riconoscimento di Biosfera UNESCO “Alpi Ledrensi e Judicaria” a seguito di un lungo iter di candidatura dell’area Reti di Riserve Alpi Ledrensi e delle adiacenti valli Giudicarie (rif. Azione C3).
  • Costituzione di un “tavolo di lavoro” per definire le misure di conservazione nel Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 e nelle politiche di turismo sostenibile della Provincia Autonoma di Trento (rif. Azione C4). Nello specifico è stata definita la Strategia TURNAT (Strategia di sviluppo turistico sostenibile nelle Aree protette del Trentino), e nell’ambito di questa strategia è stato seguito il processo di certificazione CETS ( Carta Europea per il Turismo Sostenibile  al sistema delle Reti di riserve del Trentino) e sono state definite le misure di conservazione del Programma di Sviluppo Rurale (PSR 2014-2020) del Trentino Alto Adige.
  • Istituzionalizzazione di “tavoli di lavoro” con le Regioni limitrofe sulla Rete Ecologica Polivalente del Trentino  (rif. Azione C5) grazie ai quali sono stati sottoscritti il Protocollo d’Intesa tra Provincia Autonoma di Trento e Regione Veneto e il Protocollo d’Intesa tra Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano. Tale collaborazione permetterà in futuro di coordinare la gestione dei siti “frontalieri” della Rete Natura 2000, di scambiarsi informazioni sullo stato di conservazione e sulle relative misure di tutela, ma anche di realizzare azioni  comuni.  
  • Individuazione delle fonti di finanziamento per le misure di conservazione  (rif. Azione C20) per garantire una sostenibilità economica della Rete Ecologica Polivalente del Trentino, esplorando tutte le potenzialità di finanziamento sia a livello locale che nazionale e comunitario.
  • Promozione di attività di recupero di prati aridi (habitat 6210*) e prati da fieno (habitat 6510, 6520), (rif. Azione C6). Nella ZSC IT3120150 “Talpina-Brentonico”, grazie ad operazioni di sfalcio e decespugliamento, sono stati recuperati 3,8 ha di prati aridi (habitat 6210) incespugliati e/o imboschiti. Nell’ambito dell’operazione 16.5.1 del PSR 2014-2020 il Comune di Brentonico ha  definito un progetto territoriale collettivo avente lo scopo di coinvolgere proprietari e aziende agricole nell’ambito dell’impegno pluriennale di gestione degli habitat prativi nei siti Natura 2000 (ZSC IT3120173 “Monte Baldo di Brentonico”, IT3120150 “Talpina- Brentonico” e IT3120111“Manzano”). Inoltre, il Comune di Brentonico grazie all’operazione 4.4.3 del PSR ha recuperato ulteriori 1,23 ha interessati dall’habitat 6210 nella ZSC IT3120150 “Talpina- Brentonico”.
  • Promozione di azioni di recupero di boschi umidi (91E0*) in zone umide lentiche e lotiche (rif. Azione C7) grazie ad un Piano di tutela e recupero  che ha interessato la ZSC IT3120043 “Pizè”, la ZSC-ZPS IT3120038 “Inghiaie”, la ZSC-ZPS IT3120039 “Canneto di Levico”e la  ZSC-ZPS IT3120061 “La Rocchetta”; tale piano ha permesso la realizzazione di interventi duplici, sia come contenimento di specie alloctone che come messa a dimora di piante autoctone, situate nei boschi umidi di 4 siti Natura 2000 dell’Alta Valsugana. Nello specifico, i risultati ottenuti sono stati: il contenimento di specie arboree estranee ai boschi umidi; la messa a dimora di 623 piantine di farnia, di tiglio, carpino bianco, acero di montagna, e sorbo degli uccellatori; la cercinatura di 80 esemplari maturi di Robinia pseudoacacia su una superficie complessiva di 1,71 ha e la dimostrazione concreta di buone pratiche di gestione dei boschi umidi lungo un tratto di torrente.
  • Recupero di molinieti (6410) e torbiere (7XXX) grazie a progetti territoriali collettivi a finalità ambientale  (rif. Azione C8) realizzati nell’ambito del PSR 2014-2020 in 3 siti Natura 2000 dell’Alta Valsugana e attraverso il sostegno economico alle pratiche di sfalcio, alla lotta alle specie vegetali “aliene” e al ripopolamento con esemplari di praterie a molinia e di torbiere). Nello specifico i risultati ottenuti sono stati i seguenti: presso la ZSC-ZPS IT3120038 “Inghiaie” recupero di 0,08 ha di molinieto e messa a dimora di 200 piante di Molinoa Coerulea e di 100 esemplari di Filippendula ulmaria; sono stati sfalciati ulteriori 1,1 ha con presenza di molinieti e torbiere soggetti all’invasione da parte della cannuccia di palude; presso la ZSC IT3120043 ”Pizè” sono stati recuperati 1,6 ha soggetti all’invasione da parte della vegetazione arborea e arbustiva mediante taglio ed esportazione della biomassa; presso la ZSC IT3120091 “Alberè di Tenna”, recupero di una radura di 0,54 ha con molinieti e torbiere in cui erano presenti avanzate dinamiche di invasione del bosco;
  • Miglioramento di un corridoio ecologico della Valle dell’Adige  (rif. Azione C9): nella ZSC IT3120053 “Foci dell'Avisio” sono state create due fasce discontinue ed articolate di bosco lungo i fianchi della golena che accoglie il corso d’acqua in destra e sinistra orografica; tali fasce di bosco favoriscono  il passaggio degli animali riducendo in maniera significativa il disturbo proveniente dalle zone rurali e dalle aree urbanizzate circostanti. Si è ottenuto inoltre un significativo potenziamento della funzionalità della golena del torrente Avisio in qualità di “corridoio ecologico” grazie alla messa a dimora di oltre 16.000 piante di circa 35 specie diverse (specie arbustive a bacca edule).
  • Salvaguardia delle popolazioni autoctone di gambero di fiume (rif. Azione C10) tramite l’implementazione di un Piano di gestione a scala provinciale. Lungo alcuni fossati della al d'Adige si è regolarizzata la quantità di acqua al fine di ridurre lo stress per gli animali causato dagli sbalzi del livello idrico ed è stata realizzata la mappatura genetica sulle popolazioni trentine di gambero di fiume; nel Lago Costa è stata eradicata la popolazione di gamberi americani alloctoni.
  • Salvaguardia delle popolazioni di trota marmorata lungo il fiume Adige (rif. Azione C11), a monte della confluenza del torrente Avisio, nella ZSC IT3120053 “Foci dell’Avisio”. Nello specifico sono stati creati 3 pannelli deflettori con soglie in massi e ciò ha permesso di creare un significativo miglioramento ambientale del fiume Adige aumentando in maniera sostanziale la capacità di ospitare esemplari di trota marmorata e facilitando il loro ripopolamento.
  • Salvaguardia delle popolazioni di ululone dal ventre giallo (rif. Azione C12) su due aree localizzate nel tratto della Val d'Adige tra Trento e Mezzolombardo, nelle quali sono state create delle piccole depressioni umide in ex cave e realizzate piccole vasche in cemento lungo i fossi per contrastare il loro prosciugamento nei periodo di siccità. Ciò ha incrementato e "messo in sicurezza" due delle principali popolazioni di ululone dal ventre giallo presenti in Trentino. I risultati specifici ottenuti sono stati i seguenti: n.2 ex cave recuperate; n.18 siti riproduttivi creati in ex cave; n. 17 vaschette in cemento PVC installate in ex cave; n. 51 buche create in contesti agricoli privati con annesso piano di manutenzione; 106 m di canale ripulito e portato alla luce; realizzato uno stagno con una superficie di 50 mq e 120 cm di profondità.
  • Protezione degli uccelli rapaci dall’elettrocuzione (rif. Azione C13) mediante la modifica di alcuni tratti di linea di bassa (BT) e media tensione (MT), al fine di consentire ai rapaci di atterrare, rimanere appollaiati e involarsi tenendosi a distanza dagli elementi in tensione. Nel dettaglio sono stati messi in sicurezza 2 Km lineari di impianti di BT e MT mediante 4 diverse tipologie d’intervento, presso l’abitato di Zambana Vecchia (TN) e in loc. Vela nel Comune di Trento, con sostituzione dei conduttori aerei, l’isolamento dei conduttori tramite idonei nastri isolanti (tipo OLIT) e la totale disalimentazione di una tratta di linea mediante l’interruzione della continuità dei conduttori sul traliccio di derivazione. Si è ottenuto una sostanziale attenuazione della pericolosità degli elettrodotti per gli uccelli di grandi dimensioni con conseguente significativa riduzione della mortalità causata da elettrocuzione ed impatti.
  • Promozione della salvaguardia delle popolazioni di re di quaglie (rif. Azione C14) nelle aree di maggior presenza della specie, quali l’Altopiano del Tesino nel Trentino orientale e l’Alta Val di Non nel Trentino occidentale. In ciascuna zona è stato stipulato con i proprietari dei prati un “patto per la tutela del re di quaglie” per promuovere la conservazione della specie contestualmente a una gestione sostenibile (in termini naturalistici e agronomici) delle superfici foraggere che ospitano il re di quaglie. Nello specifico tale percorso ha portato, nell’Alta Val di Non, all’attivazione, nell’ambito del PSR 2014-2020, operazione 16.5.1, del Progetto territoriale collettivo a finalità ambientale “Re di quaglie”, che ha coinvolto 8 aziende agro-zootecniche per un totale di circa 20 ha a prato vincolati a sfalcio tardivo per 5 anni. Per l’Altopiano del Tesino è stata attivata, nel 2016, l’operazione 4.4.3 del PSR 2014-2020 (“Interventi non produttivi per connettività ecologica e recupero di habitat Natura 2000 e agricoli a valore naturalistico”) per il recupero di 7,7 ha di superficie potenzialmente idonee al re di quaglia attualmente degradate/abbandonate e rimboschite.
  • Promozione della salvaguardia dell’averla piccola (rif. Azione C15) in un’area della Val di Fiemme che ospita un’importante popolazione di tale specie, incentivando i proprietari agricoli ad aderire all’operazione 16.5.1 (PSR 2014-2020) per la tutela di prati e pascoli, per le siepi, i muretti a secco e i rivi. Nello specifico nella zona è stato attivato, per 5 anni, il Progetto territoriale collettivo a finalità ambientale “Averla piccola” che ha coinvolto 8 aziende per un totale di 5.800 metri lineari di siepi da recuperare e manutenere ai fini della conservazione dell’averla piccola.
  • Salvaguardia delle popolazioni di coturnice (rif. Azione C16) tramite arresto della perdita di habitat in praterie alpine nel territorio del Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino. E’ stata favorita, a tale scopo, la nascita di una società locale di allevatori attraverso potenziamento della pratica tradizionale del pascolo ovi-caprino. Nello specifico, sono stati recuperati 182 ettari di habitat idoneo alla coturnice tramite la costituzione e il pascolo di un gregge composto da 66 pecore di razza Tingola e Lamon e, l’utilizzo di un trailer per il trasporto delle pecore (acquistato con fondi LIFE, al pari del gregge di pecore); è stato inoltre realizzato un progetto di turismo escursionistico con l’utilizzo di 4 asini (anch’essi acquistati con fondi LIFE) per il trekking someggiato, così da incrementare le fonti di reddito per la società, ed è stato implementato un progetto di valorizzazione delle lane autoctone denominato “Chiudere una filiera per aprire un’opportunità”, occasione per riattivare una filiera da anni dimenticata per ritornare ad utilizzare, sotto varie forme, la lana vergine naturale.
  • Salvaguardia delle popolazioni di fagiano di monte  (rif. Azione C17).  Dopo la redazione del Manuale sui “Miglioramenti ambientali degli ambienti riproduttivi del fagiano di monte sulle Alpi”, nella ZSC IT3120015 “Tre Cime Monte Bondone” sono state riqualificate arene di canto e aree di alimentazione del fagiano, grazie al taglio parziale e selettivo delle macchie di pino mugo (Pinus mugo) che hanno invaso la zona, così da consentire la successiva ricostituzione sulle superfici “recuperate” delle praterie alpine originariamente presenti. L’area complessiva di habitat idoneo alla sopravvivenza del fagiano di monte recuperata è pari a 2 ha, articolata in corridoi ad ampiezza variabile (3-6 metri) che hanno consentito il ripristino della connessione ecologica fra due superfici isolate.
  • Eradicazione della specie invasiva Poligono del Giappone (rif. Azione C18). Grazie alla realizzazione dell’ “Atlante sulle 50 specie floristiche esotiche del Trentino” e della “Relazione tecnica di controllo e eradicazione della specie invasiva Poligono del Giappone” sono state individuate le tecniche più idonee per l’eradicazione di piante di Poligono del Giappone nel territorio del Parco Naturale Adamello Brenta. Successivamente, è stato possibile attuare un intervento di eradicazione di nuclei della specie invasiva presenti su 6 ha di superficie del Parco, permettendo così il ripristino di spazi naturali lungo le rive del Sarca ed il ritorno della vegetazione autoctona.
  • Realizzazione di quattro progetti integrati di salvaguardia degli habitat e di sviluppo socio-economico sostenibile  (rif. Azione C19) nei territori del Parco Naturale Locale “Monte Baldo “, nella Rete di Riserve “Alpi Ledrensi” e negli ATO Brenta e Lagorai.

 

Beneficiario coordinatore 
Provincia Autonoma di Trento
Contatti 
Daniele Bassan
Budget 
1.728.522
Contributo EU 
862.014
Anno Call 
2011
Anno di inizio 
2012
Anno di chiusura 
2017