Report EEA sul ripristino di laghi e fiumi delle città europee

31 Ottobre - La gestione degli ecosistemi lacustri e fluviali obiettivo anche  del progetto LIFE INHABIT presente sulla Piattaforma delle Conoscenze e tema di una recente conferenza del CNR.

Fiumi e laghi di molte città europee, degradati  causa di un’intensa urbanizzazione, sono stati riportati in vita grazie a innovativi progetti di gestione delle acque. L’Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato una relazione, Rivers and lakes in European cities: Past and future challenges, che ha passato  in rassegna le diverse strategie adottate da 17 autorità locali (fra cui Oslo, Madrid, Vienna e Bucarest) per migliorare lo stato di salute delle acque urbane nel contesto di progetti di rigenerazione delle città. Una raccolta di utili esempi su approcci di pianificazione e progettazione per rendere le città resilienti dal punto di vista sociale e ambientale, in considerazione del ruolo chiave che laghi e corsi d’acqua rivestono per lo sviluppo urbano e la qualità della vita dei cittadini. La relazione prende in esame le principali sfide necessarie per migliorare la qualità delle acque dei fiumi e laghi nonché per assicurare la disponibilità e la fornitura di acqua potabile; per la gestione delle inondazioni; il coinvolgimento delle parti interessate in materia di governance.

Rendere maggiormente efficace la gestione degli ecosistemi fluviali e lacustri è stato anche l’obiettivo del progetto LIFE INHABIT, realizzato in due regioni italiane, Piemonte e Sardegna, presente sulla Piattaforma delle Conoscenze nella sezione “Acqua”. Il progetto ha avuto lo scopo di integrare le informazioni sulle caratteristiche idromorfologiche locali e di habitat in misure pratiche volte a migliorare i Piani di Gestione dei Bacini Idrografici attraverso cui gli Stati membri applicano a livello locale la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (DQA),  garantendo l’attendibilità della valutazione dello stato ecologico delle acque nel Sud dell’Europa. Tra i vari risultati progettuali da segnalare il metodo Lake Habitat Survey (LHS) per la caratterizzazione degli habitat lacustri che consente una migliore comprensione dello stato ecologico di laghi e invasi utile alla elaborazione dei Piani di gestione.

Le problematiche legate alla gestione degli specchi lacustri, in particolare dei laghi profondi subalpini, è stato il tema di un convegno organizzato dall’Istituto per lo studio degli ecosistemi del CNR, che si è svolto a Verbania Pallanza (VB) lo scorso 25 ottobre. I laghi Maggiore, Orta, Lugano, Como, Iseo e Garda  forniscono l’85% del volume totale di riserva d'acqua dolce del Paese. Una preziosa riserva di biodiverstità da proteggere e  conservare. Il punto nodale è conciliare lo sviluppo delle aree intorno ai laghi e allo stesso tempo mantenere il loro assetto naturale e idrologico. La conferenza di Verbania è stata l’occasione per fare il punto sui risultati degli studi più recenti e  per un confronto tra i diversi enti deputati alla loro gestione.