Rapporto EEA : Lo stato dell’ambiente in Europa nel 2020

14 gennaio 2019 - Lo scorso dicembre l’Agenzia europea dell’ambiente (EEA) ha pubblicato il rapporto “L’ambiente in Europa: stato e prospettive nel 2020 (SOER 2020)”. Il rapporto evidenzia che nonostante le politiche climatiche e ambientali dell’UE abbiamo portato al raggiungimento di vantaggi sostanziali negli ultimi decenni, l’Europa si trova ad affrontare sfide complesse: perdita della biodiversità, uso delle risorse, impatto dei cambiamenti climatici e rischi ambientali per la salute e il benessere.

Nonostante le numerose criticità un futuro sostenibile e a basse emissioni di carbonio è ancora possibile. Il SOER delinea sette aree chiave, di seguito indicate, nelle quali intervenire per rimettere l’Europa in carreggiata affinché possa raggiungere gli obiettivi e le ambizioni fissate per il 2030 e il 2050:

  1. realizzare il potenziale non sfruttato delle attuali politiche ambientali. La piena attuazione delle politiche esistenti farebbe avanzare notevolmente l’Europa verso il raggiungimento dei suoi obiettivi ambientali per il 2030;
  2. adottare la sostenibilità come quadro di riferimento per l’elaborazione delle politiche. Lo sviluppo di quadri strategici a lungo termine con obiettivi vincolanti – a cominciare dal sistema alimentare, dalle sostanze chimiche e dallo sfruttamento del suolo – stimolerà e guiderà azioni coerenti in vari settori d’intervento e in tutta la società;
  3. mettersi alla guida dell’azione internazionale verso la sostenibilità. L’UE dovrebbe utilizzare la propria influenza diplomatica ed economica per promuovere l’adozione di accordi internazionali ambiziosi in settori quali la biodiversità e l’uso delle risorse;
  4. promuovere l’innovazione nella società. La possibilità di cambiare rotta dipenderà strettamente dalla nascita e la diffusione di diverse forme di innovazione che possano innescare nuovi modi di pensare e di vivere;
  5. aumentare gli investimenti e riorientare il settore finanziario per supportare progetti e imprese sostenibili. Per raggiungere questo obiettivo occorre investire nel futuro, facendo pieno uso dei fondi pubblici per sostenere l’innovazione e soluzioni fondate sulla natura, aggiudicando appalti sulla base di criteri di sostenibilità e prestando sostegno alle regioni e ai settori interessati. Questo implica impegnare anche il settore finanziario in investimenti sostenibili attraverso l’attuazione ed il  miglioramento del piano d’azione sulla finanza sostenibile dell’UE;
  6. gestire i rischi e garantire una transizione socialmente equa. Affinché la transizione verso la sostenibilità sia efficace, le società dovranno riconoscere i rischi potenziali, le opportunità e i compromessi nonché individuare le modalità per gestirli. Le politiche nazionali e dell’UE svolgono un ruolo essenziale nella realizzazione di “transizioni giuste”, assicurandosi che nessuno rimanga indietro;
  7. creare più conoscenze e competenze. Tale politica comporta un’ulteriore enfasi sulla comprensione dei sistemi responsabili delle pressioni ambientali, dei percorsi verso la sostenibilità, delle iniziative promettenti e degli ostacoli al cambiamento. È necessario rafforzare ulteriormente le capacità di farsi strada in un mondo in rapido mutamento e di investire in istruzione e competenze.

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