Pubblicato il rapporto ISPRA “Stato di attuazione del Patto dei Sindaci in Italia”

30 aprile 2020 - Pubblicato da ISPRA il rapporto relativo allo “Stato di attuazione del Patto dei Sindaci in Italia” che riassume l’andamento dell’iniziativa nei Comuni Italiani. Il “Patto dei Sindaci” in Italia ha avuto un’adesione di oltre il 58% dei Comuni italiani, che negli anni si sono impegnati a realizzare un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) con l’orizzonte temporale al 2020, o un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) con l’orizzonte temporale al 2030. La partecipazione delle amministrazioni locali all’iniziativa Patto dei Sindaci prevede oggi tre fasi:

  • l’adesione, ovvero un atto con cui il Sindaco del Comune formalizza la partecipazione dell’amministrazione e l’impegno ad attuare le fasi successive;
  • la presentazione, entro due anni, di un piano d’azione (PAES/PAESC), che richiede in via preventiva la realizzazione di un inventario di base delle emissioni di gas serra (IBE) e, nel caso del PAESC, l’integrazione delle considerazioni in materia di adattamento attraverso una o più valutazioni su rischio e vulnerabilità (VRV);
  • il monitoraggio, che consiste nella verifica dei progressi nell’attuazione degli impegni intrapresi con la stesura di appositi rapporti di monitoraggio su base biennale.

Dal rapporto di Ispra emerge che:

  • circa il 29,3% dei Comuni firmatari ha aderito al Patto dei Sindaci ma non è riuscito a giungere alla presentazione di un PAES;
  • circa il 48,8% ha realizzato un inventario delle emissioni di gas serra ed ha presentato un PAES senza tuttavia giungerne al monitoraggio;
  • solo il 21,9% ha raggiunto la fase di monitoraggio e ha verificato l’effettivo andamento delle emissioni e/o delle azioni annunciate.

Dal rapporto risulta come i firmatari in maggiore difficoltà nell’attuare le differenti fasi previste dal Patto dei Sindaci risultino essere i Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti, mentre risultati leggermente migliori sono raggiunti dai Comuni con popolazione tra i 3.000 ed i 100.000 abitanti. Nettamente migliori sono i risultati dei Comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, mentre appaiono poco significativi i dati relativi alle città con popolazione superiore ai 250.000 abitanti per via dell’esiguo numero di città aderenti.

Ispra rileva, da tali dati, una possibile correlazione tra la grandezza dei Comuni e la loro capacità di rispondere agli adempimenti posti dal Patto dei Sindaci, suggerendo che un ostacolo significativo possa essere costituito dalla carenza di adeguato personale tecnico, sia in termini numerici che di competenze, all’interno alle amministrazioni comunali.

Ispra, tuttavia, invita a considerare le potenzialità del Patto dei Sindaci. Se tutti i Comuni firmatari italiani, infatti, avessero avuto una performance corrispondente a quella conseguita dai Comuni giunti alla presentazione di un inventario di monitoraggio (MEI), avrebbero conseguito nel loro insieme una riduzione aggiuntiva delle emissioni di gas serra equivalenti ad una quota tra il 6,0% e il 7,7% delle emissioni nazionali italiane rendicontate nel 2017 (esclusi assorbimenti dal settore LULUCF).

Il rapporto conclude che la soluzione alla principale criticità emersa dallo studio, rappresentata dal ridotto grado di partecipazione e performance da parte dei Comuni di taglia medio-piccola, potrebbe essere affrontata e risolta con un potenziamento dell’azione congiunta da parte dei piccoli Comuni, ad esempio ponendo in essere meccanismi che incentivino la presentazione di PAESC congiunti allo scopo di raggiungere delle soglie minime di popolazione, quantomeno superiori ai 3.000 abitanti.

Un approccio congiunto alla stesura e alla realizzazione del Piano d’azione potrebbe portare a:

  • una maggiore armonizzazione dei dati e delle metodologie;
  • una maggiore condivisione delle competenze tecniche nonché del personale necessario non solo all’adesione e alla stesura del Piano, ma anche per le fasi di monitoraggio previste;
  • una più adeguata gestione della tematica dell’adattamento al cambiamento climatico (che avrà un ruolo rilevante nei PAESC) su aree omogenee dal punto di vista fisico-climatico.