Pubblicato il quarto rapporto sull’economia circolare ad opera dell’Agenzia europea dell’Ambiente

Quarto rapporto economia circolare20 novembre 2019 - Il rapporto Paving the way for a circular economy: insights on status and potentials (Preparare la strada per un’economia circolare: approfondimenti su stato attuale e potenzialità), pubblicato dall’Agenzia europea per l’ambiente (AEE), oltre ad evidenziare i risultati ottenuti nel settore dell’economia circolare mette in luce le questioni che richiedono ulteriore attenzione nei prossimi anni, facendo il punto sulle iniziative che riducono il consumo delle risorse naturali e minimizzano le emissioni in atmosfera e la produzione di rifiuti.

Il presente studio, offre una panoramica dello stato delle conoscenze su materiali, prodotti e rifiuti, benché i dati riferiti alla circolarità dell’economia possono essere valutati solo parzialmente al momento, in quanto sono disponibili pochi dati sul riutilizzo, la riparazione e la rigenerazione dei materiali.

Dallo studio emerge che solo il 10% dei materiali impiegati viene recuperato e riutilizzato. Questo tasso di circolarità varia dall’1% per elementi come litio e silicio a oltre il 50% per argento e piombo, ma nella maggior parte dei casi è indice di potenzialità sprecate. Il rapporto rappresenta inoltre come i volumi di rifiuti siano aumentati del 3% tra il 2010 e il 2016, facendo tuttavia crescere di pari passo anche la percentuale del riciclo (50-54%) e quella dell’incenerimento con recupero di energia (12-18%). Le discariche invece sono diminuite dal 29% al 24% nello stesso periodo, sebbene esistano grandi differenze tra i singoli Paesi.

Il rapporto prosegue evidenziando una serie di aree prioritarie di intervento in cui l’integrazione dei principi di circolarità in processi di innovazione, come ad esempio nella promozione di nuove regole di progettazione, e il cambiamento degli stili di vita dei consumatori, nonché una diversa finanza e politiche fiscali ad hoc, sarebbero uno stimolo per la transizione verso l’economia circolare. I fattori abilitanti e gli ostacoli ai modelli di business circolari devono infatti essere ben compresi e affrontati prima di poter migliorare l'innovazione e la competitività.

Lo studio svolto dall’Agenzia europea per l’ambiente approfondisce inoltre le misure adottate da 21 dei 32 paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE): in generale, oltre che i quadri strategici costruiti su diverse scale di governance, si tratta di strumenti normativi o basati sul mercato, dedicati al comparto del riciclo e del recupero energetico. L’eco-design, l’attenzione ai consumi e il riutilizzo possono invece contare su approcci comunicativi quali campagne di comunicazione ed etichette informative.

Nell’ultimo capitolo vengono invece esplorati i limiti dei sistemi di conoscenza esistenti e le opportunità di renderli adatti per il ventunesimo secolo.

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