Pubblicata la Relazione della Commissione Europea sullo stato della natura in Europa

Relazione CE stato della natura in Europa04 novembre 2020 - Le direttive Uccelli e Habitat dell'Unione Europea, sono alla base della Rete di aree protette Natura 2000 e costituiscono i pilastri della politica dell'UE in materia di biodiversità. L’obiettivo generale delle due Direttive è di assicurare uno stato di conservazione favorevole delle specie e dei tipi di habitat di importanza comunitaria, proteggendo tutti gli uccelli selvatici (oltre 460 specie), gli habitat rappresentativi e minacciati (233 tipi) e quasi 1.400 ulteriori specie faunistiche e floristiche.

Per consentire alla Commissione Europea di misurare i progressi compiuti per il raggiungimento degli obiettivi delle Direttive sulla tutela della natura, gli Stati membri sono tenuti a presentare ogni sei anni, una Relazione sullo stato e sulle tendenze di conservazione degli habitat e delle specie da esse tutelati.

Il 15 ottobre scorso, la Commissione Europea ha pubblicato la Relazione sullo stato e sulle tendenze delle specie e dei tipi di habitat protetti dalle direttive Uccelli e Habitat nel periodo 2013-2018 (COM(2020) 635 final).

Tale relazione, che costituisce la terza valutazione dello stato di conservazione nell'UE in attuazione delle Direttive Uccelli e Habitat, offre una panoramica completa della situazione in cui versano le specie e gli habitat europei più vulnerabili tutelati dalla legislazione dell'UE in materia di protezione della natura.

Dalla valutazione emerge che l'Unione Europea non è ancora riuscita ad arginare il declino di habitat e specie protetti di interesse comunitario e che persiste un notevole ritardo nel conseguimento dell'obiettivo per il 2020 di arrestare e invertire in misura quantificabile il deterioramento dello stato delle specie e degli habitat.

Le iniziative nell'ambito del Programma LIFE dell'UE, i regimi agroambientali specifici nel quadro della politica agricola comune e la Rete Natura 2000, continuano a produrre un impatto positivo, ma occorre ampliarne notevolmente la portata. 

Il rapporto evidenzia alcuni progressi raggiunti nell'attuazione delle due Direttive negli ultimi sei anni, come l’ampliamento significativo della Rete Natura 2000 e l’aumento dei siti dotati di Piani di Gestione; tuttavia emerge che la creazione di una rete di Aree protette è ancora incompleta, soprattutto nell'ambiente marino.

Per molti siti, devono ancora essere istituite le misure di conservazione necessarie, basate su obiettivi di conservazione definiti e per i quali gli investimenti da realizzare non sono stati concretizzati.

Le esigenze della natura non sono state integrate nelle principali politiche sull'uso del suolo e delle acque per superare le pressioni negative ascrivibili all’agricoltura e alla silvicoltura. Per molti siti Natura 2000 marini, devono ancora essere concordate e poste in essere misure di gestione della pesca.

Inoltre, i cambiamenti climatici rappresentano una minaccia crescente, con previsioni di un forte aggravamento delle pressioni e degli effetti diretti e indiretti su specie e habitat, derivanti ad esempio da cambiamenti nell'uso del suolo e nell'ubicazione e qualità degli habitat.

In sintesi, dai dati raccolti ed analizzati sullo stato e sulle tendenze delle specie e dei tipi di habitat protetti dalle direttive Uccelli e Habitat nel periodo 2013-2018 emerge la necessità di operare un cambiamento radicale per una reale possibilità di riportare la biodiversità in Europa sulla via del recupero ambientale entro il 2030, come previsto nella nuova Strategia Europea sulla biodiversità .