Pubblicata la decima Relazione della Commissione Europea sull’applicazione della Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane

29 settembre 2020 - Il 10 settembre è stata pubblicata la decima relazione biennale (COM(2020) 492 final) della Commissione Europea sull’applicazione, da parte degli Stati membri, della Direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e dei relativi programmi di investimento.

La relazione, contiene una sintesi della valutazione dei dati comunicati dagli Stati membri per il 2016, riferiti ad oltre 23.600 agglomerati, che hanno prodotto un carico di acque reflue pari a 612 milioni di abitanti equivalenti, principalmente da fonti domestiche, ma che includono anche acque reflue industriali e acque meteoriche di dilavamento.

Secondo quanto emerge dal Rapporto, negli ultimi dieci anni, l'Unione Europea ha registrato miglioramenti nella raccolta e nel trattamento delle acque reflue urbane, con tassi di conformità pari al 95 % per la raccolta (attraverso reti fognarie e sistemi individuali o altri sistemi adeguati), dell'88 % per il trattamento secondario (biologico) e dell'86 % per il trattamento più spinto (eliminazione del fosforo e dell'azoto).

Sebbene si registri una tendenza positiva, la piena conformità alla direttiva non è ancora stata raggiunta: l’1 % delle acque reflue urbane non è ancora raccolto e oltre il 6 % non è trattato in modo soddisfacente e non rispetta le norme in materia di trattamento biologico secondario. In molti Stati membri gli investimenti attuali sono insufficienti a raggiungere e mantenere la conformità a lungo termine di tali interventi e in diverse città dell’Unione occorre costruire o ammodernare le infrastrutture per la raccolta delle acque reflue, oltre che prevedere moderni impianti di trattamento.

La Relazione evidenzia che il finanziamento e la pianificazione costituiscono le principali problematiche cui deve far fronte il settore dei servizi idrici. Nello specifico, la stima del fabbisogno di investimento totale per garantire il rispetto della Direttiva, calcolato nel 2016 da tutti gli Stati membri (compreso il Regno Unito), ammonta a quasi 229 miliardi di Euro. La Commissione collaborerà con gli Stati membri per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal nuovo Quadro finanziario pluriennale e dal Piano per la ripresa europea, inserendo il trattamento dell'acqua e i servizi igienico-sanitari tra le massime priorità. Infine, sempre in riferimento alla Direttiva, il Rapporto rivela che la Commissione ha avviato di recente una valutazione d'impatto delle opzioni strategiche  per renderla adeguata alle esigenze future.

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