Presentato il Piano d’azione dell’UE “Resilienza delle materie prime critiche: tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza e sostenibilità”

Immagine piano materie prime14 settembre 2020 - Il 3 settembre 2020, la Commissione europea ha presentato il Piano d’Azione per le “materie prime critiche” (COM(2020) 474 final), ossia le materie prime più importanti dal punto di vista economico che presentano un elevato rischio di approvvigionamento.

Il Piano d’Azione analizza le sfide attuali e future e propone azioni tese a ridurre la dipendenza dell'Europa dai paesi terzi, diversificando l'approvvigionamento da fonti primarie e secondarie, migliorando l'efficienza delle risorse e l’uso circolare e promuovendo nel contempo un approvvigionamento responsabile a livello mondiale. L'accesso alle risorse costituisce infatti una questione di sicurezza strategica per realizzare l’ambizioso  Green Deal europeo.

Il Piano, corredato dall'elenco delle materie prime critiche per l'UE del 2020 (l’elenco aggiornato per tenere conto della mutata importanza economica e dei nuovi rischi di approvvigionamento comprende 30 materie prime rispetto alle 14 del 2011) e da uno studio prospettico sulle materie prime critiche per le tecnologie e i settori strategici, si articola in dieci azioni concrete, con orizzonte temporale al 2030 e 2050.

Nelle prossime settimane, la Commissione prevede di istituire un'alleanza europea per le materie prime, che riunirà tutti i portatori di interessi coinvolti. Entro il 2021, verranno inoltre definiti i criteri di finanziamento sostenibile per i settori delle attività estrattive, minerarie e di trasformazione negli atti delegati sulla tassonomia.

In linea con il Green Deal europeo, altre azioni riguarderanno l’uso circolare delle risorse e l’innovazione tramite: l’avvio di attività di ricerca e innovazione sulle materie prime critiche, attraverso i programmi Horizon 2020 e il futuro Horizon Europe, oltre che i programmi Nazionali; per quanto riguarda le nuove tecnologie estrattive, il trattamento e riciclo dei rifiuti, attraverso i materiali avanzati e la sostituzione dei materiali con i rifiuti riprocessati; la mappatura del potenziale approvvigionamento di materie prime critiche secondarie, ricavate da scorte e rifiuti dell'UE per individuare progetti di recupero realizzabili.

Al fine di utilizzare al meglio le risorse interne, la Commissione collaborerà con gli Stati membri e le regioni europee per individuare i progetti di estrazione mineraria e di trasformazione nell'UE che possono essere operativi entro il 2025, prestando particolare attenzione alle regioni carbonifere e ad altre regioni in transizione. Un importante supporto all’individuazione ed al monitoraggio durante l’intero ciclo di vita dei siti estrattivi delle materie prime critiche potrà essere fornito dal sistema di telerilevamento basato sul programma europeo di osservazione Copernicus.

Inoltre, per garantire l'approvvigionamento di materie prime critiche che non sono disponibili in Europa, la Commissione favorirà lo sviluppo di partenariati strategici internazionali. Nelle diverse sedi di cooperazione internazionale, la Commissione si farà promotrice di pratiche minerarie responsabili per le materie prime critiche.