Nuova agenda urbana: fissati gli standard globali delle città del futuro

28 Ottobre - La Conferenza internazionale Habitat III, organizzata da Un-Habitat, l’Agenzia delle Nazioni Unite sugli Insediamenti Umani, che si è svolta a Quito in Ecuador dal 17 al 20 ottobre, è stata dedicata al tema dello sviluppo urbano sostenibile. Nell’ambito della conferenza 193 Stati hanno sottoscritto la Nuova agenda urbana,  la terza a partire dal 1976. Il documento quadro guiderà l’urbanizzazione dei prossimi 20 anni.
Al centro del dibattito, gli insediamenti umani e lo sviluppo urbano sostenibile per ripensare il nostro modo di costruire, gestire  e vivere le città sulla base della cooperazione tra tutte le parti interessate compresi i governi locali, le organizzazioni multilaterali, il settore privato e la società civile.  I partner di Habitat III, tra cui l’Unione europea e gli Stati Membri Ue, hanno portato a Quito precisi impegni per attuare la nuova agenda urbana i cui tre obiettivi principali sono: valutazione dei passi già compiuti, impegno politico per garantire a tutti una casa, lo sviluppo urbano sostenibile, la lotta alla povertà e l’identificazione delle nuove sfide. I paesi partecipanti hanno redatto un Rapporto nazionale sulle politiche urbane che restituisca le diverse situazioni territoriali da cui partire per fondare strategie urbane innovative e sostenibili. A sua volta la  Commissione UE ha portato sul tavolo tre precisi impegni:

  • realizzare la nuova agenda urbana attraverso l'Agenda urbana dell'UE
  • elaborare una definizione globale e armonizzata delle città
  • promuovere la cooperazione tra città nel campo dello sviluppo urbano sostenibile.

Il Rapporto italiano inviato ad Habitat III illustra la situazione nazionale caratterizzata da policentrismo e da una forte espansione edilizia a discapito di uso corretto del territorio dal punto di vista ambientale ed illustra i cambiamenti in atto.  In Italia, le politiche urbane trovano un forte supporto nelle risorse della politica di coesione 2014-2020 anche con un programma dedicato, il PON Metro, e attraverso i Programmi operativi regionali che, nella quasi totalità, hanno previsto un asse dedicato alle città.