La proposta della Commissione europea per il bilancio post 2020 dell’UE-27

21 Maggio - Lo scorso 2 maggio la Commissione europea (Commissione o CE) ha presentato al Consiglio e al Parlamento europeo la proposta di Quadro Finanziario Pluriennale (QFP o Quadro) per il periodo 2021-2027, ovvero la proposta di bilancio a lungo termine dell’Unione europea (Unione o UE) che costituisce la base per l’esecuzione del bilancio annuale dell’Unione stessa. Il QFP, infatti, traduce in termini finanziari le priorità politichedell’Unione europea per un arco di più anni e fissa, altresì, gli importi massimi di spesa annuale dell’UE, sia nel suo complesso che rispetto alle principali categorie/priorità di spesa (le c.d. “rubriche”).

Questo primo pacchetto di misure dedicato al nuovo QFP è frutto di un dibattito “aperto e inclusivo”, caratterizzato dalla conduzione di diverse consultazioni pubbliche e che ha visto coinvolgere, da parte della Commissione, una vasta platea di portatori di interessi, istituzionali e non: il Parlamento europeo, gli Stati membri, i Parlamenti nazionali, i beneficiari dei finanziamenti UE[1]. Naturalmente, si tratta di una proposta che non può prescindere dalla necessità di dare risposte a nuove emergenze e a vecchie istanze, e che, inoltre, deve fare i conti con la complessità e le contraddizioni del periodo cruciale che sta attraversando l’Unione: da un lato, il nuovo dinamismo registrato con riferimento alla capacità di uscire dalla crisi economico-finanziaria e ai relativi segnali di ripresa; dall’altro, le grandi sfide legate ai cambiamenti climatici, alla crescita demografica e alle pressioni migratorie, alle minacce alla sicurezza.

Rispetto a questa “doppia faccia” dell’UE, la proposta del nuovo bilancio guarda al particolare momento storico dell’Unione come l’opportunità, per tutti gli Stati membri, di condividere una visione chiara e comune sul futuro dell’Europa, e che consenta, altresì, di “trovare la quadratura del cerchio e raggiungere un accordo su un bilancio in cui tutti siano beneficiari netti” (come espresso dal Presidente della CE Jean-Claude Juncker in vista della riunione informale dei leader programmata per il 23 febbraio 2018). Ne consegue che le priorità fissate dai leader dell’UE-27 nei due principali confronti politici post-Brexit (il vertice di Bratislava del 16 settembre 2016 e la dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017) potranno trovare concretezza 1) dedicando alle stesse adeguati stock finanziari e 2) avendo piena consapevolezza e certezza delle implicazioni pratiche, sulla vita di tutti, delle scelte in termini di finanziamenti e di valore aggiunto a livello europeo. In sostanza, come enunciato dalla Comunicazione della Commissione COM(2018) 321 final, la proposta del nuovo QFP va nella direzione di disporre, per il futuro settennio di programmazione, di unbilancio “moderno e mirato” e che, al contempo, contribuisca “a far sì che l’Unione sia grande sulle grandi questioni e piccola sulle piccole”. Ciò soprattutto a fronte della permanente scarsità di risorse finanziarie, peraltro accentuatasi a seguito della Brexit – che, in termini economici, equivale a una riduzione significativa di contributi al bilancio UE.

Entrando più nel dettaglio, la proposta di QFP per il periodo 2021-2027 traccia una cornice dei programmi di spesa dell’UE equivalente a complessivi1.135 miliardi di euro in termini di impegni (prezzi 2018), pari all’1,11% del reddito nazionale lordo dei 27 Stati membri e sostanzialmente in linea con il bilancio 2014-2020 (va però considerato che, diversamente dal 2014-2020, l’attuale importo include anche il Fondo Europeo per lo Sviluppo). Una proposta definita dal Presidente Juncker “un piano pragmatico su come fare di più con meno”, perché concentra le risorse disponibili su unnumero limitato di priorità e, soprattutto, dove più forte è l’impatto dell’azione UE in termini di benefici per i cittadini. In altre parole, si tratta di investire maggiormente nei settori con un più marcato valore aggiunto europeo, ossia quelli in cui i singoli Stati membri non possono agire da soli o nei quali si dimostra più efficiente operare insieme. Tra i settori privilegiati, che naturalmente riprendono i temi delle grandi sfide da affrontare, si annoverano: cambiamento climatico, sicurezza e difesa, gestione dei flussi migratori e delle frontiere dell’Unione, mobilità dei giovani, ricerca e innovazione.

Se questo è il quadro generale, per finanziare le nuove priorità politiche dell’Unione in materia di sicurezza, difesa, immigrazione, digitalizzazione, globalizzazione e, contestualmente, fronteggiare il gap provocato dalla Brexit, la proposta della Commissione prevede:

  • La razionalizzazione e la diminuzione, rispetto al QFP attuale, della spesa in due tradizionali capitoli del bilancio, corrispondenti alla Politica agricola comune (PAC), che subisce un taglio del 5%, e alla Politica di coesione (PC), ridotta del 7%. Tuttavia, entrambe saranno orientate a promuovere azioni in chiave sostenibile:
  • La PAC riformata metterà maggiormente l’accento sull’ambiente e sul clima, sia sostenendo la transizione verso modalità più sostenibili di fornitura degli alimenti, sia orientando gli agricoltori che ricevono pagamenti per superficie a conformarsi a una serie di requisiti relativi ai cambiamenti climatici, all’acqua, al suolo, alla biodiversità e ai paesaggi.
  • La PC agirà anche attraverso investimenti nell’adattamento ai cambiamenti climatici e nella prevenzione dei rischi, nonché nelle misure e infrastrutture di protezione ambientale.
  • Introduzione di rubriche ad hoc per finanziare alcune delle nuove priorità politiche; in particolare, impegni maggiormente significativi si rilevano con riferimento a: ricerca e innovazione e settore del digitale; infrastrutture transnazionali nei settori trasporti, energia e digitale; Erasmus+; migrazione e controllo delle frontiere; settore della cultura e dell’audiovisuale; settore Spazio.
  • Status quo per quanto concerne la rubrica dedicata alle spese di amministrazione (nonostante praticamente tutti gli Stati membri ne avessero richiesto la riduzione).

Inoltre, la proposta di budget prevede di ricavare le risorse necessarie a coprire i fabbisogni finanziari anche attraverso nuove entrate e risparmi e razionalizzazioni.

  • Nuove entrate. È proposta, in particolare, una semplificazione dell’attuale risorsa propria basata sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) e l’introduzione di un paniere di nuove risorse proprie (20% delle quote del sistema di scambio delle emissioni ETS; un’aliquota del 3% applicata alla nuova base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società; un contributo nazionale, pari a 0,80 Euro a chilogrammo, calcolato in base alla quantità di rifiuti non riciclati di imballaggi in plastica di ciascuno Stato membro).
  • Risparmi e razionalizzazioni. È prevista l’eliminazione graduale di tutte le attuali correzioni e sconti ai contributi degli Stati membri al bilancio dell’UE, nonché la riduzione dal 20% al 10% degli importi che gli Stati membri trattengono all’atto della riscossione dei tributi doganali.

Infine, nella proposta di nuovo QFP esce rinnovato anche l’impegno dell’Unione a favore dei principi di sostenibilitàprotezione ambientale e lotta al cambiamento climatico; viene, infatti, incrementato il target dal 20% al 25% per quanto riguarda il mainstreaming del clima nei programmi europei, così da assicurare un maggiore contributo all’implementazione dell’Accordo di Parigi e al conseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. In tale direzione, ad esempio, è previsto di dotare il nuovo strumento di investimento dell’Unione (InvestEU) di unproofing di sostenibilità degli investimenti al fine di orientare i flussi di capitale verso investimenti più verdi.

Da anni, ormai, l’Unione europea ha integrato l’azione per il clima in tutti i propri principali programmi di spesa (in particolare attraverso la politica agricola comune, la politica di coesione, lo sviluppo regionale, l’energia, i trasporti, la ricerca e innovazione), orientando il bilancio dell’UE verso un modello di sostenibilità. In questo quadro, la Commissione propone di rinnovare e incrementare fino a 5,4 miliardi di euro i fondi per il programma LIFE, il programma per l’ambiente e l’azione per il clima che si concentra sullo sviluppo e l’attuazione di approcci innovativi per rispondere alle sfide ambientali e climatiche, come la transizione verso l’energia pulita.

Prossimi passi

A partire dalla fine di maggio, la Commissione presenterà le proposte di regolamenti relative ai futuri programmi di finanziamento settoriali.

La decisione finale sul QFP 2021-2027 spetterà poi al Consiglio, che delibererà all’unanimità sul testo previamente approvato dal Parlamento europeo. Quanto alla sua approvazione, sembra sfumare l’ipotesi iniziale che possa avvenire nella primavera del prossimo anno: ad oggi, infatti, la Commissione auspica che un accordo sul QFP venga raggiunto prima della riunione informale dei leader in programma a Sibiu per il 9 maggio 2019, o comunque prima delle elezioni del Parlamento europeo previste a maggio 2019. Ciò consentirebbe a tutti i programmi di essere operativi fin dall’inizio del nuovo periodo di programmazione, evitando i ritardi – e le conseguenti incertezze per i beneficiari – che hanno connotato il 2014-2020.

Per ulteriori approfondimenti:

Commissione europea, COM(2018) 321 final del 02/05/2018 “Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni” 

Commissione europeaAllegato  alla COM(2018) 321 final del 02/05/2018 “Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni”  

Commissione europea - Scheda informativa generaleA modern EU budget for a Union that protects, empowers and defends

Commissione europea - Scheda informativa, Un bilancio moderno al servizio di un'Unione che protegge, dà forza e difende: domande e risposte, Bruxelles, 2 maggio 2018 

Commissione europea - Comunicato stampa, Bilancio dell'UE: un bilancio moderno al servizio di un'Unione che protegge, dà forza e difende, Bruxelles, 2 maggio 2018 


[1] Cfr. COM(2018) 321 final del 02/05/2018 “Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni”.