La Commissione prevede di ridurre l’utilizzo della plastica monouso

06 Giugno - Il 28 maggio 2018 la Commissione europea ha lanciato la proposta di direttiva sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente che integra e specifica quanto già indicato nella strategia europea sulla plastica affrontando con un intervento legislativo il problema del marine litter e del relativo impatto sull’ambiente. Obiettivo della proposta è quello di ridurre sensibilmente l’utilizzo della plastica monouso, favorendo interventi legislativi simili all’iniziativa realizzata con la messa al bando delle borse in plastica. Le nuove regole si applicheranno ai prodotti in plastica monouso e alle attrezzature da pesca che nell’Unione europea rappresentano il 70% di rifiuti marini:

Tra i 10 prodotti plastici enunciati dalla direttiva con divieto di commercializzazione figurano tutti i prodotti monouso quali ad esempio  cotton fioc, posate, piatti cannucce, aste per palloncini e mescolatori per bevande. La direttiva introduce inoltre per i produttori l’obbligo di contribuire a coprire i costi di gestione e bonifica per i seguenti prodotti: contenitori per alimenti, pacchetti ed involucri, contenitori e tazze per bevande, mozziconi di sigaretta, salviette umidificate, palloncini e sacchetti di plastica. Per tali prodotti la Commissione propone di finanziare incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti.

Entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande e introdurre un’etichettatura chiara e standardizzata che indichi come smaltire il contenitore, e diminuire il loro impatto negativo sull’ambiente oltre che la presenza di plastica.

Per quanto riguarda gli attrezzi da pesca, che rappresentano il 27% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge, la Commissione ha disposto delle misure ad hoc introducendo regimi di responsabilità del produttore per gli attrezzi da pesca contenenti plastica: i fabbricanti dovranno coprire i costi della raccolta quando questi articoli sono dismessi e conferiti agli impianti portuali di raccolta, nonché i costi del successivo trasporto e trattamento; dovranno anche coprire i costi delle misure di sensibilizzazione. 

La proposte della Commissione dovrà essere valutata e votata dal Consiglio e dal Parlamento europeo per poter avere un esito auspicabilmente entro il prossimo anno. Per consultare la proposta di direttiva clicca qui