IL RAPPORTO “ANALISI DEL RISCHIO - I CAMBIAMENTI CLIMATICI IN ITALIA”: IL CMCC ILLUSTRA GLI SCENARI ATTESI ED I RISCHI PER IL NOSTRO PAESE

Immagine rapporto CMCC21 settembre 2020 - Come cambierà il clima nei prossimi anni? Quali potranno essere le ripercussioni per il nostro Paese? A queste domande vuole rispondere il Rapporto del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) sui rischi legati ai cambiamenti climatici in Italia.

Il Report evidenzia come “i diversi modelli climatici sono concordi nel valutare un aumento della temperatura fino a 2°C nel periodo 2021-2050 (rispetto a 1981-2010). Variazioni maggiori in zona alpina e stagione estiva sono attese nello scenario con cambiamenti climatici più intensi, per il quale l’innalzamento della temperatura può raggiungere i 5°C a fine secolo”. È importante osservare come i cambiamenti climatici, con una temperatura media attuale di 1°C superiore all’era preindustriale, stanno già determinando gravi effetti a cui sono associati importanti danni a carico della popolazione, dell’ambiente e dell’economia del Paese. L’ulteriore aumento di temperatura potrà determinare l’inasprimento dei fenomeni e delle condizioni attuali, determinando rischi di diversa entità a seconda delle misure che verranno implementate per limitare il riscaldamento globale.

Il CMCC ha individuato 5 settori particolarmente significativi per descrivere ed affrontare i rischi determinati dai cambiamenti climatici in Italia:

  • le Città, che a causa dei fenomeni di intensa urbanizzazione (in particolare l’impermeabilizzazione del suolo e la riduzione delle aree naturali) unitamente all’innalzamento delle temperature sono caratterizzate da un’alta vulnerabilità ed esposizione ai cambiamenti climatici. I principali rischi individuati per le Città sono le ondate di calore e le alluvioni causate dalle piogge intense;
  • il rischio geo-idrologico, già rilevante nel nostro Paese, viene ulteriormente inasprito dai cambiamenti climatici, che determinano un aumento di frequenza e intensità di alcuni eventi atmosferici da cui dipende l’innesco dei fenomeni di dissesto;
  • le risorse idriche, sulle quali i cambiamenti climatici incidono sia in termini di quantità (riduzione attesa della quantità della risorsa idrica rinnovabile, sia superficiale che sotterranea in quasi tutte le zone semi-aride) che in termini di qualità (ad esempio per via di crescenti fenomeni di eutrofizzazione e di contaminazione);
  • i sistemi agricoli (incluse le produzioni vegetali ed animali), che risentono in maniera particolarmente critica delle variazioni di temperatura e di disponibilità idrica, con condizioni di rischio più elevate per il Sud Italia;
  • gli incendi boschivi, con un rischio in netto aumento a causa dell’innalzamento delle temperature, della diminuzione delle piogge totali annuale e dell’aumento dei periodi di siccità.

Il Report quantifica inoltre i possibili costi dei cambiamenti climatici in Italia: ad esempio, nello scenario climatico ad alte emissioni si stimano perdite di PIL pro capite tra il 7-8% a fine secolo. Anche il costo sociale dei cambiamenti climatici sarebbe rilevante, andando ad acuire le differenze tra Nord e Sud, tra fasce di popolazione più povere e più ricche.

Gli scenari rappresentati dal CMCC evidenziano la necessità di analizzare i rischi territoriali attesi e di individuare ed attuare con urgenza misure sinergiche di mitigazione ed adattamento al cambiamento climatico al fine di ottimizzare i risultati e contribuire allo sviluppo sostenibile e resiliente del nostro territorio. A tal proposito è utile evidenziare che in Italia è presente un patrimonio molto vario di iniziative e buone pratiche per il clima ai vari livelli territoriali, di cui il Report del CMCC riporta alcuni utili esempi in nel Capitolo “Iniziative di adattamento”. Ulteriori Buone Pratiche per il clima possono essere approfondite nella relativa sezione della Piattaforma delle Conoscenze.

Per maggiori informazioni ed approfondimenti circa il Rapporto “Analisi del rischio - i cambiamenti climatici in Italia” clicca qui.