Green Deal. Piano di investimenti di 1000 miliardi di EUR in 10 anni

17 marzo 2020 - Con il Green Deal l’Europa prova a dare risposta ai problemi legati al clima e all’ambiente. Si tratta di una strategia di crescita il cui obiettivo è trasformare l’UE in un’economia con zero emissioni di gas ad effetto serra a partire dal 2050. Il pilastro del Green Deal è rappresentato dal Piano di Investimenti per un’Europa Sostenibile che mira a mobilitare investimenti pubblici e privati, pari ad almeno 1000 miliardi di euro nei prossimi 10 anni, finalizzati alla transizione verso una economia climaticamente neutra. Tale livello di finanziamenti da destinare alla transizione verde verrà raggiunto attingendo dalle voci di spesa del bilancio a lungo termine dell'UE, un quarto del quale sarà utilizzato per conseguire obiettivi legati al clima.

Nel dettaglio, saranno mobilitati 1000 miliardi attraverso un incremento del Bilancio dell’UE, per il prossimo quadro finanziario pluriennale, e proposte misure specifiche volte a considerare il legame tra l'esecuzione del bilancio dell'UE e l'obiettivo di un'Europa più verde e senza emissioni di carbonio. Le principali componenti del Piano di investimenti per un Europa sostenibile sono:

  • Spesa per il clima. Per il prossimo quadro finanziario pluriennale l’UE ha proposto di innalzare al 25% la spesa per il clima. Per il Fondo di Coesione, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e nella futura PAC sono destinati interventi sul clima e l’ambiente per un importo non inferiore al 30% della dotazione complessiva di ciascun Fondo. Anche per il Programma LIFE, è previsto un innalzamento del 72% della dotazione complessiva rispetto al periodo 2014-2020 per interventi su: clima, transizione verso un’energia pulita, interventi a tutela della natura e biodiversità.
  • Fondo InvestEU. Alcuni degli investimenti necessari per la transizione comportano rischi troppo elevati perché il settore privato possa sostenerli da solo. In questi casi, i fondi pubblici possono essere utilizzati in modo mirato per ridurre i rischi legati ai progetti e mobilitare finanziamenti privati. La Commissione proporrà una metodologia basata su indicatori climatici per misurare il contributo delle specifiche operazioni di finanziamento e investimento agli obiettivi climatici e ambientali del programma. Fornendo una garanzia di bilancio dell’UE per coprire in parte il rischio delle operazioni di finanziamento e investimento, il programma InvestEU subentra al Fondo europeo per gli investimenti strategici e ad altri 13 strumenti finanziari dell'UE.
  • Il Fondo per la modernizzazione e il Fondo per l'innovazione del sistema di scambio delle quote di emissione dell'UE, entrambi finanziati al di fuori del bilancio dell'UE a lungo termine, apporteranno fondi supplementari destinati alla transizione verde. Il fondo per l'innovazione sosterrà gli investimenti volti a diffondere, nei settori delle energie rinnovabili e delle industrie ad alta intensità energetica, l'impiego di tecnologie e di processi innovativi a basse emissioni di carbonio. Il fondo per la modernizzazione sosterrà gli investimenti nella modernizzazione del settore dell'energia elettrica e dei sistemi energetici più in generale e promuoverà l'efficienza energetica in 10 Stati membri a reddito più basso.

Con riferimento al settore pubblico, la transizione verso un'economia sostenibile e climaticamente neutra richiede investimenti ingenti in tutta Europa e una forte risposta politica a tutti i livelli. In risposta alle sfide specifiche con cui devono misurarsi alcune regioni, la Commissione propone un meccanismo per una transizione giusta (Just Transition Fund) che fornirà sostegno mirato al fine di mobilitare gli investimenti necessari in questi territori.

Il meccanismo per una transizione giusta consterà di tre pilastri. Ciascun pilastro contemplerà vari strumenti di sovvenzione e finanziamento per proporre una gamma completa di opzioni di sostegno:

  • Regime specifico per una transizione giusta nell'ambito di InvestEU, inteso a mobilitare investimenti supplementari a favore delle regioni più esposte alle ripercussioni della transizione. Ciò consentirà a nuove attività economiche di prendere il posto di quelle dannose per il clima e l'ambiente, che devono essere gradualmente abbandonate. Questo regime permetterà anche di investire in una gamma più vasta di progetti rispetto al Fondo per una transizione giusta, dato il maggior margine di ammissibilità degli investimenti nel quadro di InvestEU;
  • Nuovo strumento di prestito per il settore pubblico su cui farà leva la Banca europea per gli investimenti che stimolerà, mediante prestiti agevolati al settore pubblico, l'aumento degli investimenti pubblici nelle regioni che hanno intrapreso la transizione climatica. I prestiti metterebbero a disposizione degli enti pubblici risorse utili per attuare misure che agevolino la transizione verso la neutralità climatica. Gli investimenti finanziati spazieranno dalle infrastrutture energetiche e di trasporto alle reti di teleriscaldamento, passando per le misure di efficienza energetica – compresa la ristrutturazione edilizia – e l'infrastruttura sociale, ma possono riguardare anche altri settori.

In un'ottica di coerenza, il Fondo per una transizione giusta servirà per concedere principalmente sovvenzioni, mentre il regime specifico per la transizione nell'ambito di InvestEU attirerà investimenti privati e il nuovo strumento di prestito per il settore pubblico dedicato alla transizione giusta mobiliterà i finanziamenti pubblici. A queste misure si aggiungerà l'offerta di assistenza tecnica e consulenza rivolta alle regioni e ai progetti interessati. Il meccanismo per una transizione giusta prevedrà un solido quadro di governance basato su piani territoriali per una transizione giusta.