Giornata mondiale delle zone umide: La Piattaforma delle Conoscenze mette a disposizione i risultati dei progetti italiani che hanno realizzato azioni di conservazione delle zone umide

Buone pratiche presenti nella Piattaforma delle Conoscenze che hanno realizzato azioni di conservazione negli ambienti umidi2 Febbraio - Si celebra oggi in tutto il mondo la “Giornata delle Zone Umide”, ricorrenza del giorno in cui, nel 1971, è stata firmata in Iran la Convenzione di Ramsar (ratificata e resa esecutiva dall’Italia con il DPR 13 marzo 1976, n. 448 e con il successivo DPR 11 febbraio 1987, n. 184).

La Convenzione di Ramsar si pone come obiettivo la tutela internazionale delle zone umide mediante la loro individuazione e delimitazione, lo studio degli aspetti caratteristici, in particolare dell’avifauna, e la messa in atto di programmi che ne consentano la conservazione degli habitat, della flora e della fauna.

Il focus dell’edizione 2017 della “Giornata delle Zone Umide”, “Wetlands for Disaster Risk Reduction”, sottolinea, tra le tante, un’altra fondamentale funzione di questi ambienti: contrastare gli effetti degli eventi metereologici estremi.

La Piattaforma delle Conoscenze raccoglie alcuni progetti italiani realizzati nell’ambito di programmi europei a gestione diretta della CE che affrontano temi afferenti alla tutela delle zone umide. Tra questi 7 progetti cofinanziati dal programma LIFE.

Il progetto SAVE THE FLYERS ha permesso la creazione/riqualificazione di 22 zone umide nell’Italia centrale (20 nell’area del Monte Amiata e 2 nel Parco di Frasassi): ciò ha assicurato la disponibilità di punti di abbeverata e di foraggiamento e ha favorito l’attività di pascolo, contribuendo al mantenimento di aree aperte e allo sviluppo di popolazioni di invertebrati, prede idonee per i chirotteri.

Tra i risultati di “SCI d’acqua” anche la riqualificazione, nell’area alto-appenninica e nella piana intorno a Prato, di 3 zone umide (Laghi Ombrone, Pantanelle e Bogaia) e delle circostanti superfici per la conservazione di specie target di uccelli e anfibi attraverso la creazione di specifici micro habitat e l’impianto di specie arboree.

Grazie al progetto “Re.S.C.We.” è stato possibile recuperare un eterogeneo complesso di zone umide costiere della Riserva della Sentina (San Benedetto del Tronto), con evidenti conseguenze positive per gli anfibi e per l’avifauna migratoria, assicurando uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario.

Con la riattivazione 4 di zone umide minori per la riproduzione di anfibi e rettili (ubicate nel Parco della Murgia Materana) mediante l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica associate a moderni materiali per costruzioni bio-compatibili, “ARUPA” ha permesso di coniugare le esigenze di salvaguardia del paesaggio e dei relativi aspetti storico-culturali con quelle di conservazione delle specie.

Tramite l’attuazione del progetto “ECORICE” sono stati realizzati nel Vercellese 1,60 ha di nuove zone umide in ambiente esclusivamente risicolo, ricostituite 5 ha di aree palustri e rinaturalizzati circa 2 km di canali irrigui con la messa a dimora di nuove siepi campestri arboreo-arbustive e oltre 1 ettaro di nuove arbustive e arboree.

REWETLAND ha portato alla realizzazione nel territorio dell’Agro Pontino di 4 “progetti pilota” volti a dimostrare l’efficacia della fitodepurazione nella riduzione dei carichi inquinanti presenti nelle acque superficiali provenienti da reflui urbani e agricoli. In particolare, lo scopo degli interventi ricompresi nel “progetto pilota” “Ecosistema filtro nel Parco Nazionale del Circeo”, oltre alla sperimentazione delle capacità depurative di particolari mix vegetali, è stato quello di valorizzare la biodiversità locale con la creazione di zone umide artificiali (zone umide che riproducono ecosistemi palustri).

Tra le azioni più importanti del progetto RESILFOR per la ricostituzione di boschi a dominanza di faggio con Abies alba nell’Appennino tosco-marchigiano, infine, anche interventi accessori indirizzati all’incremento della biodiversità forestale, come la creazione di 10 aree umide per anfibi (Bombina e Salamandrina).