Buone notizie per la ricerca nel campo agroalimentare

Buone notizie per la ricerca nel campo agro-alimentare9 Febbraio - Il Crea, l'ente di ricerca specializzato che fa capo al ministero delle Politiche agricole, si posiziona, per la prima volta, nella top 10 europea tra gli enti di ricerca per i finanziamenti ottenuti in un settore strategico per lo sviluppo sostenibile, ovvero il settore "Sicurezza alimentare, agricoltura e silvicoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e delle acque interne e bioeconomia, che rappresenta la "Sfida Sociale 2 (SC2)" del programma Horizon 2020.

Nel 2016 il Crea ha infatti ottenuto il finanziamento di dieci progetti per 3,2 milioni di euro, collocandosi in ottava posizione nella classifica che vede ai primi posti anche gli istituti di ricerca come l’INRA (Francia) e altre istituzioni olandesi, danesi, inglesi, tedesche.

Si tratta di un risultato particolarmente significativo per l’Italia perché la “SC2” è una delle sette sfide identificate dall’Unione Europea, con Horizon 2020, nelle quali l'investimento nella ricerca e nell'innovazione possono avere un impatto reale a beneficio dei cittadini: i dieci progetti di ricerca del Crea si incentrano su tematiche che spaziano dagli studi sulla bioeconomia alla resistenza, alle malattie e al cambiamento climatico, allo sviluppo di soluzioni sostenibili per l’integrazione delle filiere e la gestione del patrimonio forestale.

Settore di ricerca, quello in cui opera il Crea, di rilievo prioritario quindi per intervenire nel campo dell’uso efficiente delle risorse naturali e per promuoverei servizi ecosistemici correlati alle produzioni agroalimentari e il ripristino della diversità biologica con azioni che hanno un ruolo fondamentale per la tutela del capitale naturale e lo sviluppo sostenibile.

Molte poi le opportunità per sviluppare buone pratiche legate alla tutela delle risorse idriche e del  suolo, come pure il passaggio ad un nuovo modello di economia circolare: anch’esse azioni che possono contribuire a rafforzare il percorso verso l’attuazione dell’Agenda 2030 grazie al miglioramento delle capacità di ricerca pubblica e di innovazione.