Adottata la Relazione della Commissione Europea sulla Direttiva Quadro sulla strategia per l'ambiente marino

Direttiva ambiente marino28 luglio 2020 - La Commissione Europa ha adottato lo scorso 25 giugno, una Relazione (COM(2020) 259 final) sullo stato di attuazione della Direttiva Quadro sulla strategia per l'ambiente marino (direttiva 2008/56/CE), che rivela che sebbene il quadro dell'UE per la protezione dell'ambiente marino sia uno dei più completi e ambiziosi a livello mondiale, rimangono sfide persistenti quali l'eccesso di nutrienti, il rumore sottomarino, i rifiuti di plastica e altri tipi di inquinamento, così come la pesca non sostenibile.

Dal rapporto emerge un quadro eterogeneo dei mari Europei: la pressione di pesca è diminuita nell'Oceano Atlantico nordorientale e nel Mar Baltico, ma i fondali marini costieri di tutta Europa sono ancora oggetto di consistenti perturbazioni fisiche, principalmente a causa della pesca a strascico.

Nel rapporto si stima che il 46% delle acque costiere d'Europa è ancora soggetto a un'eutrofizzazione intensa, in particolare, il Mar Baltico è la regione marina con la più alta percentuale di acque costiere con condizioni problematiche a livello dei nutrienti (58 %), mentre il Mar Nero presenta la più elevata percentuale di acque costiere con condizioni problematiche a livello del fitoplacton (85 %).

Anche se le norme dell'UE che disciplinano l’utilizzo delle sostanze chimiche hanno portato a una riduzione dei contaminanti, secondo lo studio, nella maggior parte delle specie marine si è assistito ad un maggiore accumulo di plastica e di residui chimici della plastica.

Dal rapporto emerge che la Direttiva ha favorito una maggiore conoscenza delle pressioni e delle conseguenze delle attività umane sul mare e delle relative implicazioni per la biodiversità marina, gli habitat e i relativi ecosistemi. In particolare, le conoscenze acquisite nell’attuazione della Direttiva Quadro sulla strategia per l'ambiente marino, hanno contribuito all’adozione della recente Direttiva sulla plastica monouso (Direttiva 2019/904) e hanno accresciuto la cooperazione tra gli Stati membri costieri delle quattro regioni marittime europee, nonché tra le regioni marine.

In conclusione, nonostante la spinta fornita dalla direttiva, la Relazione evidenzia il fatto che le strategie degli Stati membri per l'ambiente marino devono essere perfezionate per ciò che riguarda i risultati delle azioni di gestione al fine di ottenere i migliori benefici possibili, anche se riconosce che, in alcuni casi, i termini prescritti per il conseguimento di un buono stato ecologico non forniscono un margine di tempo sufficiente.

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