Energia

EnergiaIl benessere delle persone, la competitività industriale e il funzionamento generale della società dipendono da un’energia sicura ed economicamente accessibile. Gran parte di essa è però prodotta e consumata con modalità che non potranno essere a lungo sostenibili se non saranno introdotte tecnologie innovative  e se le quantità globali cresceranno in maniera incontrollata. La produzione di energia elettrica nel 1990 era caratterizzata da una prevalenza dei prodotti petroliferi. A partire dal 2000, sono stati introdotti  molti impianti a ciclo combinato a gas naturale maggiormente compatibili dal punto di vista ambientale. In tempi più recenti si è assistito ad una rilevante penetrazione degli impianti a energia rinnovabile, specialmente fotovoltaico ed eolico anche grazie agli specifici incentivi messi a disposizione. Il settore ha visto crescere  esperienze virtuose volte  all’efficienza e al risparmio energetico.


Quello energetico è un settore strategico per l’Europa il cui tenore di vita è basato su un grande consumo di energia, alla base dei processi di inquinamento. L’Unione assorbe un quinto di quella complessivamente prodotta nel mondo pur non possedendone grandi riserve, con conseguenti problemi di rifornimento.
L’UE è il primo importatore di energia al mondo, il 53% del proprio fabbisogno viene dall’estero con un costo di circa 400 miliardi di euro all'anno. La Commissione europea nel 2007 ha definito un pacchetto integrato di misure che istituisce la Politica energetica europea (COM (2007) 1) fondata su sostenibilità, competitività e sicurezza di approvvigionamento. Le dichiarazioni di intenti comunitarie sono state appoggiate dai capi di stato e di governo dell'Unione che  hanno ufficialmente lanciato la strategia del "20-20-20” stabilendo per l’UE tre ambiziosi obiettivi da raggiungere entro il 2020:

  • ridurre i gas ad effetto serra del 20% (o del 30% in caso di accordo internazionale);
  • diminuire i consumi energetici del 20% aumentando l'efficienza energetica;
  • soddisfare il 20% del fabbisogno energetico europeo con le energie rinnovabili.

A seguito della definizione della Strategia, nel dicembre del 2008, è stato approvato il Pacchetto Clima ed Energia (Decisione n. 406/2009/CE),  il primo di una lunga serie di provvedimenti per la governance del settore.  Entrato in vigore nel giugno 2009, sarà valido dal gennaio 2013 fino al 2020.
Esso ha istituito sei strumenti legislativi europei volti a tradurre in pratica gli obiettivi al 2020:

  • Direttiva sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili  (2009/28/CE)
  • Direttiva al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra (2009/29/CE)
  • Direttiva sulla qualità dei carburanti (2009/30/CE)
  • Direttiva  Cattura e Stoccaggio geologico del biossido di carbonio (2009/31/CE)
  • Decisione recante i provvedimenti normativi volti al raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 in materia di energia  (Decisione 2009/406/CE)
  • Regolamento emissioni CO2 dalle auto (Regolamento 2009/443/CE)

La Direttiva Efficienza Energetica (2012/27/EU), adottata il 25 ottobre 2012, ha completato il quadro normativo per l’attuazione del Pacchetto Clima-Energia. Gli strumenti legislativi del Pacchetto puntano alla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra e stimolare l’internalizzazione dei costi ambientali associati ai cambiamenti climatici in tutte le attività ad alta intensità energetica attraverso la formazione di un prezzo di riferimento per le emissioni di CO2. Le indicazioni in esso contenute sono essenziali per raggiungere le tappe previste per il 2020 e per creare un’economia competitiva, sicura, sostenibile e a basse emissioni di carbonio entro il 2050. 

 

L’evoluzione normativa europea

La normativa e le indicazioni comunitarie sull’energia, considerata l’importanza strategica del settore e le sue implicazioni, si sono susseguite a ritmi serrati. Gli obiettivi energetici dell’UE sono stati integrati nella Strategia Europa 2020 e, successivamente, nella sua iniziativa faro Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse (COM(2011) 21).  Per stare al passo con i rapidi cambiamenti del comparto, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti di mercato, e raccogliere le nuove sfide intervenute, la Commissione ha presentata una nuova comunicazione Energia 2020: una strategia per un'energia competitiva, sostenibile e sicura (COM (2010) 639 def.) con l’obiettivo generale di garantire “una leadership e un coordinamento migliori a livello europeo, tanto nelle azioni interne quanto nelle relazioni con partner esterni”.

L’impegno e la riflessione dell’UE in materia sono proseguite con la Tabella di marcia per l’energia 2050 (COM(2011) 0885) unaroad map che elabora un quadro europeo a lungo termine relativo alle sfide e al  percorso dell’UE verso la decarbonizzazione. I mutamenti nel panorama mondiale del settore energetico influenzato fortemente dalla crisi economica e finanziaria globale hanno spinto la Commissione ad un’analisi degli sviluppi futuri.   Nel 2014 è stato delineato un Quadro per le politiche dell'energia e del clima dell'UE per il periodo dal 2020 al 2030 (COM(2014) 015 def.) I nuovi obiettivi di riduzione degli inquinanti   atmosferici prevedono:

 

  • taglio del 40% delle emissioni di gas ad effetto serra rispetto ai livelli del 1990
  • almeno una quota del 27% del consumo di energia rinnovabile
  • risparmio energetico finale di almeno il 27%

 

Il quadro è stato adottato dai leader dell'UE guardando al Pacchetto per il clima e l'energia 2020 e in coerenza con la prospettiva a lungo termine delineata nella Tabella di marcia per passare a un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio entro il 2050. L'obiettivo è quello di incrementare la sicurezza energetica dell'UE, riducendo la dipendenza dalle importazioni energetiche e contribuendo a realizzare un Unione dell'energia europea

 

La politica energetica italiana

La Strategia Energetica Nazionale (SEN), approvata con il Decreto interministeriale dell’8 marzo 2013, orienta gli sforzi del Paese verso un miglioramento sostanziale della competitività del sistema energetico e della sua sostenibilità ambientale. In particolare, la SEN si propone di raggiungere al 2020 quattro obiettivi principali: 

  • riduzione dei costi energetici con l'allineamento dei prezzi ai livelli europei (risparmio sulla bolletta nazionale di elettricità e gas stimato in circa 9 miliardi di euro l’anno);
  • superamento degli obiettivi europei definiti dal Pacchetto europeo Clima-Energia 2020 (riduzione delle emissioni di GHG del 21% rispetto al 2005, riduzione del 24% dei consumi primari rispetto all’andamento inerziale e raggiungimento del 19-20% di incidenza dell’energia rinnovabile sui consumi finali lordi);
  • maggiore sicurezza di approvvigionamento, con una riduzione della fattura energetica estera di circa 14 miliardi di euro l’anno;
  • spinta alla crescita e all'occupazione con l'avvio di investimenti, sia nei settori tradizionali che nella green economy, per 170-180 miliardi di euro entro il 2020.

 

Le azioni proposte nella strategia energetica si inseriscono nella definizione di un percorso di decarbonizzazione al 2050 per l’Italia secondo lo scenario Roadmap 2050. In attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, nel luglio 2014 è stato approvato il relativo Piano di azione nazionale (PAN) che stabilisce un quadro di misure per la promozione e il miglioramento dell’efficientamento energetico. Il Piano contiene gli obiettivi di efficienza energetica fissati per l’Italia al 2020 e  le misure da avviare per il loro raggiungimento. In accordo con il SEN, esso fissa i target di riduzione dei consumi di energia primaria e finale, e i risparmi attesi per singolo settore economico.   

 

Il trend delle fonti rinnovabili

Le fonti energetiche rinnovabili (FER) sono la principale tecnologia per la decarbonizzazione del sistema energetico nazionale. L’Italia ha superato nel 2014, con ben 6 anni di anticipo sulla Tabella di marcia europea, l’obiettivo del 17% così come stabilito dalla Direttiva 2009/28/CE. Nel 2004 la fetta di rinnovabili nel mix energetico nazionale era di appena il 6,3%. La Direttiva stabilisce un quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e fissa obiettivi nazionali obbligatori per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e per la quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti. Gli obiettivi nazionali devono essere previsti all’interno di uno specifico  piano di azione nazionale. L’accordo di Parigi sul clima del 2015, in occasione di COP 21, ha riconosciuto le potenzialità delle fonti di energia rinnovabile per il raggiungimento dell’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media del pianeta nel secolo in corso al di sotto della soglia di 2° C.

Un ruolo centrale nella  promozione ed incentivazione delle FER in Italia è ricoperto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) S.p.a., società per azioni controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ritira e colloca sul mercato elettrico l’energia prodotta dagli impianti incentivati e certifica la loro provenienza da fonti rinnovabili.