Ambiente urbano

Ambiente urbanoIl fenomeno dell’urbanizzazione all’interno del territorio dell’Unione Europea è in continua evoluzione, sia in termini di espansione del territorio urbano che di aumento della popolazione residente. In particolare si prevede che in Europa circa l’80% della popolazione vivrà all’interno delle città entro il 2020. Le recenti dinamiche di sviluppo dei centri urbani rendono inoltre il confine tra ambiente urbano e rurale sempre più sfumato, mediante il progressivo ampliamento delle cosiddette aree “periurbane”.

I processi di urbanizzazione determinano la concentrazione delle funzioni e dei servizi pubblici e privati ed un’alta densità demografica. Le opportunità generate da tale modello di sviluppo sono accompagnate da rilevanti sfide ambientali e spesso contribuiscono al peggioramento della qualità di vita dei cittadini, generando criticità a livello sociale ed ambientale come il degrado urbano, l'inquinamento, il peggioramento della qualità dell’aria ed il traffico.

Una delle principali sfide odierne per le città Europee è quella di disaccoppiare lo sviluppo urbano dal peggioramento della qualità di vita e delle condizioni ambientali, mediante strumenti di pianificazione e strategie di miglioramento che tengano in considerazione i vari aspetti della gestione urbana. Tale sfida è stata colta in Europa ed in Italia mediante lo sviluppo di numerosi progetti volti al miglioramento della sostenibilità urbana.

 


I fenomeni di urbanizzazione generano problematiche comuni a tutte le città europee, come la scarsa qualità dell’aria, l’inquinamento acustico, le emissioni di gas a effetto serra, e la gestione dei rifiuti.

Attualmente i centri urbani ospitano circa i due terzi della popolazione europea; all’interno degli stessi avviene l’80% del consumo totale di energia e si genera l’85% del PIL dell’Europa (fonte: Commissione Europea). Da diversi anni le politiche europee sono orientate a rendere le città sostenibili attraverso un uso efficiente delle risorse e la promozione di un’economia a basse emissioni di carbonio, in accordo con la Strategia Europa 2020. Il contesto urbano può, infatti, offrire anche importanti opportunità per uno sviluppo sostenibile attraverso, ad esempio, interventi e/o politiche volti al risparmio energetico, ad una migliore qualità dell’aria nonché alla mitigazione ed all’adattamento ai cambiamenti climatici.

 

Le politiche europee di settore

Consapevole dell’importanza degli impatti sociali, ambientali ed economici che si sviluppano nel contesto delle città europee, la Commissione Europea (CE), ha posto, nel corso degli ultimi anni, particolare attenzione sul tema dell’ambiente urbano.

Uno degli obiettivi prioritari del 7° Programma di Azione per l’Ambiente (EAP) è infatti quello di rendere le città europee più sostenibili mediante l’attuazione, entro il 2020, di politiche in materia di pianificazione e progettazione urbana. Al fine del raggiungimento di tale obiettivo, il Programma prevede una serie di azioni specifiche quali:

  • l’attuazione integrata di politiche in materia di pianificazione e progettazione urbana sostenibile, tra cui approcci innovativi ai trasporti e alla mobilità pubblici, agli edifici sostenibili, all’efficienza energetica e alla conservazione della biodiversità urbana;
  • definizione di una serie di criteri per valutare le prestazioni ambientali delle città, tenendo presente gli impatti economici, sociali e territoriali;
  • migliore accesso alle informazioni riguardo ai finanziamenti disponibili per interventi di miglioramento della sostenibilità urbana nonché ai finanziamenti stessi;
  • condivisione delle prassi virtuose tra le città, sia all’interno dell’Unione che a livello internazionale, riguardo alle innovazioni e allo sviluppo urbano sostenibile;
  • promozione e condivisione di nuova cultura finalizzata a migliorare l’ambiente urbano, incentrata sull’integrazione dell’urbanistica agli obiettivi di efficienza delle risorse, a un’economia a basse emissioni di carbonio, all’uso sostenibile del territorio urbano, alla mobilità urbana sostenibile, alla gestione e alla conservazione della biodiversità urbana, alla resilienza degli ecosistemi, alla gestione delle risorse idriche, alla salute umana, alla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e all’educazione e alla sensibilizzazione ambientale.

Un aspetto di fondamentale rilievo strategico per la CE al fine di garantire una governance efficiente dell’ambiente urbano è l’integrazione tra la dimensione europea e quella locale.

Al fine di promuovere un approccio integrato e coordinato nello sviluppo di politiche europee e nazionali, il 30 Maggio 2016 è stato approvato il "Patto di Amsterdam", che istituisce l'Agenda urbana dell'UE e ne fissa i principi fondamentali. L’Agenda è finalizzata alla promozione delle cooperazione tra gli Stati membri, le città, la CE e le altre parti interessate al fine di stimolare la crescita, la vivibilità e l’innovazione delle citta d’Europa, affrontando nel contempo le sfide legate agli aspetti sociali.

Il Patto di Amsterdam individua dodici tematiche prioritarie, in accordo alla strategia Europea 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva: inclusione dei migranti e dei rifugiati; povertà urbana; alloggi; qualità dell’aria; economia circolare; lavoro e competenze nell’economia locale; adattamento climatico (incluse le soluzioni di “infrastrutture verdi”); transizione energetica; uso sostenibile del suolo e soluzioni basate sulla natura; mobilità urbana; transizione digitale ed appalti pubblici responsabili ed innovativi.

Tra le principali normative europee volte alla promozione dello sviluppo sostenibile ed alla riprogettazione e riqualificazione delle città, vi sono le direttive sul rumore, sulle acque reflue urbane, sulle alluvioni e le direttive sulla qualità dell’aria.

Di particolare rilevanza è il Pacchetto di politiche per ripulire l'aria in Europa del 2013, con cui la CE ha condotto un’estensiva revisione delle politiche in materia di qualità dell’aria con l’obiettivo di ridurre ulteriormente le emissioni nocive provenienti dall’industria, dal traffico, dagli impianti energetici e dall’agricoltura al fine di limitarne l'impatto sulla salute umana e sull’ambiente. Il pacchetto comprende un nuovo Programma aria pulita per l’Europa (COM(2013) 918 def.), che fissa obiettivi per il 2020 ed il 2030 accompagnati dalle relative misure legislative; la revisione della direttiva sui limiti nazionali di emissione (COM(2013) 920 def.), seguita dall’adozione della Direttiva (UE) 2016/2284 con maggiori restrizioni per sei inquinanti principali ed una proposta per una nuova direttiva intesa a ridurre l’inquinamento da impianti di combustione di medie dimensioni (COM(2013) 919 def), che ha portato all’adozione della Direttiva (UE) 2015/2193.

Inoltre, nel 2018, mediante la Comunicazione “Un'Europa che protegge: aria pulita per tutti” (COM(2018) 330 def.) la Commissione Europea ha fornito indicazioni pratiche volte a migliorare la qualità dell’aria a supporto degli attori nazionali, regionali e locali.

A queste iniziative legislative si associano le indicazioni in materia di ambiente urbano di altre politiche UE, quali il Piano d'azione sulla mobilità urbana (COM (2009) 490 def.) ed il pacchetto sulla mobilità urbana adottato nel 2013, il cui elemento centrale è la Comunicazione “Insieme verso una mobilità urbana competitiva ed efficace sul piano delle risorse” (COM(2013) 913 def.). Il nuovo pacchetto è volto a rinforzare le misure europee in materia di trasporto urbano attraverso la condivisione delle esperienze, il rafforzamento della cooperazione tra Stati Membri e l’investimento su ricerca ed innovazione.

 

Le città protagoniste

La CE ha coinvolto gli enti locali delle città europee nella risoluzione delle criticità dei loro territori in materia di clima ed energia lanciando, nel 2008, il Patto dei sindaci. Tale iniziativa coinvolge gli amministratori cittadini in prima persona, creando un movimento che ha mobilitato numerose autorità locali e regionali nella definizione di misure di mitigazione dei cambiamenti climatici. Aderendo al protocollo, gli enti locali si sono impegnati a raggiungere e superare, entro il 2020, l'obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 rispetto ai livelli del1990, preso come anno di riferimento. Nel 2015 è stato lanciato un nuovo Patto dei Sindaci integrato per il clima e l’energia i cui tre pilastri sono: mitigazione, adattamento ed energia sicura, sostenibile e alla portata di tutti. Lo scopo del nuovo Patto è quello di preparare le città agli inevitabili effetti dei cambiamenti climatici. I firmatari condividono l’obiettivo comune di ridurre del 40% le emissioni di gas serra entro il 2030 oltre che rendersi disponibili ad integrare, sotto un unico cappello, azioni di mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici e ad impegnarsi nel predisporre un Inventario di base delle emissioni, una Valutazione dei rischi del cambiamento climatico e delle vulnerabilità ed un Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC).

Un ulteriore iniziativa in tema di sviluppo urbano sostenibile è il programma URBACT, cofinanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e dagli Stati membri. Lo scopo dell’iniziativa è quello di promuovere uno sviluppo urbano sostenibile attraverso lo scambio di esperienze e la diffusione delle conoscenze tra città europee.  

La Commissione Ue ha istituito anche un premio per le città più virtuose. Il riconoscimento di Capitale verde europea è assegnato a quelle che dimostrano di aver raggiunto standard ambientali di elevata qualità e di essere impegnate a conseguire ambiziosi obiettivi in tema di sviluppo sostenibile. Le città premiate, come Stoccolma (2010), Amburgo (2011), Vitoria- Gastaiz (2012), Nantes (2013), Copenaghen (2014) e Bristol (2015), costituiscono modelli esemplari per ispirare e promuovere le migliori pratiche in altre città europee.

 

Le politiche nazionali

In Italia, la norma che regola il controllo della qualità dell’aria è il D.Lgs. n.155/2010, il quale individua gli inquinanti da sottoporre a monitoraggio, i rispettivi limiti normativi e gli enti competenti per l’effettuazione delle relative valutazioni. I dati di inquinamento atmosferico vengono rilevati attraverso la rete di monitoraggio predisposta sul territorio; in caso di superamento dei limiti devono essere previste azioni di risanamento mediante la definizione di specifici piani e programmi.

Per quanto attiene invece alle emissioni in atmosfera, la norma di riferimento è il D.Lgs. 152/06 (parte V) e s.m.i., la quale stabilisce limiti e criteri di valutazione per le emissioni di impianti e, più in generale, di qualsiasi attività che generi emissioni in atmosfera. Per lo specifico caso degli impianti sottoposti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) si fa invece riferimento a quanto previsto dalla parte II del medesimo Decreto.

Riguardo alla mobilità, negli ultimi anni sono stati realizzati diversi interventi volti alla creazione di sistemi più sostenibili sia a livello locale che nazionale. Con riferimento alla normativa nazionale, con l’emanazione del Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti del 4 agosto 2017, sono state definite le linee guida per la redazione di Piani urbani di mobilità sostenibile (PUMS), prevedendo inoltre che le Città metropolitane, gli enti di area vasta, i comuni e le associazioni di comuni con più di 100 mila abitanti debbano redigere ed adottare i PUMS al fine di accedere a finanziamenti statali per infrastrutture di trasporto di massa, come sistemi ferroviari metropolitani, tram e metro.