Ambiente urbano

Ambiente urbanoIl territorio dell’Unione Europea è densamente popolato e quasi il 75% della popolazione vive nelle città. Si tratta di un fenomeno in evoluzione sia in termini di espansione del territorio urbano che di aumento della popolazione. Nel 2050 l’80% degli europei vivrà in un contesto urbano mentre cresceranno ancor più rapidamente gli spazi periurbani. L’impatto a livello ambientale, sociale ed economico dell’urbanizzazione è ormai evidente. La principale sfida da affrontare per le città europee è trovare un equilibrio tra densità da una parte e qualità della vita dall'altra. In Europa e in Italia si contano numerosi esempi di sostenibilità urbana finalizzati a raccoglierla.

 


Le problematiche più rilevanti derivanti dall’urbanizzazione, comuni a tutte le città europee, sono la scarsa qualità dell’aria, l’inquinamento acustico, le emissioni di gas a effetto serra, la carenza d’acqua e la gestione dei rifiuti.

Attualmente i centri urbani in Europa rappresentano il 69% del consumo energetico e sono quindi responsabili della maggior parte delle emissioni di gas a effetto serra. Da anni le politiche europee sono orientate a rendere le città sostenibili attraverso un uso efficiente delle risorse e la promozione di un’economia a basse emissioni di carbonio in accordo con la Strategia Europa 2020. Il contesto urbano può, infatti, offrire anche importanti opportunità per una vita sostenibile in termini di risparmio energetico nonché di attenuazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

 

Le politiche europee di settore

Fondamentale è il rilievo strategico dato dalla Commissione europea all’integrazione tra la dimensione europea e quella locale per garantire la governance dell’ambiente urbano. Tra le politiche principali che costituiscono gli elementi chiave dell’Agenda urbana europea (COM(2014) 490 def), il più importante documento di promozione dello sviluppo sostenibile per la riprogettazione e attualizzazione delle città, vi sono le direttive sul rumore, sulle acque reflue urbane, sulle alluvioni e le direttive sulla qualità dell’aria.
Tra quest’ultime da segnalare il Pacchetto di politiche per ripulire l'aria in Europa del 2013 con cui la Commissione europea ha aggiornato la legislazione esistente e ha ridotto ulteriormente le emissioni nocive provenienti dall’industria, dal traffico, dagli impianti energetici e dall’agricoltura, proponendosi di limitarne l'impatto sulla salute umana e sull’ambiente. Il pacchetto comprende un nuovo programma aria pulita per l’Europa (COM(2013) 918 def.); la revisione della direttiva sui limiti nazionali di emissione (COM(2013) 920 def.) con maggiori restrizioni per i sei inquinanti principali, e una proposta per una nuova direttiva intesa a ridurre l’inquinamento da impianti di combustione di medie dimensioni (COM(2013) 919 def).

A queste iniziative legislative si associano le indicazioni in materia di ambiente urbano di altre politiche Ue, quali la Carta di Lipsiasulle città europee sostenibili del 2007, la dimensione urbana nella politica di coesione o il Piano d'azione sulla mobilità urbana(COM (2009) 490 def.).
L’ottavo fra i nove obiettivi prioritari del 7° Programma di Azione per l’Ambiente (EAP) è volto ad Aiutare le città a diventaremaggiormente sostenibiliAttraverso questa priorità si punta all’attuazione delle politiche in materia di pianificazione e progettazione urbana sostenibile, in tutte le città europee entro il 2020, utilizzando i finanziamenti comunitari disponibili. Il 7 EAP prevede una serie di azioni per centrare questo obiettivo:

  • l’attuazione integrata di politiche in materia di pianificazione e progettazione urbana sostenibile, tra cui approcci innovativi ai trasporti e alla mobilità pubblici, agli edifici sostenibili, all’efficienza energetica e alla conservazione della biodiversità urbana;
  • definizione di una serie di criteri per valutare le prestazioni ambientali delle città, tenendo presente gli impatti economici, sociali e territoriali;
  • migliore accesso alle informazioni riguardo ai finanziamenti disponibili per interventi di miglioramento della sostenibilità urbana nonché ai finanziamenti stessi;
  • condivisione delle prassi virtuose tra le città, sia all’interno dell’Unione che a livello internazionale, riguardo alle innovazioni e allo sviluppo urbano sostenibile;
  • promozione e condivisione di nuova cultura finalizzata a migliorare l’ambiente urbano, incentrata sull’integrazione dell’urbanistica agli obiettivi di efficienza delle risorse, a un’economia a basse emissioni di carbonio, all’uso sostenibile del territorio urbano, alla mobilità urbana sostenibile, alla gestione e alla conservazione della biodiversità urbana, alla resilienza degli ecosistemi, alla gestione delle risorse idriche, alla salute umana, alla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e all’educazione e alla sensibilizzazione ambientale.

 

Le città protagoniste

La Commissione europea ha coinvolto gli enti locali delle città europee nella risoluzione delle criticità dei loro territori in materia di clima ed energia lanciando, nel 2008, il Patto dei sindaci. Si tratta di un’iniziativa per coinvolgere gli amministratori cittadini in prima persona. Un movimento dal basso che è riuscito a mobilitare numerose autorità locali e regionali verso misure di mitigazione dei cambiamenti climatici. Aderendo al protocollo, gli enti locali si impegnano a raggiungere e superare l'obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020 rispetto al 1990, anno preso come riferimento. Nel 2015 è stato lanciato un nuovo Patto dei Sindaci integrato per il clima e l’energia i cui tre pilastri sono: mitigazione, adattamento ed energia sicura, sostenibile e alla portata di tutti. L’obiettivo è preparare le città agli inevitabili effetti legati ai cambiamenti climatici. I firmatari condividono l’obiettivo comune di ridurre del 40% le emissioni di gas serra entro il 2030 oltre che rendersi disponibili ad integrare sotto un unico cappello azioni di mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici e ad impegnarsi nel predisporre un Inventario di base delle emissioni, una Valutazione dei rischi del cambiamento climatico e delle vulnerabilità ed un Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC) .
Anche nel programma Urbact III, evoluzione dei due omonimi programmi precedenti, le città sono impegnate a migliorarsi attraverso una serie di specifiche azioni. Scopo dell’iniziativa, cofinanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e dagli Stati membri, è promuovere uno sviluppo urbano sostenibile attraverso lo scambio di esperienze e la diffusione delle conoscenze tra città europee.  

La Commissione Ue ha istituito anche un premio per le città più virtuose. Il riconoscimento di Capitale verde europea è assegnato a quelle che dimostrano di aver raggiunto standard ambientali di elevata qualità e di essere impegnate a conseguire ambiziosi obiettivi in tema di sviluppo sostenibile. Le città premiate, come Stoccolma (2010), Amburgo (2011), Vitoria- Gastaiz (2012), Nantes (2013), Copenaghen (2014) e Bristol (2015), costituiscono modelli esemplari per ispirare e promuovere le migliori pratiche in altre città europee.